February 2015

Il futuro della RAI

Le antenne di 'Rai Way'Sono entrato alla "Rai" 35 anni anni fa di questi giorni. Era il 22 febbraio del 1980 ed ero un poco più di un ragazzo, che pensava che il giornalismo sarebbe stata la sua attività esclusiva da lì fino alla pensione (ed anche dopo). Ricordo con facilità quella data non solo perché fu certamente una svolta, frutto di una serie di casualità irripetibili (in sostanza entrai perché chi doveva entrare rinunciò), ma era anche il giorno del compleanno di mio papà. Il monopolio della televisione di Stato appariva come un dato incontestabile: venendo dalle "private" ero fra quelli, pur essendo uno sbarbatello, che segnalavo ai più vecchi - sicuri del futuro roseo della "Rai" a fronte del dispiegarsi della concorrenza - che con i soldi si sarebbe facilmente colmato il gap fra la "corazzata Rai" e gli emergenti privati nel settore. Avevo ragione - oggi lo posso dire - e così ci si ritrovò in un battibaleno in una situazione, di fatto ancora vigente, di duopolio nel settore televisivo con Silvio Berlusconi, aiutato dalla politica e poi diventato politico lui stesso, senza mai risolvere di fatto il conflitto d'interessi per generali complicità e inciuci all'italiana.

Ferrari e la sua Emilia

La Ferrari!In questi giorni, per una gita con i miei figli più grandi che ci tenevano a stare un po' «con il loro vecchio papà» (queste sono richieste che inteneriscono!), ho scelto di approfondire la mia (e la loro) conoscenza di tre città emiliane, dove sinora ero stato - classico del "mordi e fuggi" di chi c'era andato per impegni politici - senza troppo scoprire. Mi riferisco a Modena, Reggio Emilia (ad essere esatto: Reggio nell'Emilia) e Parma, che ho verificato essere piene di sorprese, corrispondenti per altro alla gioiosa vitalità di un popolo che ho sempre ammirato. Trovo che certi itinerari siano utili e interessanti per capire meglio quella profonda Provincia italiana, ricca di Storia, che dimostra anche come il modello istituzionale centralista in Italia - oggi tornato in gran voga - sia una stupidaggine, che non ha mai portato e mai porterà da nessuna parte. Che lo si debba far capire a un fiorentino, come Matteo Renzi - con il suo "giro" ex "Anci" (l'Associazione dei Comuni italiani) oggi al potere a Roma - lascia stupiti, perché dovrebbe essere lui (e loro) a dire a tutti della profondità di certe radici delle autonomie locali, che non sono folklore o campanilismo da "asfaltare"!
Potevo, lì in giro, non andare sino a Maranello, luogo cult dell'Automobilismo, accolto dal rombare di una macchina da corsa nella pista adiacente alla fabbrica?

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