February 2015

La musica sempre con noi

Il mitico 'Walkman' della 'Sony'L'evoluzione del costume è sempre interessante da seguire e ci sono segnali e comportamenti che segnano la società e creano quel guazzabuglio di cose che è la cultura.
Ormai, quando si va in giro, ti accorgi di quanto la musica sia diventata a consumo personale, come se si trattasse di un pezzo di noi. Che siano le cuffiette o le ritrovate cuffie giganti (con cui iniziai a fare radio) in qualunque scenario - che ci si trovi un sentiero alpino, in una sedia di una sala d'aspetto o pure a nuotare in una piscina - c'è qualcuno e ormai di qualunque età che ce le ha sulle orecchie. Spesso, per la mia innata curiosità, cerco di capire quale musica stia ascoltando e quando il volume è alto capita di arrivarci direttamente e spesso con stupore nella dissonanza fra il look e gli ascolti.
Ha ragione Milan Kundera: «Un uomo non può essere ebbro di un romanzo o di un quadro, ma può ubriacarsi della "Nona" di Beethoven, della "Sonata per due pianoforti e percussione" di Bartók o di una canzone dei "Beatles"».

Se gli ebrei fuggono dalla Francia

Il cimitero ebraico francese profanato a Sarre-UnionConoscere la Storia è fondamentale, specie perché l'umanità ha talmente accumulato degli errori nel tempo, che ogni conoscenza delle vicende passate suona come un utile ammaestramento. La prima cosa che ogni totalitarismo ha fatto è falsare gli avvenimenti storici a proprio vantaggio e per questo l'esercizio della libertà, in democrazia, è come una ginnastica salutare, che prevede anche l'apprendimento di quanto è avvenuto per non tornare in certe situazioni.
L'antisemitismo è, nelle somiglianze fra avvenimenti che poi sono figli del loro tempo, una vera porcheria, che ha attraversato i millenni e che rinasce periodicamente dalle proprie ceneri sotto forme nuove che sanno purtroppo d'antico. Primo Levi lo denunciava, ricordando come l'Olocausto non fosse, purtroppo, da considerarsi come un punto terribile di arrivo, ma che bisognava sempre stare con gli occhi aperti, scrivendo: "Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia". Anche a me, nel mio piccolo, è capitato di trovare dei negazionisti, tronfi nelle loro teorie bislacche, e perdere la pazienza di fronte a colossali baggianate senza fondamento storico, se non basate su un revisionismo imbevuto di razzismo e violenza. Così come mi è successo di finire serata in modo imbarazzante con persone che si mettevano a raccontare odiose barzellette sugli ebrei, convinti di essere simpatici.

Palestra e dintorni

Il mio coach, Massimo Nobili, in azioneBisogna sempre fare attenzione a dire nella vita come affermazione imperativa: «quella cosa non la farò mai». Meglio essere cauti, perché un giorno potrebbe capitare il contrario ed è preferibile, dunque, precostituirsi un alibi se si viola una vecchia affermazione troppo lapidaria. Pur ritenendo sempre legittimo cambiare idea, valutate le circostanze, perché per natura non sono conservatore e penso mi cadrà la curiosità per fare cose nuove giusto quando sarò morto.
Ci pensavo rispetto alla mia ormai continuativa frequentazione di una palestra, luogo cult della modernità, lentamente sdoganato dalla vecchia immagine del passato. Non so perché non ci fossi mai andato, pur considerandomi mediamente sportivo con diverse discipline da amatore.

La Svizzera e il suo franco

Centesimi di franco svizzeroLeggevo ieri l'incipit di un articolo sul sito di "Euronews", che ridendo e scherzando è una delle poche redazioni davvero con un respiro europeistico, che raccontava una storia che ci interessa. Da una parte perché rende più competitivo il turismo invernale valdostano, dall'altra però che può avere effetti negativi per chi, come me, ammira la Svizzera e ama andarci di tanto intanto.
Così dice la giornalista Valérie Gauriat ed è tutto un programma: "Neve, sole e tanti sciatori. Una scena normalissima in una stazione sciistica in questa stagione. Non però in Svizzera, dopo la brusca rivalutazione della valuta nazionale nei confronti dell'euro. Il 15 gennaio scorso, la decisione della "Banca centrale elvetica" di non intervenire più sui mercati per impedire al tasso di cambio di scendere sotto la soglia minima di un franco e venti per euro ha messo in ginocchio il settore turistico".

Quei tifosi olandesi a Roma

Tifosi olandesi davanti alla fontana devastataRoma è una città dalle molte facce e bisogna prenderle tutte, nel bene come nel male, facendo attenzione ai profumi di retorica, degni di un "Arbre magique". Malgrado il degrado contemporaneo, i millenni di storia non finiscono mai di stupire e ci vorrebbero mesi di soggiorno per poter godere di una parte ancora infinitesimale di quanto realizzato e accumulato nel tempo. Così, malgrado le terribili e talvolta dolenti magagne della città oggi persino "Capitale in Costituzione" (lo si è scritto nel 2001,come se ce fosse bisogno...), è una città che sa stupirti nella quotidianità e a vantaggio di tutti i palati.
Quando, per lunghi anni nell'attività parlamentare, ho passato tanti giorni della settimana a Roma, non mancava mai l'occasione per "staccare", godendomi per un attimo uno degli angoli incantevoli a due passi da Montecitorio. Roma, la "Città eterna": così scriveva l'Imperatore Adriano nel primo secolo dopo Cristo: "Altre Rome verranno e io non so immaginare il volto; ma avrò contribuito a formarlo... Roma vivrà. Roma non perirà che con l'ultima città degli uomini".

