May 2015

#labuonascuola, riforma senza confronto

La manifestazione aostana contro la riforma scolasticaOrmai si governa lanciando slogan con gli "hashtag" ("hash" sarebbe "#", mentre "tag" sta per "marcatore"), che sono, per chi non lo sapesse, quella parola o frase preceduta dal simbolo "#", utilizzabile come chiave di ricerca all'inizio in "Twitter" e poi nei principali "social network" per trovare testi che trattino l'argomento contrassegnato dalla definizione identificatrice. Matteo Renzi e lo staff che cura la sua comunicazione e la sua immagine sono maestri della materia (lo si è visto dall'allestimento del palco nel recente comizio di Aosta del Premier) e così dallo slogan onnicomprensivo e ossessivo "#lavoltabuona" hanno traslato quel "#labuonascuola", che è diventato e sarà argomento da prima pagina per le proteste per la legge in approvazione in Parlamento. Che è poi in prevalenza una legge delega, che consentirebbe il riordino della scuola in mano al Governo con il solito ruolo di comprimario del Parlamento, considerato da Renzi un vecchiume e una palla al piede.

L'Europa disunita sui migranti

Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezzaCredo di intendermene abbastanza di politica europea. E so bene che uno dei limiti, per quanto non si possa negare l'esistenza di una potente e efficace rete comunicativa nel nome della trasparenza istituzionale, è che i giri, prima di assumere definitivamente ogni decisione, sono piuttosto complessi. Per cui ogni annuncio è spesso solo il punto di partenza.
Apro una parentesi: è indubbio che il tema dell'immigrazione vada risolto, specie con l'apertura delle frontiere che riguarda quasi tutti i Paesi comunitari, a livello europeo. Per capirci: anche una piccola realtà come la Valle d'Aosta è legata a doppio filo alle scelte finali che Bruxelles farà, perché se fallisse ogni logica di intervento comunitario, allora l'Italia si troverebbe gravata da un peso - che potrebbe risultare enorme ed insostenibile - perché la frontiera Sud dell'Italia, con il Mar Mediterraneo, è come una groviera, che può riversare milioni di persone nei prossimi anni in fuga, per varie ragioni, dai loro Paesi d'origine.

L'Italia in guerra, cento anni fa

Una cartolina celebrativa della battaglia sul Monte SolaroloDopo molti tentennamenti all'italiana, cento anni fa - il 23 maggio del 1915 - l'Italia consegnava all'Austria la dichiarazione di guerra e l'indomani, come dice la celebre canzone, che so a memoria e questo indica come il ricordo fosse ancora vivo quand'ero bambino:
"Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera...".

La Valle d'Aosta aspettava, dividendosi fra i pro e i contro, che questa guerra - poi definita "Grande Guerra" per l'ampiezza e, se volete, per l'uso terribile di nuove armi (gas, aerei, carri armati...) - scoppiasse, forse non immaginando come, dall'altra parte delle Alpi, i soldati valdostani, già adoperati dai Savoia nei secoli, avrebbero pagato un enorme tributo di sangue.

Un calcio al Calcio

Maurizio Crozza mentre imita Massimo FerreroSul calcio tutti si indignano e si fanno minacciosi verso la situazione attuale ed urli e strepiti impressionano, ma certi animali feroci temo che, alla prova dei fatti, siano mansueti come dei peluche. Evidentemente sino a ieri alcuni di questi dovevano avere gli occhi ricoperti di "pelle di salame". Siamo, infatti, di fronte all'ennesimo scandalo di cui la giustizia si fa carico, ma l'Italia è il Paese dell'oblio, in cui anche i peggiori ceffi tornano in pista prima o poi, come se fossero delle verginelle, contando sul fatto che il tempo non è affatto un galantuomo, ma serve per ottenere un condono, un'assoluzione, un perdono e via di questo passo. Chi è onesto e resta onesto ha il diritto di sentirsi un cretino ed ormai la circostanza è leggibile persino in qualche sentenza di Tribunale.
Ciò detto, il calcio va preso sul serio, perché - nel caso italiano – sembra riflettere qualche cosa di molto profondo. Aveva ragione quel rabdomante della società italiana che fu Pier Paolo Pasolini, che così provocava: «Il calcio è l'ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. E' rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l'unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro».

