September 2016

Una scelta europea per le funivie del Monte Bianco

La funivia panoramica francese del Monte BiancoHo seguito, con l'interesse di chi per parecchi anni si è occupato dei problemi - anche di sicurezza - degli impianti di risalita, gli avvenimenti di due giorni fa, che hanno messo al centro dell'attenzione con una certa enfasi la funivia che proprio poco tempo fa - scrivendone qui - avevo percorso andata e ritorno fra "Punta Helbronner" e l'"Aiguille du Midi".
Quando sono andato a farci un giro (partendo dalla "Skyway" valdostana e lo rimarco perché per ora le promesse di finanziamenti statali sono rimaste tali), avevo fatto un ripasso storico della nascita e dello sviluppo del complesso sistema funiviario.

Il primo giorno di scuola

Un banco scolastico d'antanRacconterei una bugia se dicessi che mi ricordo di quel 1° ottobre del 1964, che ho visto essere stato un giovedì, che penso sia stato il mio primo giorno di scuola in prima elementare (ogni tanto il calendario spostava l'inizio persino più in giù). Avvenne a Verrès, dove abitavo, in una scuola moderna per l'epoca, dove oggi si trovano uffici e studi medici dell'Usl. Ho una foto in bianco e nero di quella mia prima classe sulle scale della scuola e la gran parte dei miei compagni di allora li vedo ancora o nella quotidianità oppure quando facciamo la festa dei coscritti, com'è normale che avvenga in un piccolo paese. Alcuni di loro sono dotati di una memoria formidabile e raccontano, quando ci ritroviamo, aneddoti straordinari su di noi e anche su di meeting, che ero il più giovane della classe, essendo nato a Natale.

Una scuola analogica o digitale?

Una bimba impegnata sul tablet«L'objectif principal de l'éducation est de créer des hommes qui sont capables de faire de nouvelles choses, sans se contenter de répéter ce que les autres générations ont fait. Des hommes qui sont créatifs, inventeurs et explorateurs». (Jean Piaget)
Ne parlo non a caso all'inizio dell'anno scolastico, giorno in cui spesso la retorica celebrativa oscura i mille problemi irrisolti della scuola, il cui esempio plastico è il fallimento delle aspettative di normalità derivanti dal famoso "concorsone" e le delusioni di una "buona Scuola" che avrebbe dovuto cambiare tutto, mentre vivacchia di racconti e promesse. Ma si sa che talvolta ci si limita agli annunci nel pensiero che basti e avanzi nei confronti con i cittadini, considerati facili da abbindolare e ci sono casi illustri che dimostrano come questo possa avvenire.

La malattia e il caso Clinton

Hillary Clinton durante la campagna elettorale presidenziale USAHa scritto l'intellettuale americana Susan Sontag: «La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno della salute e in quello della malattie. Preferiremmo tutti servirci soltanto del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell'altro Paese».
Mi è capitato di doverci riflettere nei mesi scorsi di fronte a dei malanni, per fortuna non gravi, che mi hanno costretto ad entrare in contatto con il "regno della malattia", che per altro se non ti colpisce di persona è un mondo con la porta sempre aperta per via di parenti e amici che ne subiscono le conseguenze.

La Raggi, i giornalisti ed il suo ruolo

Non ho ancora capito chi sia esattamente la sindaca di Roma Virginia Raggi, uscita vincitrice dalle urne sulle rovine dei suoi predecessori. Una scelta di rottura dei romani che ha un suo perché, anche se poi la goffaggine del primo cittadino della Capitale rischia di vanificare il risultato elettorale.
Naturalmente non è solo colpa sua ma di quel complesso meccanismo di controllo, che nulla ha a che fare con le Istituzioni, messo in piedi dai "Cinque Stelle". Certo è che si avverte con chiarezza un certo snobismo della Raggi verso l'Assemblea capitolina, come se il Consiglio comunale fosse una specie di appendice poco importante del sistema municipale.
Ma la polemica più interessante deriva da una richiesta di maggior privacy della sindaca, che si sente pressata dai giornalisti, mentre chiede spazi personali non occupabili.

