June 2015

Sulle tracce della Maturità

Italo CalvinoMaturità 2015: non invidio per niente gli studenti che sono impegnati nel cimento. Trattasi di uno stress eccessivo rispetto alla posta in gioco, che tuttavia appare come una prova di passaggio, simile a quelle per dimostrare l'ingresso verso l'età più adulta, ma con diverse modalità, dei giovani indigeni dell'Amazzonia.
Confesso che ogni anno, come se fossi seduto sul banco in quel fatidico giorno del 1978, vado a guardare le "tracce", come oggi si dice. All'epoca erano i "temi", molto meno numerosi e meno congegnati rispetto alla composita proposta odierna.
Quel che stupisce, navigando su Internet, dove tutto esce pochi minuti dopo la fatidica apertura delle buste, è che i siti indirizzati agli studenti hanno stipendiato frotte di professori che preparano veri e propri svolgimenti senza pudore alcuno.

I silenzi sul non voto

Una discutibile scritta sul muroPotrei sommergervi di dati sino a farvi fare indigestione: sarà la mia scarsa propensione per i numeri nudi e crudi, ma penso che sia evidente come anche in Valle d'Aosta dal dopoguerra ad oggi stia crollando - come un fragile castello di sabbia - la partecipazione al voto. E l'astensionismo si accentua se sommiamo anche quelli che, non trovando nulla di allettante sulla scheda, votano bianco oppure scatenano la loro fantasia annullando il loro voto con parole più o meno graffianti.
Il fenomeno appare, anche in Valle d'Aosta, piuttosto sottostimato. Quando mi occupavo di politica attiva, mi sentivo come Calimero a predicare riflessioni sul punto, che sembra alla fine interessare poco, perché non esistono sul breve sanzioni sulla politica, se non ovviamente di tipo morale. Sul lungo termine quella massa crescente di voti inespressi, se invece dati, potrà innescare un'evidente disastro per lo status quo, qualora incanalati in modo dirompente, come prevedibile.

Aspettando la Grecia

Yanis Varoufakis ed Alexīs TsiprasTutti ormai siamo lì a guardare alla Grecia come si farebbe con un parente ammalato, in una storia politica che si è fatta infinita e che penso abbia stufato tutti, sia quelli che sono o erano pro che quelli che sono o che erano contro. Temo anzi che i confini fra gli uni e gli altri non siano più così certi come all'inizio, quando sull'opinione di molti - mi riferisco ai favorevoli alla posizione dura della Grecia - pesava la vasta ondata anti-europeista, che - a destra come a sinistra - fa fine e non impegna. Il troppo stroppia in questa vicenda e per fortuna si va verso la fine e non è affatto detto che sarà un "happy end".
Meglio allacciarsi le cinture di sicurezza.

L'umanità, il Dodo e l'autonomia speciale

Il dodo, riprodotto in un museoCapita di far dei ragionamenti partendo da una notizia che serve come appiglio.
Leggevo ieri del celebre professore di microbiologia Frank Fenner, 95 anni, che sostiene il funesto evento della scomparsa, entro il prossimo secolo, della razza umana. Temo di non poter garantire di essere presente per banali ragioni di età. Le due cause decisive dovrebbero essere l'esplosione demografica ed i consumi fuori controllo, ma l'innesco dovrebbe avvenire a causa delle conseguenze derivanti dai cambiamenti climatici. L'esempio in piccolo, citato come esemplare oggi per il pianeta, è la catastrofe ecologica che causò la scomparsa della civiltà e degli abitanti dell'isola di Pasqua. Vedremo, sperando che abbia torto.
Per altro, va detto che il cambiamento incombe su tutto. Ricordate la celebre frase "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma". A pronunciarla fu il famoso chimico, biologo, filosofo settecentesco Antoine-Laurent Lavoisier.

Pensieri sulla montagna

Papa Francesco a TorinoLa recente lettera enciclica di Papa Francesco è una riflessione sulle grande sfide ambientali che riguardano l'umanità. Va letta nella sua completezza e mi limito oggi ad usarla come spunto.
L'incipit è legato alla scelta del nome, Francesco, voluta da Jorge Mario Bergoglio, argentino fiero delle sue origini piemontesi, come dimostrato ieri dalla visita a Torino per la Sindone con l'uso della sua lingua materna.
Ecco l'inizio: "«Laudato si', mi' Signore», cantava san Francesco d'Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba»".

