January 2015

Il "fattore R"

Alberto RoncheyLetti i giornali, mi tocca scrivere perché non vorrei che ci fossero dubbi su quel che penso e lo dico per me stesso e per la capacità che vorrei mantenere di guardarmi allo specchio.
Ci vorrebbe un fine analista politico per dipanare la complessa situazione dei rapporti politici e pure umani che avvolge da tempo nelle sue spire la politica valdostana e di conseguenza le nostre Istituzioni.
Penso all'acume di Alberto Ronchey, inventore, alla fine degli anni Settanta, con un editoriale sul "Corriere della Sera" - del "fattore K" - dal russo "Kommunizm - comunismo" per spiegare il mancato ricambio delle forze politiche governative nei primi cinquant'anni dell'Italia repubblicana. Al Partito Comunista era impedita la partecipazione al Governo a causa dello stretto legame con l'Unione Sovietica. E la forza elettorale del Pci - seconda formazione politica in Parlamento - impediva di fatto ai socialisti o ai socialdemocratici di raggiungere un numero di consensi sufficienti per rappresentare l'alternativa.

Quella gita a Parigi

Soldati alla 'Tour Eiffel'Non sono uno che barbotta e non voglio offendere nessuno. Per cui premetto che il fatto che al Liceo Classico di Aosta sia stato deciso di annullare la gita a Parigi di alcune classi per paura del terrorismo non è certo da trasformare in un caso di Stato e l'episodio può serenamente essere relativizzato. Ma qualche precisazione non è fuori luogo e resta inteso come questo avvenga in senso costruttivo e per eventuali situazioni analoghe che potessero verificarsi.
Essendo un rappresentante dei genitori nel Consiglio di classe (e con me il collega Enrico Romagnoli), per dare un minimo di parvenza alla famosa "partecipazione" sarebbe bastata una telefonata per raccogliere utili pareri.

Casinò, Casinò...

Fiches su un tavolo della Casa da gioco valdostanaNell'ultimo Consiglio Valle è tornato sulla scena un grande classico di questi anni per la politica valdostana: lo stato comatoso del Casinò di Saint-Vincent. Un tempo gallina dalle uova d'oro, oggi gallina con cui si stenta a fare un brodino.
L'occasione è stata la discussione e il voto su di una Commissione d'Inchiesta, che di fatto superasse quel gruppo di lavoro maggioranza-opposizione chiamato "task force" con un termine militaresco, inventato dalla Marina americana, che indica un'unità di pronto intervento. Nel caso in esame, si trattava di collaborare per evitare il rischio bancarotta, un fantasma evocato dalla stessa Azienda con «il portare i libri in Tribunale», quand'è stato il momento di convincere sindacati e lavoratori della bontà di un taglio del costo del lavoro.

Dall'antipolitico all'apolitico

L'antipolitica ormai è stata rivoltata come un calzino. Il fenomeno è sempre esistito, ma ogni epoca ha i suoi mal di pancia. E nell'Italia odierna - e la Valle d’Aosta a traino, perché non viviamo sulla Luna - si sono raggiunti livelli mai visti. Oggi, in sostanza, essere o essere stato politico è una vergogna, una specie di segno distintivo da paria. Uno, specie se pensa di aver fatto il proprio dovere in politica, se ne può dispiacere, ma non può aspettarsi grandi distinguo e men che meno la riconoscenza per certe cose fatte.
Molte volte mi è venuto da sorridere in discussioni "da compagnia", quando qualcuno dette "peste e corna" e peggio ancora dei politici, resosi conto della mia presenza, effettua con un tiro in calcio d’angolo all'ultimo istante: «eccetto chi è presente».
Come dicevano i latini "Excusatio non petita, accusatio manifesta" e cioè "Una scusa non richiesta suona come un'autoaccusa". Per altro, ormai ci ho fatto il callo e quindi davvero posso essere zen senza far finta.

Cani e gatti

Esempio di cane che non ho avutoAmo i cani e i gatti, animali nemici fra di loro, ma amici degli umani. In questa fase della mia vita non ne ho, perché mia moglie - vedi la casualità per un amante di questi animali - è allergica, con tanto di test che lo dimostrano, per cui capisco e mi adeguo.
Oggi vivo di bellissimi ricordi dei miei cani - sempre cani lupo e infine un golden retriever - e dei miei adorati gatti. Trovo che, specie da bambini, sia del tutto educativo avere un animale domestico con cui creare un rapporto di affetto e di amicizia. Così è stato per me e ogni volta la perdita di un animale amato è stato uno strazio e anche la certezza di come ogni animale, esattamente come noi, abbia un proprio modo di essere, verrebbe da scrivere una personalità, che li rende unici anche nella memoria della compagnia che ci hanno fatto. La brevità della vita di cani e gatti finisce per essere stata anche, per molti di noi, un esempio tangibile di come la vita abbia un suo tempo definito, cui dobbiamo piegarci.

