October 2015

"Gruyère" e "Neret": prodotti dal passato

Una bottiglia di 'L'aîné-Neret' ed il libro sulla vite ed i vini valdostaniRicordo quando, in diverse circostanze, presentammo - va anche aggiunto: con successo - i vini valdostani a quel "grand public" delle Istituzioni europee, che è un parterre multietnico e che ogni tanto rimpiango con tutto il cuore. E mi capita che ciò avvenga non per una vaga nostalgia, ma perché c'è tanto da imparare dal crogiolo di culture, usi e costumi di questa Europa che dobbiamo tenerci stretta, una volta corrette certe storture, perché le alternative sono brutte. E il vino - che sia un «salute», un «santé», un «cheers», un «prosit»... - è una sorta di "esperanto" che ci avvicina tutti.
Fra i diversi sommelier intervenuti a Bruxelles, ricordo per il suo humor naturale Alberto Capietto, scomparso troppo presto e che è una di quelle persone - maledetta Morte! - che ti stupisci di non incontrare più per fare due parole e resta, per fortuna, la forza dei ricordi. A sentirlo allora raccontare dei vigneti eroici abbarbicati alle rocce, giusto sotto le vette, la Valle d'Aosta pareva un luogo di fiabe.

Soldi scippati e illusioni europee

La finanza pubblica in Valle d'Aosta, che lega Regione ed Enti locali in una sorta di "trenino", ormai avversato dai tagli romani a quelli che si ritenevano diritti acquisiti nella solidità dei trasferimenti finanziari, viene vissuta in troppi ambienti come una sorta di nemesi, cioè una specie di compensazione dopo anni troppo dorati. Della serie: «vi sta bene così, dopo l'opulenza meritate la povertà». Attenzione che sono discorsi non solo esterni, ma pure interni, visto che è sempre esistita una congrega autoctona di autoflagellatori.
Non vorrei che, come pecore in fila indiana, ci fossero troppi valdostani ad accodarsi in una visione così felicemente pauperistica di tagli che dovrebbero portare ad una sorta di purificazione, come avviene con le lumache prima di mangiarsele. Qui in gioco c'è la solidità dell'ordinamento valdostano che si basa, come nel normale tran tran di una famiglia, su quanto c'è nel portafoglio.

Fosse solo questione di contanti

Dettagli di banconoteSull'uso del contante trionfa in Italia un'evidente ipocrisia. La progressiva riduzione nell'uso delle banconote decisa dal Legislatore (grossomodo con la stessa maggioranza che ora decide il contrario) rispondeva a due esigenze o almeno così si era sempre detto. La prima era rendere la vita difficile a chi deve usare soldi di dubbia provenienza in un'Italia in cui la malavita ed anche alcuni in politica si fanno corrompere chiedono "pizzi" e "stecche" e dunque tocca riciclare. La seconda è arginare un'altra forma di "nero" e cioè chi non vuole sfuggire all'Erario e si fa pagare in contanti per evitare che questo scambio di denaro risulti tracciato. Questo è un meccanismo duplice che lega a filo doppio chi chiede il pagamento in "nero" e chi lo accetta versando la cifra pattuita, spesso con il paradosso che la prestazione non dichiarata al Fisco non subisce neppure nella transazione quella riduzione di prezzo che dovrebbe essere calcolata nel momento in cui non ci sono le imposte.

Statale 26, meglio ridere che piangere

Auto in coda sulla ss26 a Saint-VincentSarà Piero Angela su "Quark" o forse Roberto Giacobbo su "Voyager" a risolvere con apposito reportage il fitto mistero? Mi riferisco al ponte sul torrente Cillian, a due passi da casa mia sulla circonvallazione di Saint-Vincent, dove ormai da sei mesi si apre e si chiude un cantiere dell'"Anas". All'inizio pensavo che fosse una straordinaria manutenzione: non ricordavo in tanti anni che ci fosse stato un intervento su un vecchio manufatto e, visti alcuni crolli in Italia su strade statali, mi ero ingenuamente convinto che ci fosse in corso una campagna (per altro in corso, sempre a singhiozzo, anche sul ponte sul Marmore alle gallerie della circonvallazione di Châtillon) di interventi per evitare situazioni analoghe. Della serie: meglio tardi che mai, vista l'abitudine italiana di piangere sulle sciagure e di lavorare poco sulla loro prevenzione. A pochi chilometri da lì, ad esempio, sulla statale incombono i roccioni della "Monjovetta" che prima o poi schiacceranno qualche malcapitato, come penso sarebbe facile capire dalle perizie geologiche.

Audi: l'attesa del cliente truffato

Il marchio AudiPer ora "Audi" tace e sono stato io a dovermi informare. Una storia paradossale, visto che "Audi" è linguisticamente niente altro che l'imperativo del verbo latino "audire" (ascolta!). La vicenda è da raccontare: al fondatore della casa automobilistica, August Horch, fu vietato - nella sentenza di una causa civile - di usare il suo cognome per denominare la ditta e lui lo tradusse in latino dal tedesco antico.
Ma bando alle ciance: il sottoscritto è proprietario da alcuni anni di una "Q5", nel filone, ammetto le mie colpe, di auto tedesche, tradite una volta per una svedese... Pur dubitando di far parte degli "euro 5" taroccati di cui al celebre scandalo del software manomesso per abbassare fittiziamente le emissioni gassose del motore, ho dovuto fare il primo passo per capire se ci fossi o non ci fossi fra gli automobilisti truffati all'atto dell'acquisto.

I rischi della convegnite

Pubblico ad un convegnoLa gestione del tempo della propria vita è una questione sempre interessante. Genere: quanto si dorme in media, quanto tempo passiamo seduti a tavola, quanto spazio dedichiamo allo sport, quanto agli affetti familiari e via di questo passo. Mi è capitato di leggere, toccando legno e non solo, articoli in cui c'è chi ha calcolato in maniera millimetrica una ripartizione vera e propria delle nostre attività da viventi. Da defunti resta il mistero, per cui meglio non avventurarsi.
Un dato interessante è capire - vittime della modernità e dei suoi usi e costumi - come si sta evolvendo una forma sempre in voga, pur con qualche dimagrimento dovuto alla crisi economica (lo si vede ad esempio dal centro congressi di Saint-Vincent dove ormai i convegni sono una rarità), del convegno. Termine che viene dal verbo ormai desueto "convenire" (che significa anche "radunarsi"), anche se la parola "convegno" nell'uso più attuale è - come dimostra "convegnista", rinvenuto in italiano a partire solo dal 1942 - una creatura abbastanza recente. Così come è recentissimo l'uso scherzoso della patologia nota come "convegnite", vale a dire il rischio reale dell'abuso da convegno.

Dell'Europa va difesa l'Idea

Io con Pier Virginio Dastoli a Saint-VincentMi capita spesso - e penso lo facciano tutti - di riflettere sui cicli della propria vita e sui periodi che l'hanno caratterizzata. Io ho vissuto, per mia fortuna e per la bontà degli elettori, un lungo periodo di attività europea, che ha coperto almeno una dozzina di anni. Una full immersion interessantissima, che mi ha formato molto e tento talvolta di trasmettere qualcosa di quello che ho visto e imparato.
Per questa attività spesso sono stato chiamato a parlare di Europa con un uditorio diverso, secondo le circostanze. Dai bimbi delle elementari - i più difficili da "conquistare" nell'eloquio - agli studenti dell'Università. Parlare in pubblico mi piace ed ho la fortuna di avere una propensione a farlo, ma certo - questo è essenziale per chi voglia, come si dice, andare "a braccio" - bisogna conoscere a menadito le cose e comunque prepararsi, perché spesso quel che appare essere poi naturalezza deriva da esercizio.

Maledetti corrotti!

Un fotogramma delle intercettazioni della Guardia di Finanza sul caso 'Anas'E' davvero demoralizzante e persino deprimente continuare a leggere storie di corruzione (e di peculato) in questa Italia dove certo nuovismo puzza di vecchio come non mai, ma in molti invece guardano ancora più alla forma che alla sostanza, abbacinati da una vieta politica carismatica che finge di moltiplicare i pani e i pesci. L'ultimo filone di corruzione è il déjà vu dell'"Anas", dimostrazione davvero che, alla Gattopardo, in Italia «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi», come dice con cinismo Tancredi Falconeri, nipote del principe Fabrizio. Fotografia seppiata buona anche con i colori accesi di oggi.

Marino, la società civile e Alice nel Paese delle Meraviglie

Leggevo giorni fa alcune riflessioni del giornalista e scrittore David Allegranti, che riguardano quegli esponenti della "società civile" entrati in politica per rinnovare il sangue alla categoria. Esempio fulgido è stato Ignazio Marino, chirurgo di fama, che dal Parlamento è volato al Campidoglio. Annunciate le dimissioni, per un pasticcio nei rimborsi, ultimo anello di molte gaffes, ora è lì che prende tempo, pensando di risorgere dalle proprie ceneri e restare sindaco di Roma, cosa che pare piacergli molto.
Ecco Allegranti su "Linkiesta": «Dopo i danni causati dal ceto politico e dalla classe dirigente italiana, le cui responsabilità ventennali nel ritardo dello sviluppo del Paese sono evidenti, si sono cercati molti supplenti e salvatori della patria. Negli anni Novanta si pensava che la magistratura potesse aggiustare le manchevolezze della politica, dopo ruberie, malaffare e corruzione, e sulla società civile è stato costruito un mito ideologico. Si è diffusa l'idea che il passante arrivato quasi per caso su una poltrona sia migliore del politico che l'ha preceduto, in Parlamento o alla guida delle amministrazioni locali, anche se sappiamo bene che la società civile può essere anche più incivile del Palazzo».

Il divorziato risposato e il Sinodo

Papa Bergoglio durante il SinodoPrendere atto dei cambiamenti e sapersi adeguare intelligentemente è una necessità e lo si può fare quasi sempre senza tradire gli elementi fondativi delle proprie convinzioni.
Ci pensavo - seguendo con curiosità e anche con un qualche interesse personale - il Sinodo appena concluso, che verteva sul tema "La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo". Ricordo, traendolo da "Famiglia Cristiana", un breve descrittivo per capire di che cosa si parla: "Il Sinodo dei Vescovi fu istituito da Papa Paolo VI il 15 settembre 1965 con la lettera apostolica "Motu proprio Apostolica sollicitudo" in risposta al desiderio dei padri del Concilio Vaticano di mantenere viva l'esperienza dello stesso Concilio. E' un'assemblea dei rappresentanti dei vescovi cattolici che ha il compito di aiutare con i suoi consigli il Papa nel governo della Chiesa universale e su specifiche questioni dottrinali e pastoriali".

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