June 2017

Un voto alla Camera che è ammonimento

Sergio Mattarella con Arno Kompatscher durante la visita a MeranoCi sono vicende della politica che possono avere diversi significati e differenti chiavi di lettura. Non bisogna mai fermarsi alle apparenze e tenersi vigili, come quando in automatico si tende l'orecchio per capire quale significato abbia un suono di campane proveniente a distanza da un campanile. Può essere il lento scampanio che suona a morto o un segnale d'allarme con le campane a martello.
Il pasticciaccio brutto alla Camera che ha affossato la legge elettorale e lo strano accordo tra Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini (nessuno dei quali è deputato a Montecitorio...) ha avuto un'origine, quando la bizzarra Micaela Biancofiore - berluschina della prima ora di Bolzano - l'ha combinata grossa, presentando contro il parere del suo partito un emendamento che mirava ad applicare il proporzionale al sistema elettorale del Trentino-Alto-Adige/Südtirol.

I vaccini sono una cosa seria

Una vaccinazioneScrivo con rispetto e non per alimentare una polemica politica, ma il tema è importante per la convivenza civile e sottrarsi sarebbe ipocrita. L'uscita infelice e non condivisibile nella forma e nella sostanza sui vaccini di Chantal Certan è così espressa dall'Ansa Valle d'Aosta in un dispaccio ripreso, purtroppo, a livello nazionale: "«Mai pensavo si arrivasse a tanto... e qui i vaccini non contano nulla, la scienza neppure, il dibattito è tutto su un altro livello, livello di sperimentazione di massa...». Così l'assessore all'istruzione e cultura della Valle d'Aosta Chantal Certan con un post su Facebook si scaglia contro il decreto del Governo sulle vaccinazioni obbligatorie. «Mai vista - rincara l'esponente del movimento autonomista Alpe - una cosa del genere in nessun paese europeo, anzi sì... vi è già stato un ventennio in Europa in cui uno con due baffetti faceva sperimentazione su uomini, donne e bambini... pensavo appartenesse al passato»".

L'ombra della 'Ndrangheta sulla Valle d'Aosta

La Guardia Civil spagnola nel luogo dell'omicidioA me la malavita organizzata fa paura, perché è come un cancro che insinua le sue metastasi e certe presenze diventano letali anche per la comunità più sana che esista. Per questo crea molti e inquietanti interrogativi l'assassinio in Spagna del "valdostano" Giuseppe Nirta, un pregiudicato da tempo segnalato come la punta dell'iceberg della presenza della malavita calabrese in Valle d'Aosta e ciò in contatto - a dispetto di logiche apparentemente tribali - con le ramificazioni nazionali e internazionali di questa associazione criminale spietata e pericolosa.
Mi è venuto in mente sul delitto quel detto usato dalla 'ndrangheta: «Davanti alla gran curti non si parra, pochi paroli e cull'occhiuzzi 'nterra, l'omu chi parra assai sempre la sgarra! Culla sua stessa lingua s'assutterra».

Quei partiti senza bussola

Beppe GrilloUno guarda gli esiti delle elezioni amministrative in Italia e ha motivi per stupirsi (tipo il flop di Beppe Grillo e il ritorno del centrodestra) e ne ha ancora di più per il terremoto politico per le Legislative francesi (Emmanuel Macron stravince, male i socialisti e il Front National) e ci si chiede di conseguenza come bradisismi e terremoti derivino da una Politica che cambia con rapidità e manca talvolta il tempo per fermarsi a pensare, facendo pure i conti con tassi spaventosi di astensionismo che incidono sulla democrazia rappresentativa.
Sono una marea gli scritti sul presente e sul futuro dei partiti e dei movimenti politici. Il punto comune è che sono profondamente in crisi e si stentano a trovare delle formule nuove, che li sdoganino nell'angolo dove sono finiti, di fatto comitati elettorali (quando non di affari) che gestiscono le elezioni e vivacchiano fra un appuntamento con le urne e l'altro.

Costa meno telefonare in Europa

Chi ha dovuto, come me, passare parecchio tempo all'estero - nel mio caso specialmente in Belgio ma anche in Francia - ha vissuto il dramma dei costi folli del "roaming" internazionale, tant'è che alla fine una delle scelte era quella di comprare una "sim" nel Paese ospitante per evitare salassi e trovarsi nella triste e persino disperante situazione di un telefono "nazionale" che veniva prosciugato e che dunque non poteva più né chiamare né usare la navigazione dati.
I gestori delle telefonie nazionali, benché talvolta facenti parte di gruppi dalla dimensione europea, approfittavano della situazione con una situazione ricattatoria e costosa per ogni consumatore, in barba al mercato unico europeo ed al concetto ancora più elevato di una cittadinanza comunitaria. Ma, per fortuna, tra mille problemi della ricerca di una normativa di compromesso alla fine le autorità europee - sempre accusate di mille misfatti sulle spalle dei cittadini - hanno rimesso a posto le cose.