Quando il Papa parla

Alberto Gasbarri, Papa Francesco e Padre Federico LombardiAppena ho letto la frase di Papa Bergoglio, detta ai giornalisti sull'aereo al rientro dalla Filippine, ho pensato a quanto questo Pontefice non abbia paura di esporsi: «Io credo che il numero di tre per famiglia sia quello che gli esperti ritengono importante per mantenere la procreazione, tre per coppia. Per questo la parola chiave per rispondere è quella che usa sempre la Chiesa, e anche io: paternità responsabile. Come si fa questo? Con il dialogo, ogni persona con il suo pastore vede come fare quella paternità. L'esempio che ho menzionato di quella donna che aspettava l'ottavo figlio e ne aveva sette nati con il cesareo: questo è una "i-r-r-e-s-p-o-n-s-a-b-i-l-i-t-à". Lei mi ha confidato: "Ma guarda io non ho i mezzi". "Sii responsabile", ho risposto. Alcuni credono, scusatemi la parola, che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come i conigli. No. Paternità responsabile. E per questo nella Chiesa ci sono i gruppi matrimoniali, gli esperti, i pastori. Si cerca... E io conosco tante vie di uscita, lecite, che hanno aiutato a questo problema».

Sul Blog del Blog

Penna e calamaioOgni tanto mi interrogo o mi interrogano su che cosa sia, alla fine, questo spazio.
Bella domanda, in effetti. Per tanti anni è stato un "ponte" fra le mie attività di eletto e le persone che fossero interessate a capire che cosa facessi o come la pensassi. Rientrava, dunque, in quella logica di trasparenza e di interazione che sono insiti nei sistemi democratici rappresentativi e l'ho sempre fatto con impegno e senza peli sulla lingua e prima di Internet usavo la carta stampata e persino appositi opuscoli informativi. Agevolato, certo, dal mio lavoro vero, quello di giornalista professionista.
Bisogna sempre diffidare della politica delle stanze occulte e dei troppi silenzi, perché è lì che spesso si cucinano pietanze velenose. La riservatezza esiste anche in politica in certi momenti e gli streaming, costi quel che costi, spesso fanno solo sorridere, ma all'opposto troppi cunicoli sotterranei trasformano gli esseri umani in talpe ed è meglio evitare che questo avvenga.

La coppia impossibile Renzi-Berlusconi

Il largo del Nazareno a RomaScrivere di politica è sempre più un esercizio azzardato e chi lo fa si sente come gli equilibristi del circo, quando si esibiscono senza rete e rischiano l'osso del collo per una manovra azzardata. Esiste una carica tale di incertezza e una dose così forte di ambiguità che ci vorrebbe la "palla di vetro" per prevedere e bisognerebbe inseguire con un robusto randello chi gioca con la nostra pazienza. Respingo per principio certi discorsi del genere «sono tutti uguali», perché ingiusti e qualunquisti, ma va detto che ogni tanto la difesa è d'ufficio e tocca appellarsi alla clemenza della Corte. Specie se tutti si rifanno alla trasparenza e poi si muovono, invece, con logiche da nebbia in Val Padana.
E', in questo senso, un giochino sempre possibile, attingendo ai protagonisti del "jet set" e del relativo gossip, ma fattibile anche con la sfera delle nostre amicizie e delle nostre conoscenze, quello delle "coppie impossibili". Si tratta cioè di chiedersi come certe coppie famose o famiglie possano stare assieme e quali siano i punti in comune a fronte di apparenze che lo escluderebbero.

Strade senza sale

La strada statale 26 con la neveBisogna sperare che nevichi o che non nevichi? Per quel che mi riguarda non ho dubbi: ho la fierezza di essere un abitante delle Alpi e come tale amante della neve in tutte le sue espressioni. Sin da piccolo, se si ha la fortuna di nascere e crescere in un periodo nevoso, com'è capitato a me dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso (che fa sempre impressione scriverlo), questa strana cosa fa parte di te. Dico strana cosa perché è straordinario vedere un bambino (ma vanno guardati con simpatia anche cani e gatti) quando "scopre" per la prima volta la neve e ci sono scene tenere e buffissime. Poi, crescendo, ti abitui alla neve in tutte le sue versioni possibili e la familiarità acquisita diventa viva nostalgia quando capitano anni balenghi in cui non ci sono le nevicate sperate.

I tassinari

Taxi a RomaI tassisti romani sono una categoria senza eguali, che ho frequentato per anni nell'andirivieni fra l'aeroporto di Fiumicino e il centro città. Chi trovavi come conducente nella corsa era ed è ancora un azzardo, così come il tipo di vettura che può andare da una macchina nuova e linda ad un ferrovecchio olezzante.
Ma, tranne il raro caso del tassista silente e introverso, raramente c'è da annoiarsi. Ci sono diverse categorie possibili. Assai diffusa è l'appassionato di calcio, riconoscibile già dalla stazione su cui è sintonizzata la radio. Romanista o laziale, una costante è l'odio verso la Juventus «che ruba gli scudetti». Per cui la mia fede bianconera va svelata con leggerezza e con un senso di palese disagio rispetto alla capacità della Vecchia Signora di comprare gli arbitri, su cui va manifestato dispiacere.

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