November 2016

Trump alla Casa Bianca

Donald Trump, 45esimo Presidente degli Stati UnitiIl mondo oggi non sarà lo stesso di ieri con Donald Trump Presidente degli Stati Uniti. Scelta democratica, che come tale va rispettata, ma che apre scenari inquietanti per il profilo del nuovo inquilino della Casa Bianca. Non mi metto a scimmiottare tutti gli autorevoli commentatori che hanno smontato e rimontato all'infinito la posta in gioco negli Stati Uniti nello scontro fra Hillary Clinton - candidata che non era una sorpresa in campo democratico - e quel Donald Trump - lui sì una sorpresa - che aveva sbaragliato fra lo stupore generale tutti i candidati repubblicani per la Casa Bianca. Ora stupisce di nuovo conquistando la Presidenza e le mie previsioni sono andate in fumo e lo ammetto senza problemi.

"Primum vivere", la politica e la comunità

Umberto EcoCapita di essere sommersi dai problemi quotidiani in un contesto generale che francamente preoccupa. Ho scritto a caldo della vittoria di Donald Trump, che apre prospettive piene di inquietudini sul ruolo che potrà rivestire, anche se ormai tocca giudicarlo sui fatti. Penso, occupandomi sempre di un quadro vasto, a questioni che sono irrisolte, come l'evidente preoccupazione delle migrazioni di massa, cui non sembra esistere soluzione, al di là della giusta ospitalità ai profughi che hanno - loro sì - diritto a protezione. O ancora, sempre a livello globale, al fuoco che si diffonde del terrorismo islamico che uccide.
Questo quadro è esacerbato dalla crisi profonda dello Stato democratico (figurarsi quelli che non lo sono) anche nelle sue espressioni più vaste, come può essere a livello continentale l'Unione europea.

Niente macroregione alpina senza Cultura

Il catalogo di 'Alpimagia', la nuova mostra di Stefano TorrioneE' molto difficile penetrare in profondità negli scenari possibili del futuro. Chi mi segue sa che questo è per me un autentico rovello: una delle chiavi del successo di una comunità sta nella massima capacità di avere una visione dell'avvenire per capire come prepararsi. So bene che esiste sempre un margine di imponderabilità e dunque avere un'attitudine previsionale rigida - tipo il famoso dirigismo sovietico di infausta memoria - è rischioso esattamente come, all'opposto, sarebbe insensato avere un atteggiamento di rassegnato fatalismo per quello che verrà.
Ho sempre creduto, proprio in questa logica, che immaginare una capacità di dialogo fra tutte le Regioni alpine sia un aspetto doveroso per il futuro, tra l'altro reso più agevole quest'oggi dal moltiplicarsi di tecnologie che rendono più facile e quotidiano il dialogo se esiste la volontà di farlo.

Xavier Chevrier che corre come un camoscio

Il binomio fra Sport e Montagna è piuttosto recente. Tolti gli sport popolari in zone montane, che spesso erano giochi veri e propri, di cui la Valle d'Aosta ha una significativa sopravvivenza, è con la scoperta della montagna ed il suo sdoganamento che tutto cambiò di prospettiva. Questo vale per l'alpinismo, imbevuto ancora di scoperta scientifica, dalla seconda metà del Settecento, che assume sempre di più una valenza sportiva con il passare del tempo. Ma vale anche per le specialità della neve, con sci alpino e sci nordico, che hanno una specie di "punto a capo" con le Olimpiadi di Chamonix del 1924 per poi diventare un fenomeno di massa e anche di costume. La neve da maledizione invernale diventa benedizione...
Le Alpi, che restano l'area test di ogni novità sportiva, ormai sono seppellite da discipline varie e non sempre è facile inseguire le mode: basti pensare - a titolo esemplificativo - l'uso che si fa oggi delle diverse biciclette possibili, che non hanno nulla a che fare con il ciclismo pionieristico.
In certi casi la Valle d'Aosta è stata antesignana, come il circuito locale con le gare di "martze a pià", da cui originano diverse discipline - che poi hanno preso la loro strada ed i loro regolamenti - come la corsa in montagna o la specialità nota sinteticamente come "trail".

La Jeune Vallée d'Aoste bene comune

I leghisti valdostani che hanno presentato la nuova 'Jeune Vallée d'Aoste'In politica ognuno, nel limite del lecito, fa quello che vuole: questa è la regola aurea che distingue una democrazia da altri sistemi istituzionali in cui gli spazi di libertà sono ristretti. Per cui è con molto garbo e rispetto che scrivo quest’oggi di questa scelta della Lega in Valle d'Aosta - se ho capito bene dalla lettura dei giornali, non avendo partecipato alla presentazione - di far rivivere, a beneficio dei giovani leghisti locali, la "Jeune Vallée d'Aoste". Nella sostanza quella sigla prestigiosa del passato finisce sotto la bandiera verde della Lega, ovviamente trasfigurandosi, non potendo essere altrimenti nell'epoca attuale, perché quella annunciata non è né una scelta filologica né museale, ma si tratta di un'arma per la battaglia politica contemporanea dal significato poco simbolico e molto pratico.

Un libro per capire

Una pagina del libro di Claudio BrédyLa Storia mi interessa non solo per un'utile conoscenza culturale e perché il presente è comprensibile solo conoscendo il passato, ma anche per la necessità di verificare le possibili ricorrenze negli avvenimenti storici - che pure mutano a seconda delle circostanze in cui si sviluppano e non sono mai uguali - alla ricerca di elementi di comparazione. In questo senso, ma lo dico en passant, ci sono segnali inquietanti in questo mondo turbolento che ogni tanto mi fanno temere il peggio, specie per certi elementi premonitori - in politica ma anche nell'economia - di venti di guerra e spero davvero di sbagliarmi.
Per capire certi aspetti della Valle d'Aosta in epoca fascista e poi nel dopoguerra, consiglio la lettura del libro di Claudio Brédy "Fascismo, consenso e organizzazione di massa in Valle D'Aosta - L'Opera Nazionale Dopolavoro" per la "Collection La Gerbe" dell'editore "Le Cháteau".

La scrittura e l'ottimismo

Il classico bicchiere mezzo pieno-mezzo vuoto e quello vuotoPrima di pubblicarla di primo mattino, scrivo ormai da molti anni questa rubrica sul mio telefono, un "iPhone" che è sempre più vecchio del modello appena uscito. Mi conforta poter ancora adoperare i caratteri della tastiera senza avere gli occhiali e penso che sia l'effetto positivo di una compensazione fra una leggera miopia e l'implacabile presbiopia, che crea un equilibrio visivo che finché dura mi evita gli occhiali.
Come facevo un tempo a margine dell'agendina annuale o negli spazi bianchi alla fine di un libro con la mia scrittura grande costretta a farsi più piccina, annoto ora sul palmare pensieri, frasi lette da qualche parte, magari traendole da articoli o da letture su eBook con la tecnica banale del "copia e incolla". Ho imparato a non buttare via niente di quel che ritengo utile, come un rigattiere che ammonticchi oggetti e li utilizzi alla bisogna oppure li tenga lì non per mero esercizio di accumulazione ma nella speranza prima o poi di venderli.

Trump e il cambiamento climatico

Avviso per il ghiaccio troppo fineE' il cambiamento climatico uno dei temi più significativi per il futuro di una piccola Regione alpina come la Valle d'Aosta, ma questo vale per tutte le Alpi nel loro complesso e impatta dappertutto sulla Terra e sull'intera umanità. Basti vedere i dati per il 2016 che con temperature superiori di 1,2 gradi centigradi al periodo pre-industriale, sarà quasi certamente l'anno più caldo di sempre, o almeno da quando si è cominciata a misurare la temperatura della Terra. Il dato emerge dal vertice dell'Onu sul clima in corso a Marrakech in Marocco.
Argomento sul quale è allarmante la posizione negazionista assunta già in campagna elettorale dal nuovo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sembra intenzionato a stracciare con clamorosa discontinuità, anche se appena entrato in vigore da pochi giorni, l'accordo sul clima firmato al termine della ventunesima sessione della "Conferenza delle parti - Cop21", che si era tenuta lo scorso anno a Parigi.

Dalla democrazia all'oclocrazia

Una parte di 'Le Allegorie del Buono e Cattivo Governo e dei loro Effetti' di Ambrigio LorenzettiSi possono avere degli amici remoti, con cui dialogare a distanza come si faceva in passato per lettera con qualche "ami de plume"? Certamente sì ed anzi va detto che oggi esistono modalità molto rapide e che consentono con facilità non solo di interloquire con una battuta fulminante, ma anche la possibilità di scambiarsi con agevolezza documenti e pensieri più lunghi. Così con il mio amico montanaro occitano, Mariano Allocco, fucina di idee e mai domo rispetto a certo conformismo che ormai aleggia, anzi pronto a nuotare controcorrente quando deve difendere le sue idee e soprattutto - merce rara - la sua coerenza in un mondo nel quale ci sono persone che salgono sul carro del vincitore per poi scendere in fretta quando la nave affonda come si dice facciano i topi.

Moto, auto e... libertà

Moto, scooter e microauto davanti ad una scuola ad AostaMi faceva tenerezza ieri mattina una coppia di ragazzini chiusi nei loro piumini colorati sul motorino, con lei avvinghiata a lui, in una mattinata di Novembre con la temperatura sottozero: ci sono immagini che ti riconciliano con la vita e bisogna sforzarsi di coglierle per dipingere la giornata con dei colori diversi dal rischio incombente del grigiore autunnale e di un mondo balengo.
Per me la loro vista è stata come un flashback, che mi ha riportato - con uno di quei viaggi nel tempo a costo zero - agli anni Settanta quando mi capitava, giovane ginnasiale, di andare in moto, anche nella cattiva stagione, con il mio cinquantino da Verrès ad Aosta e ritorno (un'ottantina di chilometri). Idem con la "Vespa" da liceale, questa volta da Verrès ad Ivrea con qualche chilometro in meno.

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