Attenzione agli equivoci

Un 'antico' videoregistratore del 1987Una lettera a "La Stampa", che ricordava giorni fa un mio intervento, quando ero giovane deputato, in favore dei Cavalieri di Vittorio Veneto - cioè i combattenti della Prima Guerra mondiale - mi ha fatto ripiombare nel clima assai divertente di quegli anni di esordio in politica. Il caso vuole che lo stesso giorno, ascoltando la radio in macchina, la trasmissione che seguivo proponesse come tema gli equivoci divertenti che si possono creare nella vita.
Ne ho uno davvero imbattibile. Alla fine degli anni Ottanta, prima che apparissero le norme cogenti della "par condicio" condizionate dalla presenza in politica fra i competitor di Silvio Berlusconi, la televisione era uno strumento assai interessante, anche qui in Valle, per la competizione elettorale. C'era, anzitutto, la straordinaria possibilità di trasmettere i comizi, specie quelli finali, in diretta televisiva. Si risolveva così il problema "Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna", nel senso che se le persone non andavano a vedere i comizi - ed all'epoca non c'era comunque problema di riempire le sale... - la politica poteva entrare nei salotti di casa. Idem per gli spot elettorali, che non avendo limiti di ripartizioni di spazio, consentivano - specie a chi, come me, era del mestiere - di trovare formule interessanti per la propaganda elettorale.

Costume, moda, stile e galateo

La modella russa Natasha Poly a CannesGuardare ai fatti, anche i più bislacchi, offre sempre un punto d'osservazione che apre la prospettiva. Scrivere di costume è un'impresa difficilissima e - se applicato alla moda - più sbircio i giornali femminili e meno ci capisco. Talvolta resto stupefatto dalle collezioni di alta moda, non capendo dove stia la presa in giro, ma è di certo una mia carenza culturale. Solo per fare un esempio e nel rispetto del "kilt" scozzese, trovo la proposta della gonna ad uso maschile ancora troppo "innovativa" per i miei gusti, anche se ho le gambe dritte...
Mi ha fatto molto sorridere questa storia che a Cannes, sul red carpet, sarebbe stato consigliato alle attrici in sfilata per entrare al "Festival del Cinema" di mettersi i tacchi alti. L'incidente diplomatico sarebbe scaturito dal fatto che per l'anteprima di "Carol", due signore sono state allontanate dal tappeto rosso perché indossavano ai piedi delle "ballerine", scarpe di fatto piatte.
Si sono di conseguenza create delle polemiche, degne di miglior causa con tanto di finale politicamente corretto. «Ci scusiamo - ha dichiarato il direttore del festival, Thierry Fremaux - si è trattato di un eccesso di zelo».

Mostre d'arte e comizi politici

Pier Francesco Grizi e Roberto Oggiani durante l'eventoQualche giorno fa, a Pont-Suaz, nell'atelier del grafico Pier Francesco Grizi, si è svolta l'originale formula di "mostra-evento" con Roberto Oggiani, architetto di Châtillon, di cui è stato anche sindaco, in questa occasione nelle vesti di pittore. Una "due giorni" con cui Oggiani ha presentato le sue opere, figure colorate e originali, spesso al femminile. Storie raccontate con i pennelli. Quel che è interessante, rispetto alle mostre tradizionali, è la logica "instant", cioè la brevità, la presenza dell'autore ed il clima informale, che consente ai presenti e soprattutto all'autore di parlare con tutti senza alcuna solennità o paravento.
Non sono un grande esperto d'arte, ma questo non significa affatto non avere curiosità. Ed ogni volta che mi capita di girare il mondo, trovo giusto inserire nei miei tour la visita a musei e esposizioni. Rispetto al passato, trovo che le formule attuali - penso alle audio guide di ultima generazione - ti consentono un rapporto molto più arricchente. Anche se certamente la guida turistica competente - l'ho visto in certe visite ai castelli valdostani - ha l'impagabile possibilità di fornirti particolari e dettagli, che altrimenti resterebbero inespressi.

