November 2017

Traforo del Gran San Bernardo: i severi giudizi svizzeri

L'avviso sulla ss27 di chiusura del Traforo del Gran San BernardoAmo i Cantoni Romandi della Svizzera e in particolare i nostri "cugini" della République du Valais con cui ci legano rapporti storici sin dalla più profonda antichità, dovuti alla vicinanza e al fatto che i confini sulle montagne comuni sono sempre stati labili e flussi di merci e di persone li hanno sempre attraversati facilmente. Basta studiare i cognomi da una parte e dall'altra per capire quali e quanti movimenti ci siano stati e ciò vale, tra l'altro, per tutte le Alpi, dove la permeabilità è sempre stata una caratteristica di colle in colle.
Ho trascorso con loro momenti di discussione politica importanti e arricchenti ed anche occasioni di festa - sia nella sfera pubblica che privata - che mi hanno fatto scoprire che con i vallesani ci somigliamo molto e non solo per i vini o le "Reines". C'è qualcosa di profondo che consente questa affinità e una simpatia immediata.

Reagire alla crisi dell'Autonomia

Una foglia devastata dai parassitiConfesso tristezza ed indignazione nel vedere che cosa sta accadendo alla reputazione della Valle d'Aosta e dei valdostani. Non potrebbe che essere così, dopo aver dedicato una larga parte della mia vita in politica a cercare di dare di noi e delle nostre Istituzioni un'immagine positiva in tutti i ruoli che ho ricoperto. Facendomi forte del fatto di essere rappresentante e portavoce di una comunità considerata degna e solida, pur avendo ovviamente la sua dose di difetti e di problemi, ma nulla che apparisse come patologico e stravolgente.
Era di conseguenza con emozione che mi sentivo apostrofare come «il valdostano Caveri» e penso che a molti sia capitato di vivere nel senso di appartenenza questa mia stessa fierezza.
Ora mi trovo invece - sogno o son desto? - come smarrito di fronte ad una specie di vespaio, fatto di un fiorir di scandali e inchieste, di cui si vede per ora - così temo - solo una parte, perché altri nodi devono ancora venire al pettine.

Aspettando Natale

Uno scorcio del reparto di decorazioni natalizie di 'Peraga' a MercenascoPer scherzare tocca, ogni tanto, partire da qualcosa di serio, così come molte volte situazioni che fanno morire dal ridere servono a farci capire delle cose molto serie.
Così ieri sul "Corriere della Sera" leggevo un articolo molto dettagliato sui danni del disturbo noto come "Seasonal affective disorder - Sad", traducibile in "Disordine affettivo stagionale", che è una forma depressiva che colpisce molto proprio in periodi come questo, in cui l'autunno galoppa verso l'inverno e in molti reagiscono male. Ora, per quanto non credo di soffrirne, solidarizzo con chi ne è vittima, vista la mia conclamata antipatia verso l'agonia della luce nelle declinanti giornate novembrine che mettono tristezza anche al più ridanciano fra di noi.

Come mi illumino l'Envers?

Lo specchio solare a ViganellaIn Valle d'Aosta, fra le diverse maniere di prendersi in giro, che hanno per fortuna sostituito rivalità ataviche fra paesi vicini che ancora nella mia giovinezza sconfinavano in qualche scazzottata, c'è il fatto - soprattutto lungo la vallata centrale - sul versante dove si abita.
Ricorda "Wikipedia" una fondamentale differenza, che sfugge a chi non ci abita: "Con il termine "Adret" (pronuncia alla francese, "Adré") in Valle d'Aosta si intende la sinistra orografica della valle stessa. La definizione si contrappone con quella di "Envers", ovvero la destra orografica della valle. Il termine proviene dal latino "dirēctu(m)", participio passato del verbo "dirigĕre" ("dirigere"), e dall'aggettivo "dirēct(us)" ("diretto"). Ha per omologhi in francese antico "adrecht", dal latino "ad rēct(um)" ("in linea retta" o "diritto"), "dreit" o "drecht" in provenzale, "dret" in occitano e "dritto", od anticamente anche "destro", in italiano".

Incombe l'analfabetismo di ritorno

Un esempio di analfabetismo sui muriL'analfabetismo di ritorno incombe e prolifera. Mi capita ogni giorno di verificare come questo fenomeno sia veritiero, che sia un documento, una mail, un sms, uno strafalcione sentito in un colloquio. Esiste un degrado palpabile che sul breve potrà fare sorridere, ma poi alla fine preoccupa. Mai come oggi l'accesso agli strumenti di apprendimento culturale è diffuso e disponibile, eppure qualche cosa gira storto, visti gli esiti.
Così ammoniva Tullio De Mauro, il celebre linguista che ho avuto l'onore di conoscere nella sua breve esperienza governativa: «Quella principale è una tendenza d'ordine biologico e psicologico: data la natura selettiva della nostra memoria, si constata che in età adulta tendiamo a regredire di cinque anni rispetto ai livelli massimi raggiunti durante gli studi a meno che, ed è fondamentale, non continuiamo a esercitare quella competenza».