Caro Luciano...

Il Luciano 28enne durante un comizio con César Dujany e Dino ViérinCaro Luciano o Lucien come ti chiamano in molti,
sono passati trent'anni e vorrei ricordare con te - giovane di allora - quel passaggio decisivo della tua vita, che segnò una svolta, che ha fatto di te quello che sei oggi, che poi sono io che ti scrivo. Anche se l'artificio può far sorridere, credo che sia il modo migliore per ricordare e celebrare senza farne qualcosa di agiografico i ricordi di un passato che fu davvero un punto a capo.
Era infatti il 14 giugno del 1987: allora si votò anticipatamente per le elezioni politiche e per una serie di casualità ti trovasti a un bivio al quale non avevi mai pensato.

"Route 26"

Il chilometro 66 della 'Route 26' a MontjovetNon ho mai trovato personalmente nel termine "provinciale" un'accezione linguistica negativa, anche se conosco bene l'uso snobistico che ne può esserne fatto, assecondando lo stereotipo di una persona che può avere mentalità e abitudini di vita da considerarsi arretrate e rozze rispetto a chi vive nelle grandi città. E' vero che "provinciale" da noi - lo dico sorridendo - si scontra contro il fatto che, anche se spesso gli organi dello Stato o i mezzi di informazione nazionali se ne dimenticano, la "Provincia di Aosta" venne soppressa nel 1945 e siamo fieri di questa circostanza, che riporta in capo alla Regione autonoma non solo poteri e competenze un tempo provinciali, ma fa di noi dei provinciali... sui generis. Per altro, per chi voglia considerare che piova sul bagnato, anche il termine ”montanaro" è stato usato nel tempo per definire chi lo sia come retrogrado e gretto ed io invece la considero una medaglia al valore.

Il virus del cerchiobottismo

Grandi bottiNel linguaggio, noto a molti, di Tex Willer la lingua biforcuta era quella che fotografava chi mentiva: le parole dicevano una cosa, fatti e pensieri un'altra. Triste anche in politica. Potrei raccontare storie divertenti su chi ti dice una cosa e fa il suo contrario con una naturalezza che lascia esterrefatti. Sarebbe facile rifarsi a Carlo Collodi nel suo universale "Pinocchio", quando ricorda al suo burattino birbone: «Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! Perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo».
Ma in verità, dai filosofi greci sino ad oggi, sono state miriadi gli autori che hanno trattato dell'argomento, che almeno per me è semplificabile nel fatto che alcuni politici bugiardi sono lo specchio del mondo che rappresentano, anche in democrazia. Chi si somiglia si piglia.

Mode: i fidget spinner, ricordando i click clack

Un fidget spinnerEstate che viene, moda che si impone. E come spesso avviene ciò si diffonde in modo virale ed è un fenomeno ancora più facilitato dalla spinta potente e mondialista del Web, che ha creato effetti di diffusione di massa che fanno impressione e hanno mutato i nostri usi e costumi.
Me ne sono accorto quando ho visto il più piccolo dei miei figli aggirarsi con un aggeggio e mostramelo con grande fierezza. Chiedo in prestito un pezzo di un recente articolo de "Il Post": «Da qualche settimana si sono diffusi molto dei particolari giocattoli anti-stress, chiamati "fidget spinner": sono piccoli oggetti in plastica e metallo, che consistono sostanzialmente in un perno centrale intorno al quale ruota una struttura composta da due o tre estremità arrotondate, fatta di plastica e metallo».

I "frammenti" di Fulvio

La copertina del libro di Fulvio Augusto MarcozUna frase famosa de "La luna e i falò" spiega tutto nella controcopertina: «un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti». Io avrei aggiunta un’altra citazione dello stesso Cesare Pavese: «Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi».
Questo per raccontare di un libro appena uscito con le edizioni "Le Château" dal titolo "Frammenti", autore Fulvio Augusto Marcoz, ottantenne quest'anno con una bella barba bianca. Si tratta di una biografia romanzata, prevalentemente del periodo aostano, visto che l’autore, fra i primi laureati in ingegneria elettronica nel 1961 a Torino, ha vissuto poi tutta la vita a Roma con incarichi di prestigio in "Finmeccanica".

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri