March 2015

Dall'integrazione alla civile convivenza

Capita sempre di più, in discussioni da chiacchiera conviviale o in incontri di elevato spessore culturale, di chiedersi che cosa si possa fare - nel nostro quotidiano e non nei delicati scenari mondiali - per contrastare questa storia dell'estremismo islamico. Un elemento di pericolo che da molto distante diventa sempre più vicino.
Trovo di conseguenza che il tema sia molto importante e pure decisivo per la politica del futuro ed è bene agire finché non si inseguono le emergenze. E', per altro, nell'ignoranza e nelle paure di quanto non si capisce che si generano i mostri e alcuni sono già in giro. Ma lo stesso vale, all'opposto, per chi è granitico nel "politicamente corretto" e sbandiera xenofobia e razzismo non appena qualcuno si pone qualche interrogativo su alcune criticità.

La controriforma della Costituzione

La risposta di Matteo Renzi sull'accorpamento delle Regioni, sull'EspressoLa partita delle riforme istituzionali è un gioco di pazienza e non la si può giocare a passo da bersagliere. Le Istituzioni, per quanto malconce, sono caposaldo della Democrazia e ogni modifica della Costituzione prevede gesti misurati e l'uso di strumenti di precisione, oltreché quell'impalpabile "spirito costituente", che crea quel clima di collaborazione fra le parti che permette il miglior risultato.
In queste ore, in un'atmosfera diametralmente opposta, si consuma alla Camera un pezzo di prima lettura, come previsto dall'articolo 138 della Costituzione, su quel disegno di legge costituzionale "Superamento del bicameralismo paritario e revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione", di cui sentiremo ancora parlare a lungo e che verrà sottoposto a referendum confermativo - se i tempi lo consentiranno perché ora si torna a Palazzo Madama ancora per la prima lettura - fra un annetto. In sostanza Matteo Renzi intende giocare questa partita in una logica plebiscitaria, cioè si prescinderà dai contenuti puntuali a favore di una sorta di imprimatur popolare sulla sua persona.

Lo sviluppo tecnologico della Radio

Una radio che non potrà ricevere il 'Dab'Leggevo ieri un "dispaccio Ansa" che sarà apparso ai più misteriosofico: "Il ministero dello Sviluppo Economico, in attuazione della delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni numero "602/14/cons", ha avviato l'iter di assegnazione dei diritti d'uso relativi alle frequenze per il servizio radiofonico digitale (Dab) nelle regioni Valle d'Aosta e Umbria e nelle province di Torino e Cuneo. Dell'avviso pubblico sarà data notizia mediante avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il contenuto integrale, in cui sono definiti i termini e le modalità di presentazione delle domande (da inviare entro il 20 aprile), è consultabile sul sito del ministero dello Sviluppo Economico, area tematica Comunicazioni".
Prosegue, in sostanza, il cammino per trasferire il segnale delle radio (oggi c'è su Aosta un bouquet "Dab" della "Rai" finalmente ascoltabile) dalla vecchia modulazione di frequenza (Fm, mentre l'Am, onde medie di Gerdaz è spento da anni) al nuovo standard tecnico, per altro sperimentato in Valle per molti anni.

Politica o giochi di prestigio?

Giochi di prestigio...Che cosa sta diventando la politica, ormai crocifissa ad una crescente smemoratezza dei cittadini, che guardano ai politici e alle plurime attività parlamentari, governative e partitiche con disinteresse silente o evidente o persino con rabbia parlante o sorda. Per cui un certo allontanamento sembra una sanzione verso dei giochi di prestigio, che finiscono per essere considerati la normalità repellente e non una patologia da combattere.
Sarebbe interessante che si facesse un'operazione verità sulla scelta, a inizio Legislatura - solo due anni fa - dopo le elezioni politiche, dell'unico deputato valdostano, Rudi Marguerettaz, di aderire a Montecitorio alla Lega Nord, stampella indispensabile per avere i venti deputati per fare un Gruppo autonomo. Ed avere un Gruppo a sé stante conta moltissimo nei meccanismi decisionali dei regolamenti parlamentari e dunque si è potuto, in ossequio alle necessità, derogare alla logica che conosco bene, avendola praticata, che vuole i parlamentari valdostani aderire o al "Gruppo misto" alla Camera od al Senato al "Gruppo delle Autonomie".

Un Presidente per il Consiglio Valle

L'urna del Consiglio ValleIl primo atto, in un'Assemblea parlamentare, è la nomina del presidente. E' un caso in cui, con chiarezza, la forma diventa sostanza. Chi presiede ha un compito delicato: deve sapersi spogliare della propria appartenenza politica e assumere una veste super partes, che gli consenta con garbo istituzionale di adempiere a tutti i suoi doveri. Il presidente può essere, come ho visto nella mia esperienza parlamentare a Roma, espressione della maggioranza o dell'opposizione o può essere, come nel Parlamento europeo, a rotazione fra i gruppi più grandi, a tutela anche delle minoranze.
Per questo non mi convince questo continuo rinvio nell'elezione del presidente del Consiglio Valle, dopo parecchio tempo dalle dimissioni dalla sua carica di Marco Viérin. Non sono così ingenuo da non comprenderne le ragioni. Si aspettano le sentenze sui costi della politica, che sono un passaggio significativo e ben si sa che le posizioni degli imputati non sono tutte uguali. E poi esiste questa situazione kafkiana che rende confuso il quadro. Perché, alla fine, ci sarebbero solo tre soluzioni.