Estate

Le classiche balle di fieno, simbolo dell'estate agricolaEnnio Flaiano così adoperava il suo spirito caustico: «Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla».
Farà solo sorridere, come avviene con una bella battuta, eppure c'è una briciola di verità. Nel senso che abbiamo tutti veramente bisogno di caricare le batterie al sole. Non a caso estate viene dal latino "æstas", derivato da "æstus", ossia "calore".
Scherzavo in queste ore con gli amici sul paradosso astronomico che situa la giornata più soleggiata dell'anno con il solstizio d'estate, che sancisce l'inizio della stagione! Maledizione da qui in poi pian pianino le giornate si stanno già accorciando!
L'estate è per tutti un pozzo di ricordi e lo è anche per me. L'infanzia ha dei colori accesi, quelli della montagna alpina e del mare ligure. Era un "non spazio" riempito solo di scoperte. Cose banali e assieme straordinarie.

La nuova funivia del Monte Bianco

Una delle cabine della nuova funivia del Monte BiancoSono contento, come cittadino valdostano, che sia stata inaugurata la nuova funivia in più tronconi del Monte Bianco, di cui in queste ore abbiamo sentito tutto sulla modernità ed arditezza tecnologica, che ne fanno, come da slogan piuttosto abusato, l'"Ottava meraviglia del mondo". Una vasta eco è venuta anche dalla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, sebbene lo Stato non c'entri nulla, a meno che non siano stati sbloccati i finanziamenti promessi già all'epoca di Silvio Berlusconi e sinora mai giunti.
Ho seguito i primi passi dell'opera, ma - come è giusto che sia, nella logica della continuità amministrativa - i meriti alla fine, in fase di inaugurazione ufficiale, se li piglia tutti solo chi in quel momento incarna la Regione. Per altro mi pare di aver capito che, rispetto alle valutazioni dei miei tempi, i costi siano notevolmente lievitati.

Una cuffia sulla testa

Un momento della diretta da uno dei due studi radio di 'RaiVd'A'In questi giorni, con evidente divertimento, mi trovo al microfono di "Radio RaiVd'A" con un appuntamento quotidiano. Un'oretta di trasmissione al giorno per un lavoro che, se fatto con passione, è molto inventivo e artigianale nella definizione delle scalette, fatte di temi da trattare, ospiti da invitare, musiche da scegliere. Ma soprattutto la radio è improvvisazione: parlare a braccio, raccontando delle cose, mettendosi in situazioni rischiose in cui parli sul filo dei tuoi pensieri e cerchi di non impaperarti. «Prendere una papera» è un feroce modo di dire che canzona appunto chi si blocca, farfuglia, s'inciampa nelle parole con un esito che somiglia al verso un po' ridicolo della papera (che credo che si dica tecnicamente "starnazzare").
Capita di riflettere come il gesto di mettersi la cuffia e iniziare la trasmissione sia un atto con cui ho cominciato a familiarizzare una quarantina di anni fa. Era qualcosa di incredibile per un ragazzo l'idea di parlare al microfono e con una specie di magia la tua voce surfava sulle onde radiofoniche per riapparire in un ricevitore.

Manzetti, il misconosciuto inventore del telefono

Appunti originali di Innocenzo ManzettiIn questi giorni si parla molto del 1865. Nel piccolo "arrondissement" di Aosta (ricordavo pochi giorni fa che in quegli anni il sottoPrefetto era il mio bisnonno Paolo ("Paul") Caveri) capitavano molte cose. Una del tutto eclatante fu la corsa alla conquista della vetta del Cervino - Cérvin - Matterhorn, una delle ultime vette da vincere all'epoca dell’alpinismo pionieristico. La seconda, di cui si parla parecchio in questi giorni in cui "La Stampa", con Enrico Martinet, è tornato sulla querelle sui confini del Monte Bianco, è che nel 1865, in barba agli accordi stipulati, il francese Joseph Mieulet, con un autentico colpo di mano, disegnò una carta nella quale la sommità del Monte Bianco risultava tutta francese, facendo arbitrariamente fare al confine naturale un'anomala deviazione dalla cresta spartiacque. Non ci furono repliche ufficiali da parte del Governo italiano, ma la cartografia italiana non riconobbe mai i confini proposti dalla carta del Mieulet, che venne tuttavia recepita a livello internazionale e oggi sembra il vangelo pure per "Google Maps"...

Dedicato a chi vuole tagliarmi la testa

Tocca di tanto in tanto l'obbligo di tornare su argomenti già visti, ma la cronaca appare con il suo bagaglio di schifezze e di dolore.
Vorrei fare a meno di dare eco a certe prodezze di gente orribile, ma il silenzio in certe occasioni non paga ed è bene gridare la propria indignazione, specie se deve servire per innescare reazioni, per scuotere dal rassicurante torpore della propria quotidianità.
Non molto distante da dove abito, giusto al di là delle Alpi, gli estremisti islamici hanno tagliato una testa ad un cristiano. Più o meno in contemporanea turisti occidentali sono stati uccisi, dagli stessi estremisti religiosi, su di una spiaggia della Tunisia.
La loro colpa? Essere lì, come i bersagli di un "Luna park".

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