I pochi stellati valdostani

Alfio Fascendini, unico chef stellato ad AostaMangiare e bere sono una necessità fisiologica che, per fortuna, può trasformarsi in uno dei piaceri della vita. Mi è già capitato di citare, perché specchio della vita sociale, la frase del celebre Pellegrino Artusi: «Il mondo ipocrita non vuol dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio». Verissimo: scorrete la vostra agenda dei prossimi mesi e, accanto alle feste comandate, ci sono certamente appuntamenti familiari o amicali in cui non si sfugge al momento conviviale.
Guardando la programmazione televisiva, abbiamo oggi conferma che certa ipocrisia non abita più qui, visto il proliferare di trasmissioni di cucina in un filone di evidente successo di ascolti e il fatto che gli Chef sono diventati icone vere e proprie, tanto da fare esplodere gli iscritti alle scuole alberghiere, un tempo reputate ingiustamente scuole di second'ordine.

Tempo di bagna cauda

"Ël piat convivial ch'a 'rpresenta 'd pì 'l Piemont ant l'an-maginari comun, la bagna càuda, a comprend, oltra a l'aj, doi prodòt lontan da l'ideja dla tipicità piemontèisa: l'euli e l'ancioa".
Che musicalità il piemontese, che pratico in modo rozzo e basico come molti valdostani della bassa Valle per via della vicinanza con il Canavese. Mio papà lo parlava fluentemente per via dei commercianti piemontesi di via Sant'Anselmo ad Aosta, dov'era cresciuto.
Ma accanto al piemontese bisognerebbe usare l'occitano, visto che sono considerati gli acciugai per eccellenza. Spiega il sito della "Fiera degli acciugai" dal libro "L'Acciuga nel Piatto" di Diego Crestani e Roberto Beltramo: «Gli acciugai ("anchoiers" in occitano, "anciuè" in piemontese, "anciuat" in lombardo) della Valle Maira, a fine estate, terminati i lavori nei campi, scendevano al piano per vendere acciughe e pesce conservato. La merce da vendere la compravano in Liguria: non lavoravano il pesce, lo vendevano soltanto, girovagando in tutto il Piemonte, in Lombardia e persino in Veneto ed Emilia. Sull'origine del fenomeno sono molte le ipotesi, destinate peraltro a rimanere tali».

La tentazione e il vello d'oro

Trapezisti all'opera"Tentazione" è una di quelle parole che ti creano dei rovelli sin da piccolo. La preghiera per eccellenza, il "Padre Nostro", quando ci ragionavi sopra e non la pronunciavi meccanicamente, ti metteva alla prova con quel passaggio che dice «e non ci indurre in tentazione…».
Ora so, allora no, che si trattava in questa versione di un errore di traduzione, come ha spiegato bene il teologo Giuseppe Pulcinelli su "Famiglia Cristiana": «Nell'originale greco c'è il verbo "eisenenkes" che significa "immettere", "introdurre". Ma si vuol forse dire che Dio spinge l'uomo verso il male (la tentazione) e quindi gli si chiede di non farlo? In realtà, alla luce di altri passi della Scrittura (cfr. Gc 1,13: "Dio non tenta nessuno"), si può e si deve dare un'altra spiegazione».

La Storia e lo storytelling

L'orologio dell'Hotel de ville ad AostaDal passato arrivano fasci di luce che azzerano per la loro efficacia molte discussioni arzigogolate e spesso inutili su singoli argomenti, segno che briciole di saggezza sono davvero senza tempo. Scriveva Cicerone: «Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriæ, magistra vitæ, nuntia vetustatis». Tradotto suona così: «La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, messaggera dell'antichità». Su ogni singola osservazione si potrebbero spargere fiumi d'inchiostro, ma la sostanza - almeno per me rispetto in particolare alla ripetitività della Storia - è che ogni epoca ed ogni avvenimento hanno una loro impronta originale che non può essere fotocopiata tale e quale, non esistendo un "copia-e-incolla" funzionante. Ma il repertorio di comportamenti umani non essendo infinito che si riproponga qualcosa di molto simile non è fatto così astratto.

Il "caso Sappada" ed i Comuni "transfughi"

Uno scorcio di SappadaUna decina di anni fa, di questi tempi, si discuteva della richiesta di due Comuni piemontesi - Noasca e Carema - di adoperare la norma costituzionale (articolo 132) che consente di passare da una Regione all'altra, transitando nelle loro aspettative di allora in territorio valdostano. Progetto che si arenò per via di una procedura oggettivamente complessa e per la contrarietà rispetto a questo spostamento del Consiglio Valle e pure del Consiglio regionale del Piemonte. Mi espressi già a suo tempo in modo critico su questo tentativo annessionista che aveva un fondo provocatorio: da una parte Noasca in Valle dell'Orco non aveva neppure un collegamento diretto con la Valle, viste le montagne che ci separano ed avrebbero obbligato gli abitanti a un lungo giro per raggiungerci; dall'altra Carema, pur confinante e con qualche ragione storico-linguistica per spostarsi di Regione, avrebbe innescato un processo infinito di aggregazione verso di noi di tutti i Comuni viciniori.

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