Se un ciclista e un biker fanno primavera

Fiori primaveriliE' un paio di mattine - anche se in queste ore pare che subiremo un colpo di coda dell'inverno - che la primavera s'insinua e diventa qualcosa di più di una speranza. Il test più probante sono gli uccellini che cantano all'alba, pur rimbambiti da un inverno che è stato complessivamente mite. Essendo del tutto privo di qualunque competenza ornitologica, immagino che non lo facciano per contentezza ma, forse, perché sono in fase di corteggiamento. Chiudo qui ogni elucubrazione poetica, perché mi sembra di essere il bracco (che poi come razza è un beagle!) Snoopy che osserva, a dire il vero attonito, l'uccellino Woodstock, suo fedele a strapazzato amico.
Ma l'arrivo della bella stagione è sancito anche dalla razza umana, che si personifica in due tipologie di esseri viventi che sentono il cambio di stagione: il ciclista e il motociclista.

La Francia e il sentimento d'abbandono

Il Primo ministro francese Manuel Vall a Laon con i suoi ministriPar di capire che ci dobbiamo rassegnare ai modi spicci nell'approccio ai temi delicati del rapporto fra Stato e cittadini. Il "caso Poste" è significativo: malgrado una generale ribellione dei territori ad un Piano di ridimensionamento di uffici e servizi in zone montane e rurali, il rullo compressore di "Poste italiane" prosegue il suo cammino. Non preoccupa solo l'insieme delle decisioni, ma la filosofia che tende più in generale ad abbandonare intere zone per molti servizi pubblici in nome dei risparmi e dell'efficienza, che diventano un alibi perfetto per qualunque taglio. Il principio di eguaglianza fra i cittadini non conta più e, guarda caso per le "Poste", come già avviene per la sanità o i trasporti, passa il principio che contano solo i numeri e il business. La desertificazione di certe zone corrisponde, per altro, alla scarsità di voti rispetto alle zone urbane.
Così in Francia intere zone marginali, che messe assieme fanno una bella massa d'urto politica, hanno cominciato a votare la "marea nera" di Marine Le Pen, perché l'estremismo ed il populismo sono nutriti dai problemi irrisolti e dal senso di abbandono.

La battaglia fra Tosi e Zaia (e Salvini)

Flavio Tosi e Luca ZaiaNelle dinamiche storiche della Lega Nord, c'è sempre stata, come un rumore di fondo, qualche scintilla fra lombardi e veneti. Sono stato molte volte a convegni in Veneto e questa rivalità a distanza era del tutto evidente e esisteva anche in Parlamento fra battute e interessi divergenti.
Si rimproverava a Milano di avere una tendenza egemonica che i "venetisti" (figurarsi i "veneziani"...) non hanno mai digerito. Ma poi, a dir la verità, fatte salve fronde e scissioni, un modo di vivere si è sempre trovato nei momenti di crescita e in quelli di crisi. Ed è indubbio che quello attuale, dopo il baratro delle vicende giudiziarie dei finanziamenti pubblici ad uso privato che saranno oggetto a breve di processo, è un momento di vento in poppa, sondaggi alla mano. Anche per questo il "caso veneto" diventa interessante a poche settimane dalle elezioni regionali.

La liberalizzazione del latte e le Alpi

Se penso ai gusti della mia infanzia, mi torna in bocca il sapore impagabile del latte appena munto, che diventava migliore mano a mano si risaliva di altitudine e dunque sui pascoli più alti il latte d'alpeggio raggiungeva sapori e odori straordinari.
Ci riflettevo pensando a una aspetto burocratico, ancora pieno di incognite nella passata gestione all'italiana. Mi riferisco alle "quote latte", meccanismo europeo risalente agli anni Ottanta, che ha creato una regolazione del mercato ed evoco lo sforzo, nella Legislazione italiana, di trovare ogni volta - che fatica nell'attività parlamentare! - eccezioni per renderla più adatta alle zone di montagna.

Quel guerriero celtico dal passato

Il tumulo ritrovato nel cantiere dell'ospedale di AostaQuando si iniziò a parlare, ormai molti anni fa, della costruzione della nuova ala dell'ospedale di Aosta (che pareva doversi realizzare, dopo di me, in un batter d'occhio, ed invece sono passati otto anni...) acquisii alcune informazioni su che cosa si sarebbe potuto rinvenire di interessante dal punto di vista archeologico. Si sapeva del cimitero ottocentesco, portato fuori dalla mura in epoca napoleonica ed era noto, all'epoca della costruzione della "Piastra" degli ambulatori dell'ospedale, il rinvenimento di alcune tombe romane non a caso - si disse - situate nella via d'uscita di Augusta Prætoria verso l'Alpis Pœnnina, oggi Colle del Gran San Bernardo.
Invece, a dimostrazione che nella stratificazione storica non ci butta mai via niente, specie in una zona come Aosta (prima "Cordelia" o chissà che cos'altro nelle epoche avvolte dal mistero) dove il terreno utilizzabile (anche per l'invadenza della Dora Baltea) non era così vasto, quel che si è trovato lascia stupiti. Si parla di un "cromlech" (o forse è meglio per ora attestarsi prudentemente su "cerchio lapideo") di 150 metri di diametro dell'Età del Ferro, usato o per culti o forse per commercio. Toccherà capire se esista qualche elemento di continuità con l'area megalitica di Saint-Martin de Corléans, che non è distantissima.

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