November 2016

Renzi rabbioso antiregionalista

La reazione rabbiosa di Matteo Renzi e di molti deputati del Partito Democratico alla sentenza della Consulta che svuota, perché ha violato la Costituzione, la "riforma Madia" sulla pubblica amministrazione è preoccupante e dimostra disprezzo per le istituzioni e per la democrazia. Dimostrazione chiara che ormai il progetto renziano di un'Italia nelle mani di una sola persona e dei suoi amici, basata su un centralismo assillante, mascherato dalla governabilità, è diventato un patrimonio comune anche di persone rispettabili, vittime del carisma del leader che li sta portando dove vogliono le sue ambizioni e la smania di potere.
Riepiloghiamo i fatti con il comunicato della Corte: "La Corte costituzionale è stata chiamata a giudicare la legittimità costituzionale di alcune norme della legge di riforma delle amministrazioni pubbliche (legge n. 124 del 2015), su ricorso della Regione Veneto. Le norme impugnate delegano il Governo a adottare decreti legislativi per il riordino di numerosi settori inerenti a tutte le amministrazioni pubbliche, comprese quelle regionali e degli enti locali, in una prospettiva unitaria. Esse spaziano dalla cittadinanza digitale (art. 1), alla dirigenza pubblica (art. 11), dal lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni (art. 17), alle partecipazioni azionarie delle amministrazioni pubbliche (art. 18), ai servizi pubblici locali di interesse economico generale (art. 19) e proprio per questo influiscono su varie materie, cui corrispondono interessi e competenze sia statali, sia regionali (e, in alcuni casi, degli enti locali)".

Babbo Natale Presidente

Babbo Natale al computerCaro Babbo Natale,
ad un mesetto dalla Festività mi permetto di scriverti: è la prima volta che lo faccio, perché da piccolo - prima che tu occupassi la scena - scrivevo a Gesù bambino con buoni risultati sotto l'albero. Questa volta non mi sembra il caso di disturbare lassù in Cielo per una questione prettamente laica, anche se magari una preghiera aiuta sempre quando si è preoccupati. Per cui ho scritto a te, visto che che occupi la cronaca di questi tempi ed io - lo premetto - sono tuo strenuo difensore.
Vengo al sodo: va bene che non ti occupi di Politica, ma di questi tempi ti converrebbe scendere in campo, perché è evidente che tu sia sotto attacco.

Natale, la lunga attesa

Uno scorcio nel punto vendita 'Peraga' di MercenascoCapisco che la rincorsa sarà lunga e dunque sul Natale che verrà mi limiterò da qui ad allora a centellinare i pensieri. Ciò avviene in un mese di dicembre intenso e lo sarà di certo anche per la politica, che ho l'impressione che sarà - ormai oltre persino all'ordinario cinismo - scarsamente intrisa da certi valori connessi proprio al Natale...
Se penso alla parte più profonda della mia infanzia, quella che viene in superficie più per associazione di idee che per memoria propria, non è un caso se molti flash emergono in questo periodo dell'anno, perché collegati al Natale. Una prima impressione è che ci fosse una maggiore illuminazione, con alberi natalizi, in tutta la Valle: non c'erano casetta o balcone di condominio senza una qualche forma di addobbo. Forse c'era una maggior numero di bambini e dunque era principalmente per loro che si mettevano quei simboli di gioia e di festa.

Quando l'intesa è un azzardo

La deputata Alessia Morani, testimonial del 'sì' al referendum costituzionaleI tre grandi partiti autonomisti, quello della Provincia di Bolzano/Bozen (Südtiroler Volkspartei), quello della Provincia di Trento (Partito Autonomista Trentino Tirolese) e quello della Valle d'Aosta (Union Valdôtaine) voteranno a favore del referendum costituzionale. E' una posizione che non condivido e dirò brevemente il perché, occupandomi di un solo punto decisivo, anche se ci sarebbe molto altro da argomentare.
Una premessa è necessaria: i parlamentari autonomisti, espressione di questi partiti, hanno votato a favore della riforma in tutti i passaggi dell'iter parlamentare, per cui era ovvio - malgrado una certa melina dell'UV prima di annunciare il proprio "sì" - che i movimenti di appartenenza non potessero che legittimare la scelta effettuata dai propri eletti in Parlamento e questo vale più in generale per lo stretto legame creato sulla fiducia con Matteo Renzi.

I gargoyle, mostri protettori

Alcuni gargoyles della Cattedrale di Notre-Dame di ParigiI mostri immaginari - non quelli veri, per fortuna - mi sono sempre piaciuti e in questa fase storica, con un bambino piccolo, sto facendo un gran ripasso di tutto quanto Walt Disney ha volgarizzato di certi bestiari ben più complessi. Penso, per capire il tema sin da vicino, ai capitelli in pietra del Chiostro di Sant'Orso di Aosta e a certe rappresentazioni mitologiche, ritrovabili nella medesima logica medioevale nelle sculture lignee presenti nel castello Sarriod d'Introd di Saint-Pierre. Se fosse possibile, vorrei per Natale in regalo un bel drago, tipo quello sconfitto da San Giorgio nell'affresco del cortile del castello di Fénis.
Questi mostri, specie quando si visitano le cattedrali gotiche, lasciano stupefatti nelle vesti di "gargolla" o "gargoyle". Ne ho ammirati a Chartres, a Canterbury, a Strasburgo, dove sono in queste ore, ed a breve in una visita già organizzata - son curioso di ammirare quelli del Duomo di Milano.

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