Gli interrogativi su certa cooperazione sociale

Uno dei fascicoli di 'Mafia Capitale'Ero deputato quando alla Camera nel 1991 passò la legge sulle cooperative sociali: si trattava di un evidente passo in avanti per dare gambe più solide a un'attività dai nobili intenti, per altro in linea con alcuni dettami federalisti nell'economia. Ma oggi, a quindici anni di distanza dall'approvazione di quella normativa, basta guardarsi attorno per capire come se già sulla cooperazione in generale qualche riflessione andrebbe fatta - visti i colossi dell'economia che si nascondono dietro il paravento della cooperazione - qualche pensiero problematico valga ancor di più per chi cela dietro elevati principi il legittimo desiderio di guadagno, che però prevederebbe - per chi usi escamotage e naturalmente non faccio di tutta un'erba un fascio - altre formule societarie per avere limpidezza nel mercato in ossequio alla concorrenza.

4K e Tor: l'inutile doppione

Indicazioni per 'Tor' e '4K' (foto Giorgio Macchiavello)Alla fine è successo: nello stesso periodo dell'anno, sulle stesse montagne e sentieri, pescando grossomodo nello stesso bacino d'utenza, si sono scontrati due trail: il "4K" ed il "Tor des Géants". Se un osservatore neutrale, magari scelto dalle Nazioni Unite, come avviene per risolvere molti conflitti, dovesse piombare in terra valdostana resterebbe grandemente stupefatto dagli avvenimenti degli scorsi mesi, che alla fine hanno poco a che fare con lo sport. Il nostro "casco blu" non potrebbe che osservare quanto è elementare: si tratta - e la conferma è venuta in questi giorni - di un inutile doppione, che indebolisce.

Quando Internet diventa un tritacarne

Un dettaglio della tastiera del computerLa decisione di una giovane donna di uccidersi, dopo essere finita nel tritacarne di Internet in seguito ad un improvvido filmato artigianale da pornodiva da lei stessa inviato e diventato virale in Rete, ha aperto una grande discussione sulle regole che dovrebbero riguardare le diverse tecnologie che si incrociano ormai sul Web. Evoco en passant un caso valdostano di una ragazza finita in pasto alla Rete, nuda come la mamma l'ha fatta, attraverso "WhatsApp", in quella che va considerata - per l'uso che ne scaturì - come una pagina nera, che adombrò pure logiche intimidatorie su cui non si è riflettuto abbastanza: troppi silenzi ci furono sulla turpe vicenda, che non era solo voyeurismo.

Addio, Presidente Ciampi

Io con Carlo Azeglio Ciampi al QuirinalePiango la morte di quello che posso considerare essere stato, specie quando era al Quirinale, un amico: Carlo Azeglio Ciampi. Con lui se ne va un'altra personalità eminente della Storia italiana, forse fra i pochi - lo voglio dire in premessa - con un reale spirito europeista, cui non è mai venuto meno. Anche per questo lo votai senza alcun dubbio, quando nel 1999 salì al Quirinale per la sua figura autorevole ed austera, che nascondeva però un gusto per la battuta ed un'innata capacità di mettere le persone a proprio agio.
Era l'ottobre del 2005 quando l'allora Presidente della Repubblica venne in Valle d'Aosta. Fu per me, presidente della Regione, un grandissimo onore accoglierlo: sapevo del suo spessore culturale per le precedenti frequentazioni, quando - in particolare - nei suoi ruoli governativi aveva dimostrato sensibilità.

Beep Beep, Willy il Coyote e la politica

Wile E. Coyote e Beep BeepMi dice un amico: ma quindi sei sparito dalla politica? La risposta è semplice e senza arzigogoli: «no», nel senso che credo che tutta la nostra esistenza - compresa la mia - finisca per essere permeata dalla politica e, se non te ne occupi tu, c'è qualcun altro che lo fa in vece tua. E se qualcun altro se ne interessa e tu no, finisce che questa tua assenza caduca anche la sterile lamentazione o meglio - da quella parola genovese ovviamente imitativa - al "mugugno", cioè quella specie di muggito fra schifo e rifiuto che fa prosperare chi occupa spazi che potrebbero essere tuoi come cittadino partecipe. Devo dire tra l'altro che questa percezione di un interesse che ritorna in superficie, anche in Valle d'Aosta, inteso come atteggiamento di chi vuole metterci o rimetterci dentro il naso per capire che cosa stia avvenendo, è molto più comune di quel che si pensi. Dopo le recenti vicende valdostane, direi che una certa reazione porta anche persone che avevano chiuso con l'interesse per la politica a farsi avanti e a dire: «cosa devo fare?».

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