La bandiera e la Storia

Un tricolore a mezz'astaLa Storia è una brutta bestia da insegnare. Lo sanno bene i bambini delle colonie africane della Francia che, al tempo del colonialismo, imparavano dai sussidiari importati nelle scuole che i loro avi erano i... Galli. La stessa bizzarria vale per il determinismo con cui i libri delle elementari ai tempi in cui ci andavo, spiegavano - senza reale discontinuità con la prosopopea di epoca fascista - che gli italiani di oggi non erano altro che i romani di un tempo e come tali dei grandi conquistatori.
Ecco perché quando giustamente si parla di grandi analogie fra la nostra autonomia speciale e quella di Trento e di Bolzano è giusto rimarcare certe assonanze, ma senza mai perdere di vista le differenze del percorso storico e della situazione culturale.
Facciamo un esempio tratto dalla cronache di queste ore. In occasione del centenario dell'ingresso in guerra dell'Italia, il 24 maggio, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha diramato una nota nella quale si invitano gli Enti pubblici, e quindi anche i Comuni, ad esporre sia la bandiera italiana che quella europea. In Alto Adige - SüdTirol l'ordine di esporre il tricolore non è piaciuto ai rappresentanti di lingua tedesca.

L'Europa non è generazione spontanea

Pablo Iglesias, leader di 'Podemos'Qualche tempo fa, a Reggio Emilia, ho visitato nei "Musei Civici" della città la "Collezione Spallanzani", formata dai reperti che Lazzaro Spallanzani - scienziato gesuita settecentesco - raccolse ed organizzò con impressionanti reperti naturalistici, fatti di animali imbalsamati di tutti i generi, di rocce e fossili. Il grande naturalista era a me noto soprattutto perché ideatore di esperimenti tra cui quello per confutare la generazione spontanea. Spallanzani nel 1761 iniziò a interessarsi della generazione spontanea, di cui riuscì a determinarne l'infondatezza, preparando degli infusi e sterilizzandoli attraverso una bollitura durata per più di un'ora. Morale: in questi contenitori non si verificava crescita batterica.
Mi veniva in mente la storia in queste ore in cui da destra e da sinistra, passando per il centro e verrebbe da aggiungere dall'alto e dal basso, l'Unione europea è nel mirino di tutti. La Grecia cavalca l'antieuropeismo per salvarsi la pelle, la Polonia sceglie la linea anti-UE, la Spagna con "Podemos" predica un cambio epocale per la politica comunitaria. In Italia il fronte antieuropeista ha ormai adepti in tutti gli angoli e la bolla si sta gonfiando e prima o poi scoppierà con clamore.

Quando una morte colpisce una comunità

Ci sono argomenti al limite del tabù, di cui non è mai facile parlare, perché si oscilla fra il rischio della retorica melensa e quello di una vacuità dei commenti.
Va detto con onestà che trovare le parole giuste non è mai facile e bisogna muoversi con circospezione lungo la linea del buonsenso. Esiste una soglia verso l'ignoto che ha la profondità e il mistero di uno di quei panorami che si vedono dall'alta montagna e sembrano spaziare all'infinito verso l'orizzonte.
Questo vale soprattutto quando ci si trova di fronte a certi fatti luttuosi, che non sono ricostruibili nelle loro esatte dinamiche e dunque vale la frase ultima di Cesare Pavese: «Non fate troppi pettegolezzi».
La cronaca nera, i cui orrori appaiono troppo spesso come spettri molesti, ci offre storie che sembrano maledizioni e di cui si dovrebbe poter fare a meno, perché colpiscono duro affetti e certezze.

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