Cercare gli arcobaleni

L'altro giorno, inaspettatamente, una persona mi ha chiesto: «ma fare qualcosa con la Savoia, al posto di accettare ogni imposizione su di una macroregione che guardi verso l'Italia e che ci faccia sparire?».
Mi è sembrata un'affermazione forte in una persona non ideologizzata e segno che certi temi - un tempo oggetto di discussioni elitarie in cerchie ristrette - hanno finito per essere oggetto di riflessione più vasta e mischio per questo stupore a soddisfazione.
Forse è causa del pantano in cui ci troviamo e che stimola i pensieri sulle possibili vie di uscita. E questo - lo dico incidentalmente - dovrebbe interessare anche i savoiardi, già finiti annacquati nella grande Regione Rhône-Alpes, oggi ancora più vasta con l'aggiunta posticcia dell'Auvergne.

Sull'Autonomia

Un momento della manifestazione di domenica 22 febbraioIn una democrazia rappresentativa, il voto è un momento importante perché detta gli equilibri di forza, ma la politica non dev'essere ridotta ad un apostrofo fra un'elezione e un'altra, altrimenti sarebbe davvero poca cosa. Così come la politica non può essere considerata solo come l'amministrazione dell'apparato pubblico o la presenza nelle istituzioni esecutive e legislative, ma dev'essere fatta di pensiero, idee e progettualità per interpretare i cambiamenti a vantaggio del bene comune.
Il fatto che troppo spesso la politica sia considerata, invece, solo il vivacchiare o peggio l'inseguire disegni asfittici o interessi personali o di parte allontana i cittadini, li svuota da qualunque desiderio partecipativo, li rende disinteressati o rabbiosi, comunque distanti. Tutto ciò dà spazio a chi interpreta la malapolitica con il suo seguito di malcostume, corruzione e pure di inconcludenza e inganno.

A servizio degli anziani

Un'anziana in attesaL'invecchiamento della popolazione è un dato costante nelle nostre società occidentali su cui è bene ragionare. Deriva da un aumento rapido della probabilità di vita e questo allungamento della durata della nostra esistenza è fatto di gioie e dolori.
La gioia è evidente: campiamo di più - se saremo fra i fortunati nella lotteria della vita - e questo penso che faccia piacere a noi e a chi ci vuole bene (brutta notizia per chi ci vuole male...). L'esperienza accumulata con una vita più lunga può essere utile oggetto di trasmissione e non finire nel nulla.
Per contro non sempre gli ultimi anni della vita "allungata" sono rose e fiori, rispetto alla qualità della vita stessa. Più si va in là con gli anni e più gli acciacchi possono trasformarsi in malattie e c'è quella brutta bestia del "morbo di Alzheimer", che può rovinare la vita a chi se la ritrova ed ai parenti di una persona ormai smarrita. Per questo prima o poi la "fine vita" andrà regolata a nostro vantaggio, perché dobbiamo essere registi della nostra storia terrena con raziocinio ed equilibrio senza scaricare su altri decisioni delicate.

Sulla Constituante

Un momento dell'appuntamento di CogneHo fatto il moderatore della Constituante nella prima uscita pubblica a Cogne ed ho giocato sinora questo stesso ruolo. Ho cercato di farlo in modo garbato, sapendo che ci sono tante sensibilità in gioco ed è più importante trovare una sintesi che lasciare libero spazio alle proprie fantasie e speranze, massaggiando il proprio ego. Poi si vedrà in vista dei prossimi incontri e delle successive manifestazioni e del cammino che verrà prescelto per giungere ad una riflessione sul futuro istituzionale della Valle. Sapendo che non si è di fronte ad uno scenario in cui si è i soli protagonisti, ma ogni forma di autodeterminazione deve fare i conti con il contesto politico e costituzionale in cui si è inseriti. Una sovranità, per così dire, limitata e spetta alla negoziazione politica ampliare gli spazi di libertà in cui muoversi. Bisogna farlo con circospezione e senza sbagliare le mosse e, nel limite del possibile, condividendo il più possibile e sapendo che la palla andrà infine al Consiglio Valle.

La nobiltà della donazione degli organi

Il monumento ai donatori ad AostaMi sono occupato per anni, in periodi piuttosto difficili per i molti pregiudizi e persino le leggende metropolitane sugli espianti, della materia delicata della donazione degli organi. La modernizzazione delle vecchie normative, che scaricavano sui parenti nei corridoi delle Rianimazioni pesanti scelte, ha portato lentamente e inesorabilmente alla possibilità per ciascuno di noi di scegliere per tempo se essere o no disponibili a donare un organo. Inutile dire che sono favorevolissimo a fare in modo che un pezzo di me, quando sarò morto, possa diventare - se ce ne saranno le condizioni - un "pezzo di ricambio" per un malato in attesa. Una staffetta tra vita e morte che è un atto di umanità e valorizza un settore della medicina che ha visto progressi continui e persino stupefacenti.
Nella logica della diffusione della cultura della donazione, mi compiaccio che il Consiglio comunale di Aosta abbia approvato all'unanimità una mozione con cui Alpe chiedeva alla Giunta l'impegno a consentire all'atto del rinnovo della carta d'identità di consentire l'atto della donazione degli organi in un documento che è di facile reperimento. Lo avevano già fatto - e ne compiaccio - i Comuni di Sarre e Courmayeur.

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