October 2017

Riflessioni sulla formazione in politica

L'arrivo di Paolo Gentiloni a Palazzo regionaleE' sempre importante riflettere sulla formazione politica dei giovani valdostani. Senza quel passaggio di competenze di generazione in generazione, alla fine il pensiero autonomista sarebbe come una pianta ormai sterile destinata a seccare. Non si tratta di una logica di proselitismo nel senso di uno indottrinamento bovino che crei dei cittadini simili a robottini, cui infondere chissà che cosa. Ma si tratta di evitare che, nel bombardamento fatto di confusioni di cui oggi chiunque può cadere vittima, ci siano conoscenze di vario genere che consentano di poter discutere, con conoscenza di causa, sul futuro che verrà per la Valle d'Aosta e rafforzino chi si vuole interessare alla cosa pubblica. Perché se sarebbe assurdo voler "programmare" i giovani, così come sarebbe - al contrario - assurdo che avvenisse il contrario e cioè che ci fosse chi operi un'azione, per così dire, di controinformazione, veicolando idee e valori su filoni ben diversi che disperdano il patrimonio acquisito.

De bello Valdostano

Pierluigi Marquis nella sua ultima conferenza stampa da presidente della RegioneEsplode come una bomba e figura oggi sulle pagine dei giornali nazionali l'inchiesta sui famosi 25mila euro in contanti rinvenuti dentro la scrivania del presidente della Regione nell'ufficio al secondo piano di piazza Deffeyes ad Aosta. Secondo la Magistratura potrebbe trattarsi, ma per ora siamo solo all'avviso di garanzia, di una sorta di macchinazione calunniosa ordita contro l'ex presidente Augusto Rollandin, che sembrava poter essere il proprietario di questa somma "dimenticata" (frutto - ipotizzava qualcuno - di chissà quale maneggio) al momento in cui lasciò il posto al suo successore, Pierluigi Marquis. Ora invece è lui ad essere sospettato di calunnia - accusa respinta con sdegno - assieme al suo segretario particolae Donatello Trevisan ed all'esponente politico della Stella Alpina Marco Viérin, che - a vedere come le cose cambiano - nel 2006 corse per il ruolo di deputato proprio con Rollandin che era invece candidato per il Senato. Entrambi furono sconfitti.

Brutta la fiducia e pure la nuova legge elettorale

Non si sa mai se parlare prima, quando si tratta di materia elettorale, della forma o della sostanza.
Cominciamo dalla forma con un riassuntino: dopo che la Consulta ha smontato per l'ennesima volta la legge elettorale in vigore perché incostituzionale, appurato anche che il Senato attuale restava vivente dopo il "no" popolare alla riforma costituzionale di Matteo Renzi, spettava al Parlamento dare le regole per il voto per le Politiche di primavera.
Si è a lungo cincischiato, malgrado apparisse periodicamente lo spauracchio delle elezioni anticipate, e benché - come noto - non si sarebbe potuto votare, pena il caos, con il sistema derivante dai "ritagli" sulla normativa vigente operati dalla Corte Costituzionale.
Poi, nelle scorse ore, si è partiti alla carica come i bersaglieri, con il "Rosatellum bis" o "2.0", con l'uso ridicolo di un latinismo senza un perché.

Valle d'Aosta: le vicende giudiziarie che pesano

Il Tribunale di AostaNella storia valdostana del dopoguerra - anche se non c'è mai stato nulla di patologico - ogni tanto le vicende politiche sono state influenzate dalla mano della Magistratura, che si è occupata di Tizio o di Sempronio. Si sa che, nella logica dell'equilibrio dei poteri, non vi è nulla di singolare che questo avvenga, essendo i politici, anche nella veste di amministratori di denaro pubblico, cittadini come gli altri di fronte ai loro doveri. Per altro è proprio il ruolo pubblico che obbliga ad uno scatto in più, ben noto nei Paesi più civili, dove anche peccati veniali, fanno scomparire di scena i politici che inciampano. Il giurista Piero Calamandrei osservava, infatti: «Non si confonda la giustizia in senso giuridico, che vuol dire conformità delle leggi, con la giustizia in senso morale che dovrebbe essere tesoro comune di tutti gli uomini civili, qualunque sia la professione che essi esercitano nella vita pratica».

La cruda situazione valdostana

Il simbolo istituzionale della Regione utilizzato come una panchinaTutto giusto, per carità! La situazione della Valle d'Aosta attuale preoccupa sotto diversi profili e se certo si può vivere anche facendo finta di niente (ho amici che stanno da tempo in una sorta di bolla, come fossero sulla stazione spaziale "Iss"), personalmente non ci riesco. Sarà che, avendo strumenti comparativi con altri momenti vissuti o studiati, certi argomenti spinosi non innescano solo una reazione emotiva a caldo ma provocano un senso di apprensione assai concreta per il futuro per via della conoscenza razionale dei rischi connessi.
L'Autonomia Speciale sembra essere per alcuni - qui da noi e soprattutto fuori - come un capo di vestiario liso, che rischia di finire nel bidone della spazzatura.

Una risata vi seppellirà

Risata... di plastica«La fantasia distruggerà il potere ed una risata vi seppellirà!». Lo slogan sessantottino, già motto anarchico di fine '800 (pare usato come slogan dagli anarchici arrestati), venne all'epoca riesumato per la prima volta in Italia sui muri della facoltà di Lettere dell'Università di Roma, diventando virale e poi traslato infine come mot d'ordre - io c'ero... - del movimento del 1977. Penso a quei tempi con nostalgia, anche se poi a conti fatti le nostre "okkupazioni" erano davvero da balbuzienti della politica, ma sono storie memorabili di passione e di speranza. Ed è stata anche una palestra per imparare alcuni fondamentali, compreso il coraggio di esporsi, merce rara allora come oggi, quando certi passaggi diventano delicati e molti dapprima coraggiosi si fanno d'improvviso pavidi.

Gli Insoumis e la bandiera europea

Le bandiere francese ed europea all'EliseoUna premessa è d'obbligo per definire chi siano gli "Insoumis" che, messa la sordina sul Front National dopo la sconfitta di Marine Le Pen e le polemiche successive, sono diventati la "bestia nera" di Emanuel Macron con manifestazioni di piazza e toni rudi all'Assemblée Nationale. Così una scheda tratta da "Wikipedia": «La France insoumise un parti politique français fondé le 10 février 2016. Son objectif est la mise en œuvre du programme écosocialiste "L'Avenir en commun". Le parti présente pour ce faire la candidature de Jean-Luc Mélenchon à l'élection présidentielle de 2017. À l'issue du premier tour, celui-ci arrive en quatrième position avec 19,58 pour cent des suffrages exprimés, échouant à se qualifier pour le second tour pour moins de deux pour cent, mais dépassant très largement le score du candidat du Parti socialiste, Benoît Hamon (6,36 pour cent). À l'issue du second tour des élections législatives de 2017, la France insoumise forme un groupe parlementaire de dixsept députés à l'Assemblée nationale, avec Jean-Luc Mélenchon en président de groupe».

In Politica non si finisce mai di imparare

Il sesto Governo regionale appena elettoNon faccio parte di quelli che si piangono addosso e cerco sempre nelle circostanze della vita di prendere il buono, anche quando bisogna cercarlo con il lanternino. Ma l'amarezza resta come un sapore cattivo in bocca in certi momenti ed è bene esprimerlo per evitare di macerarsi, esercizio davvero inutile. Sulla delusione ha detto lo scrittore catalano Carlos Ruiz Zafón: «Ci sono delusioni che fanno onore a chi riesce a viverle».
E' vero tuttavia che scrivo in certe temperie con vivo dispiacere, perché ci sono passaggi che mettono a dura prova la propria fiducia verso gli altri, specie quando nelle cose si è investito sé stessi a beneficio di altri, che ne hanno goduto in qualche modo, mostrandosi poi inaffidabili e pure poco riconoscenti. Basta prendere atto di certo cinismo, perché quando si dimostra che si è stati partecipi di progetti che hanno poi preso strade sbilenche e non condivisibili, è davvero meglio guardare avanti, specie si è tenuta la propria posizione rispetto a posizioni di comodo altrui.
Questo significa, non solo essere in buona fede, ma mantenersi coerenti con quanto sostenuto in passato, se rapportato all'insieme dei propri comportamenti.

Telefonino, telefonino delle mie brame...

Va bene il rischio c'è: la dipendenza da telefonino esiste.
Lui, il telefonino, è una creatura multitasking ed è così onnivora da mangiare pure il nostro tempo, tanto che devi spremerti le meningi per pensare a come prima lo occupassi. Forse talvolta ci si riposava o si entrava in quella logica - che esiste come parola pure in francese - che è "farniente", l'ozio indispensabile per far fruttare il... negozio.
Oggi siamo connessi ovunque e ripeto che un giorno verrà in cui i "buen retiro" senza "wi-fi" saranno presi d'assalto, come le cliniche della salute per riscoprire sensi e sensazioni, oggi in parte appaltati ad un assorbente mondo virtuale.
Coltiva questa nostra nuova protesi digitale una situazione ambigua: la solitudine accresciuta con gli affetti che ci circondano, perché sei lì che contatti persone remote o fai altre cose che dovrebbero renderti social ed invece diventi antisociale con chi è in prossimità.

Il peso politico dei problemi migratori

Un barcone di migranti intercettato dalla Guardia CostieraDel reale contenuto della normativa sullo "ius soli" (che riguarderebbe in Valle d'Aosta 1.200 fra bambini e ragazzi, che otterrebbero la cittadinanza italiana con i nuovi meccanismi) in realtà in tanti sanno poco e per altro credo che ormai la nuova legge resterà al palo. Personalmente ricordo come nella vicina Svizzera - per la cittadinanza - ci voglia un vero e proprio esame, che può anche variare secondo Comune e Cantone, e non avviene per automatismi che rischiano in Italia di perdere di vista la persona, i suoi diritti e i suoi doveri. Oggi - al compimento del diciottesimo anno di età - chi chiede di diventare cittadino italiano si infila in una procedura complessa e poco trasparente con tempi di risposta che mutano senza ragioni apparenti.

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