April 2015

La tragedia del Nepal

Una zona di Katmandu devastata dal terremotoNon sono mai stato in Nepal per una serie di sfortunate combinazioni. Ogni volta che fissavo di andarci, capitava qualcosa. Oggi guardo con partecipazione umana agli esiti drammatici del forte terremoto che ha investito il Paese himalayano con tanti morti e danni gravissimi anche al patrimonio architettonico e artistico.
Del Nepal, che ha la metà della superficie (ma una parte montagnosa imponente) e del numero di abitanti dell'Italia, seguivo in particolare le complicate vicende politiche, fra la fine della monarchia tradizionale e conservatrice e il terrorismo degli anacronistici gruppi armati maoisti. Da quasi un decennio inutilmente il Paese sta cercando un suo assetto istituzionale attraverso un'infruttuosa Assemblea Costituente e dunque l'instabilità resta evidente con conseguenze gravi sull'economia già fragile e arcaica. Si accentuerà la povertà, che resta una realtà terribile, come mi è stato raccontato in passato da molti amici alpinisti o appassionati di trekking. Ci mancava il sisma a rendere tutto ancora più difficile e certo il turismo - una delle poche fonti di guadagno sicuro - ne risentirà, anche per la tragedia nella tragedia al "campo base" dell'Everest.

Cosa bolle in pentola sui Casinò?

Le slot della 'Sala evolution' del Casinò di Saint-VincentChi guarda agli argomenti più importanti della politica valdostana non può che restare stupefatto di come, ad un quadro di normalità fatta di alti e di bassi lungo il percorso dell'Autonomia speciale, si stia sempre più sostituendo un panorama di disastri in serie da mettersi le mani nei capelli. Un mondo che aveva delle sue certezze va davvero a rotoli. L'economia valdostana perde i pezzi e la comunità valdostana vede diminuiti benessere e sicurezze a causa di evidenti incapacità o di una sorta di disinteresse sonnacchioso. Roba da non credere, e spesso la reazione della cittadinanza sembra essere una muta rassegnazione, che preoccupa quasi più di chi causa i danni sotto gli occhi di tutti.
Io mi auguro - per fare un esempio fra i tanti possibili - che la politica valdostana vigili con attenzione sul quadro giuridico futuro delle Case da gioco in Italia. Io ai miei tempi l'ho fatto e in certi passaggi non è stato facile, ma ho evitato tante volte dei danni che poi sono arrivati negli anni successivi con esiti assai negativi.

La fiducia sull'Italicum

Il risultato del voto sull'Italicum di mercoledì 29 aprileMi ha fatto simpatia, ma la ricostruzione è del tutto irrealistica, l'idea - in una scena della fiction "1992" sulla nascita di "Tangentopoli" e della Seconda Repubblica - che la truppa dei leghisti, che irruppero allora alla Camera (55 deputati, mentre nel 1987 ce n'era solo uno, Giuseppe Leoni, con cui condividevo gli uffici), facessero dei corsi di apprendimento dei regolamenti parlamentari.
Intendiamoci: non che studiare non fosse necessario, ma la verità è che il diritto parlamentare è fatto di regole scritte, ma ci sono anche prassi, consuetudini e precedenti (vale a dire come ci si comportò in situazioni analoghe), per cui rifarsi solo alle norme scritte - che poi consulti quando ti servono, senza impararle a memoria - è assai limitativo.
Io ho avuto la fortuna, come capogruppo e come segretario di Presidenza, di vivere molto la macchina dall'interno e di fare un apprendistato che mi ha consentito di smontare e rimontare il suo funzionamento sino alla più piccola rotellina.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri