March 2015

Corrotti e corruzione

Una metafora della corruzionePapa Francesco, non a caso in una manifestazione celebrativa della "Confcooperative" e riferendosi evidentemente alle speculazioni su settori umanitari e sociali da parte della "Mafia Capitale", così si è espresso qualche giorno fa: «Diceva Basilio di Cesarea, Padre della Chiesa del IV secolo, ripreso poi da san Francesco d'Assisi, che "il denaro è lo sterco del diavolo". Lo ripete ora anche il Papa: "il denaro è lo sterco del diavolo"! Quando il denaro diventa un idolo, comanda le scelte dell'uomo. E allora rovina l'uomo e lo condanna. Lo rende un servo. Il denaro a servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se però è una cooperativa autentica, vera, dove non comanda il capitale sugli uomini ma gli uomini sul capitale».

La paternità

PaternitàIl vantaggio di avere tre figli sta nel fatto che oggi dovrebbero (e penso lo faranno) "festeggiarmi" per la "Festa del Papà". Si tratta - lo so bene e dunque prendo la festa con le pinze - di un'americanata novecentesca, festeggiata negli Stati Uniti in estate e che in Italia ha assunto una sua fisionomia del tutto particolare sul calendario. Anzitutto per il giorno prescelto, che non è per nulla banale e si richiama ovviamente al cristianesimo. E' il giorno di San Giuseppe, quello che viene definito il padre putativo di Gesù e che ci ostiniamo a chiamare "falegname", anche se si tratta di un abbaglio linguistico nella traduzione. Ma il 19 marzo ha una seconda valenza: è il giorno che precede di norma l'equinozio di primavera, cioè quando la durata del giorno e della notte si equivalgono.

L'orrore dell'estremismo islamico

Alcuni turisti fuggono dai bus attaccati dai terroristi a TunisiUna volta le crociere erano il gran lusso e chi poteva permettersele era assai danaroso. Oggi, invece, specie in periodi fuori stagione come gli attuali, si trovano formule per tutte le tasche. Così queste due navi di lusso ieri erano all'ancora a Tunisi con un carico prevalentemente di pensionati per un tour della città.
In un Paese in via di pacificazione e con un partito islamico che condivide le leve del potere, penso che la presenza dei turisti fosse da considerarsi come un rischio calcolato. Ed invece i fatti drammatici con morti e feriti sono di fronte a noi e con modalità che commuovono, perché ad essere colpiti sono state personali normali, come se fossero dei nostri vicini di casa o noi stessi.
Questa è la logica dell’integralismo islamico: sparare nel mucchio e uccidere senza pietà. La nostra religione, pur negli andirivieni e in certi errori-orrori della Storia, è basata sull'Amore, per loro estremisti conta l'Odio, la prevaricazione, la morte del Nemico.

Informazione e Istituzioni

Maurizio Lupi a 'Porta a porta'Il caso delle dimissioni del ministro Maurizio Lupi dimostra come ci sia qualcosa che continua a non funzionare nel meccanismo di raccordo fra informazione e istituzioni. Nelle istituzioni politiche la vicenda è stata gestita malissimo: in sostanza per parecchio tempo, considerata la velocità dei media di oggi, il tema è stato un continuo ping pong di retroscena. Da una parte le notizie di fonte giudiziaria, comprese le intercettazioni, che filtrano con un contagocce che può essere inquietante secondo l'uso che ne viene fatto ed apre scenari di necessaria chiarezza su come le cose debbano uscire dalle Procure; dall'altra le risposte - ma sempre dietro le quinte - del ministro interessato e soprattutto di Matteo Renzi. Il premier ha alcuni giornalisti che servono per far filtrare le notizie da palazzo Chigi attraverso la formula di indiscrezioni, ma spesso con dichiarazioni così certe da essere persino virgolettate, oppure sgancia le informazioni senza filtri attraverso l'uso di "Twitter". Queste tecniche finiscono, in sostanza, per avvilire il ruolo dei giornalisti, che dovrebbero avere informazioni chiare e certe, senza dover invece vivere di fonti riservate, di informazioni sussurrate e notizie che danno un'immagine distorta sin da subito.

La Luna e il Sole

Un'immagine dell'eclissiL'altro giorno, in occasione dell'eclissi, si è creato sul lavoro un simpatico momento di socialità. Una di quelle lenti speciali, necessarie per vedere il sole pian piano ricoperto dalla Luna senza danneggiare l'occhio, è passata di mano in mano in un corale stupore per questo spettacolo naturale.
Mi venivano in mente gli immortali versi di Giacomo Leopardi in "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia", di cui ricordo la prima parte:


"Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita la vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
move la greggia oltre pel campo, e vede greggi, fontane ed erbe;
poi stanco si riposa in su la sera:
altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale al pastor la sua vita,
la vostra vita a voi? dimmi: ove tende
questo vagar mio breve,
il tuo corso immortale?"
.

Il FAI e il Seminario

Lo striscione del 'Fai' all'ingresso del Seminario di AostaPenso che sia una constatazione banale, che abbiamo fatto tutti almeno una volta: capita di andare in posti lontani, di girare l'Europa e il mondo e poi di essere ignoranti e ciechi di quanto abbiamo attorno a noi, a due passi da dove viviamo. Come se certe bellezze a portata di mano e di cervello finissero per essere la normalità e certo questa banalizzazione ci impoverisce e - peggio ancora - ci taglia certe radici di conoscenza che fanno di noi dei cittadini più consapevoli.
Ieri - a conferma di questo pensiero - ho approfittato dell'iniziativa in Valle d'Aosta della sezione locale del "Fai - Fondo Ambiente Italiano" nel quadro delle "Giornate di Primavera", che servono a scoprire tesori poco valorizzati di arte, natura e cultura in Italia.
Protagonista il Seminario Maggiore di Aosta, enorme immobile dalla lunga storia, situato dietro la Cattedrale e sconosciuto a molti che pure lo vedono tutti i giorni (io c'ero stato en passant per qualche manifestazione). Oggi ci vivono solo più dieci seminaristi, di cui sei studiano prevalentemente a Torino, mentre altri quattro - vocazioni in età adulta - stanno lì in quel palazzo barocco che è simbolo eminente della antica e singolare Chiesa valdostana (ricordo il bel libro di mio zio Séverin Caveri sul gallicanesimo).

Perché i sondaggi politici non ci prendono

Uno dei sondaggi di 'Ipsos'La questione non è nuova: i sondaggi politici non ci pigliano. Fatto già visto in diversi Paesi, Italia compresa, ma le elezioni nei Départements francesi sono state l'ultimo esempio. Interessante come la circostanza sia stata sintetizzata su "HuffPost France": "Si les grands perdants du 1er tour des élections départementales étaient... les instituts de sondage? Participation, score du Front national, partis en tête du scrutin: la publication des résultats officiels le confirme, les sondeurs n'ont pas toujours vu juste. Annoncé à 58 pour cent trois semaines avant les élections, le taux d'abstention s'établit finalement à 48,83 pour cent selon le dernier décompte du ministère de l'Intérieur. Le Front national censé faire la course en tête, entre 29 pour cent et 33 pour cent des intentions de vote annoncées, recueille à l'arrivée 25,72 pour cent des suffrages exprimés. Et l'alliance UMP-UDI, souvent placée derrière le FN avant le scrutin, devance le parti de Marine Le Pen en recueillant environ 30 pour cent des voix. Les sondeurs ne se sont en revanche pas trompés en prévoyant l'échec électoral du Parti socialiste".
Malignamente, su questo ultimo punto, si potrebbe dire che non era difficile capirlo e forse gli stessi socialisti temevano un esito peggiore.

Il mistero del crash aereo sulle Alpi

La zona dell'incidente aereoLa cronaca nera, purtroppo, ogni tanto irrompe nella nostra vita e conferma come certi orrori incombano in una specie di roulette russa che ci deve far diventare moderatamente fatalisti. Mi ha fatto molto impressione e penso che sia un fatto comune l'incidente avvenuto ieri sulle Alpi con l'aereo tedesco sulla rotta fra Barcellona e Düsseldorf, che si è schiantato polverizzandosi contro una montagna, causando la morte di 150 persone fra membri d'equipaggio e passeggeri. Pian piano conosceremo le loro storie, com'è stato il caso dei due neonati morti con le loro mamme in questa circostanza e della scolaresca tedesca uccisa e che era stata in Catalogna per un gemellaggio.
Un crash in piena alta montagna, giunto alla fine di una discesa dell'"Airbus A320" (tipo di velivolo su cui ho volato spesso) da diecimila metri durata alcuni minuti, immaginando il terrore fra i passeggeri, se consapevoli - come temo sia avvenuto - dell'anomalia degli avvenimenti. Speriamo almeno un giorno di sapere che cosa sia capitato all'aereo o ai piloti (bastava - se possibile - nella lunga discesa virare verso la vicina Vallée du Rhône per evitare le vette), visto che ormai troppi misteri attorniano certi incidenti aerei. Nel caso, guardando le televisioni francesi, gli esperti mi sembravano fiduciosi sul fatto che le scatole nere "parleranno" e dunque si saprà, alla fine, la dinamica della tragedia.

Aspettando le elezioni comunali

Il municipio di Saint-VincentPoiché qui sopra annoto, oltre al resto, questioni che mi riguardano direttamente, vorrei che non suonasse come un'omissione il fatto che non abbia detto nulla sulle voci di una mia possibile candidatura come sindaco di Saint-Vincent. Visto che comincio a ricevere più volte richieste di spiegazione sul punto, allora ne scrivo qui in modo tombale.
Quando qualcuno cominciò, in vista delle elezioni comunali in Valle d'Aosta, a dirmi che avrei potuto candidarmi nel paese dove abito (ma mi è stato chiesto anche altrove!), risposi sinceramente di «no». Fui naturalmente lusingato da chi - e sono stati molti - nei mesi successivi ha operato il tentativo di farmi cambiare idea. Ho sempre spiegato che il mio rifiuto non era snobismo o chissà quale considerazione vanagloriosa che, rispetto al mio percorso politico passato, potesse farmi pensare si trattasse di una diminutio di cui dispiacermi. Più semplicemente non rientrava nei programmi di vita.

Impianti a fune e turismo invernale

Una seggioviaHo seguito per molti anni le tematiche degli impianti a fune. Partendo dalla piccola stazione "Sitib" ad Estoul Palasinaz, divenni vice presidente della "Associazione nazionale esercenti funiviari - Anef" grazie ai buoni uffici di Ferruccio Fournier, sempreverde protagonista del settore, allora mio amico. Da deputato, prima a Roma e poi in Europa, facevo il "lobbista" buono (ed ovviamente gratis!) degli impiantisti, mondo assai interessante e chiave di volta di gran parte del sistema turistico montano, malgrado tutte la retorica sul turismo alternativo.
Mi sono trovato a dipanare, prima che scoppiassero un sacco di beghe, sia dal punto di vista legislativo (penso alla prima "cassa integrazione" nel settore in stagioni grame) sia dal punto di vista tecnico, compresa la comitologia comunitaria che si occupava di particolari tecnici da armonizzare in Europa per nulla banali.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri