October 2015

Halloween e dintorni

Il teschio souvenir di CancunIn questi giorni la Morte ci apparirà in tutta evidenza nella tradizionale riproposizione delle visite ai cimiteri. Anche se - lo dico in premessa - trovo più bello, al di là della visita, quanto ha scritto Romain Rolland: «Chacun porte au fond de lui comme un petit cimetière de ceux qu'il a aimés».
Esistono comunque sul tema il Sacro e il Profano. Il Sacro è, nella dottrina cattolica, la Festa di Tutti i Santi del 1° novembre in cui si ricordano i martiri, mentre l'indomani è la Commemorazione dei Defunti. Inutile dire come - con teorie che si affrontano fra studiosi - quel che è certo è che alcune festività non nascono come i funghi, ma sono legate a precedenti riti pagani di cui si prende il testimone. In particolare l'attenzione ai morti è antichissima e accompagna la strutturazione della nostra civiltà. Ha scritto in un suo saggio sulla morte Louis Vincent-Thomas: «Tra tutti gli esseri viventi, l'uomo è la sola specie per la quale la morte biologica, fatto di natura, si trova continuamente superata dalla morte come fatto di cultura».

I fantasmi del Source

Il 'Grand hôtel Source' a Saint-VincentIl rispetto della Storia di una comunità passa anche attraverso il mantenimento e la valorizzazione dei beni culturali che nei secoli sono stati costruiti dall'uomo. Fra questi, in una regione turistica, ci sono anche gli alberghi che nel passato vennero costruiti sull'onda dell'affermarsi del turismo come fenomeno sociale prima di élite e poi di massa.
Guardavo l'altro giorno, nel salone all'ingresso del Grand hôtel "Billia" di Saint-Vincent, nel quadro di una ristrutturazione assai dubbia, specie per i costi ma anche per certe scelte "moderniste", la riscoperta - questa sì encomiabile - del grande atrio, della hall e dello scalone con l'originario apparato decorativo, specie il soffitto a cassettoni riccamente istoriato: un insieme straordinario di gusto "Liberty", che era stato ricoperto nella ristrutturazione anni Sessanta, che aveva nascosto quanto di originale c'era di risalente ai primi anni del Novecento e che oggi spicca per il suo gusto e la sua bellezza. Roba da stare con il naso in su per mezz'ora.

E' tutto cancerogeno?

Il pericolosissimo salameCi siamo tutti rimasti maluccio e la reazione ha oscillato, come due paletti opposti, fra la fifa blu e l'afflato libertario. Mi riferisco al recente studio, di cui non ho letto l'originale e per altro non so neppure se avrei la competenza per capirci qualcosa, impressiona e preoccupa anche nella sua semplificazione giornalistica. In sintesi i giornali riportano così il problema: consumare salumi, insaccati e ogni genere di carne lavorata può - a determinate condizioni e con certi quantitativi - causare un aumento dei rischi di ammalarsi di cancro e analogo pericolo, pur meno nitido, vale per chi mangi carne rossa. L'allarme è arrivato dall'"Iarc", l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, parte dell'"Oms", l'Organizzazione mondiale della Sanità. La notizia è esplosa come una bomba e credo che sia in assoluto la più commentata in questi giorni, con un effetto immediato nel calo delle vendite di certi prodotti. Ed è pieno di persone che si esibiscono con muscolari «io lo avevo detto» da primi della classe.

L'abolizione di Novembre

Atmosfera novembrinaOggi il mio è un semplice, incolpevole e pure inutile svolazzo di fantasia. Penso che non ci sia nulla di male a farlo, visto che l'immaginazione permette gratuiti voli pindarici, specie se applicati a qualcosa di convenzionale, come lo sono i mesi dell'anno nel complesso meccanico che abbiamo organizzato per scandire il tempo.
Per altro e ad essere onesto non ci vuole un grande sforzo di fantasia a rimarcare che ottobre, novembre e dicembre (october, november et december) significavano in latino semplicemente l'ottavo, il nono ed il decimo mese dell'anno. Tutto questo perché l'anno romano cominciava a partire da marzo. Per cui ci siamo solo portati dietro la tradizione, di cui spesso abbiano solo una svagata consapevolezza.

L'exit strategy

L'indicazione, un po' vetusta, di un'uscita di sicurezzaFra osservare una realtà che non ci piace e pensare di modificarla ci possono essere in mezzo dei tentennamenti. Ad esempio può venire la tentazione di adoperare l'arma del rinvio per non sporcarsi le mani, oppure vi può essere la speranza che, malgrado l'inazione, ci sia comunque una sorta di giustizia intrinseca, un equilibrio naturale o persino divino che prima o poi riporti le cose al suo posto. Temo che non sia così semplice e per chi desideri i cambiamenti bisogna muoversi ed impegnarsi, perché nessuno regala nulla a nessuno e non basta la forza del pensiero o la prece.
Quante volte ormai sentiamo adoperare il termine anglofono "exit strategy", che - da un suo uso di origine guerresca in scenari militari pericolosi da cui è meglio trovare un modo per sganciarsi - è poi penetrato nel linguaggio giornalistico.

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