July 2011

Ad usum Delphini

In arrivo la mazzata...Purtroppo la lettura dei giornali mi ha obbligato a tornare sul luogo del delitto e prometto che sarà l'ultima volta che vi proporrò qualche pensiero sulla manovra finanziaria, definita già qui - poco elegantemente - una "mazzata".
Non dirò dell'aumento del prelievo fiscale, dell'allungamento dell'età pensionabile, dei tagli di vario genere dalla scuola alla sanità, ma mi occuperò ancora e conclusivamente del colpo durissimo a Regioni (Autonome comprese) e Comuni.
Credo che valga la pena di capire lo scenario in cui tutto questo si manifesta. Sono mesi che predico dappertutto i rischi che il nuovo "Patto sulla governance" finanziaria in Europa, riedizione del vecchio "Patto di stabilità", venisse usata - come già capitò con la versione già nota - come una clava contro il sistema autonomistico.
Così è nei fatti e ciò avviene in Italia a chiusura, davvero tombale nella sua espressione più funebre, di una lunga stagione di bugie, più volte segnalate all'attenzione di voi lettori, sul famoso e fumoso "federalismo fiscale". Come ho già avuto modo di dire è come spacciare il "Tavernello" per un "Barbaresco" d'annata, cambiandone solo l'etichetta.
Il sistema di controinformazione ha infatti trasformato con abilità una riformetta del riparto fiscale Stato-autonomie locali in una riforma epocale. Peccato che nella Costituzione vigente non ci sia federalismo "politico" e quindi non ci poteva essere di certo un federalismo "fiscale". Ma, come in un libro giallo, l'identità dell'assassino si svela nelle ultime pagine e così è oggi. Questa manovra colpisce al cuore, con sofferenza anche degli amministratori locali del Popolo della Libertà (tipo Osvaldo Napoli, deputato Presidente Anci e Ugo Cappellacci, Presidente della Sardegna, che coordina le "Speciali") che dovrebbero trarne le conseguenze, le autonomie, trasformandole nel capro espiatorio della manovra.
Io spero che ci sia una ribellione e non si minimizzi "Ad usum Delphini", cioè manipolando le informazioni per nascondere una verità scomoda, una questione serissima.

Annecy à pic

Il Comitato olimpico di Pyeongchang"Pyeongchang. Il faudra s'y faire, à l'orthographe et à la prononciation, car la ville a été désignée pour organiser les Jeux olympiques d’hiver de 2018. 63 voix dès le premier tour, contre 25 à Munich et seulement 7 à Annecy. Autant dire qu'il n'y a pas eu de match.
Pour Annecy, c’est même une douche froide. Et plus largement une déception pour les Alpes.
À Grenoble hier, on a suivi cette annonce avec beaucoup d'attention. La ville était, en effet, candidate à l'organisation de ces mêmes Jeux, mais n’avait pas été retenue pour représenter la France. Devancée par Annecy et même par Nice"
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Così, in uno dei suoi vari articoli, il "Dauphiné Libéré" sintetizza la sconfitta dell'Alta Savoia e ricorda la cattiva partenza con una concorrenza fra tre località dell'Euroregione Alp-Med (due savoiarde!) per la candidatura francese.
Gli articoli sulla stampa francese ricordano, piuttosto velenosi, che la sconfitta è stata lastricata di errori, dimissioni, scarso budget e tiepido favore popolare con punte di dissenso evidente.
I sudcoreani, già sconfitti in passato, hanno lavorato di brutto e il consenso vasto mostra capacità, intraprendenza e l'uso della "generosità" (in francese "pots-de-vin") che ormai indirizza le scelte in favore di certe competizioni sportive. Credo che ci sia un solo valdostano che conosce queste zone di montagna asiatiche, il gressonaro Dante David.
L'Asia vince e questo indebolisce la candidatura di Tokio per le Olimpiadi estive 2020. Roma che mira ad ottenere i Giochi gongola, perché l'Europa ha qualche possibilità in più.
Personalmente penso che i Giochi Olimpici a Roma sarebbero una follia con il debito pubblico italiano che ci uccide e le bande di trafficoni che ci sono in giro.

Meglio un cioccolatino

Luciano Ligabue citato su un muroLeggo che il Comune di Aosta intende combattere i "graffitari" che imbrattano i muri dei palazzi della città.
Ricordo che di "tolleranza zero" si discusse molto nel 2008, quando in un decreto legge sulla sicurezza, Silvio Berlusconi in persona annunciò nuove norme penali specifiche, legate al potere di ordinanza dei sindaci. Credo che questa prerogativa dei sindaci sia stata cancellata dalla Corte Costituzionale e il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha annunciato che un nuovo provvedimento di legge, che superi il "no" della Consulta, è in fase di predisposizione. Vedremo.
Intanto i "writer" vanno combattuti ed altra questione è la ricerca di spazi concordati per sfogare il loro estro artistico. Ho l'impressione che questa strada si possa intraprendere, ma penso che la trasgressione faccia parte delle regole del gioco. Intanto, per favore, facciamo qualcosa per chi non ha nessuna velleità artistica ma sfoga sui muri la propria carica romantica o erotica. Sono quelli che ci fanno condividere con frasi zuccherose o disperate la loro personale storia d'amore, immagino sentendosi dei Jacques Prévert in erba, ma spesso sono solo frasi di canzonette. Sarebbe gradito si limitassero a regalare "baci Perugina" o a sfogarsi con intimi sms.

Voltare pagina

Morzenti a La Thuile con Berthod e StellaGiovanni Morzenti non è più presidente della "FISI - Federazione italiana sport invernali". Lo ha deciso la giustizia sportiva, rilevando irregolarità nelle elezioni. 
Già parlai qui di una vicenda giudiziaria che lo aveva colpito e aveva fatto perdere ogni peso politico alla "Fisi" nella "Fis", la federazione internazionale che "sospende" chi condannato, pur in primo grado.
Posso testimoniare delle molte promesse di Morzenti verso la Valle d'Aosta, sempre disattese e non ho mai nascosto la mia amarezza per avergli dato credito anni fa e lo stupore per l'appoggio ulteriore - a bugie già manifeste - dato dall'Asiva (la "nostra" federazione degli sport invernali, aderente alla "Fisi") alla sua candidatura e anche successivamente quando il suo potere scricchiolava. Stupore anche per l'ulteriore credito che le nostre autorità politiche, ancora di recente, hanno dato ad una persona squalificata per i suoi comportamenti verso la Valle, cui sono sempre state date briciole (tipo "Coppa Europa"), pur definite, alla bisogna, «successi».
Questo è sempre stato ridicolo, pensando alle nostre montagne e alle nostre stazioni, e svilisce il "circo bianco", che di bianco (nel senso di pulito) ha ormai davvero poco. E' ora che chi crede negli sport invernali reagisca contro regole incredibili e un sottobosco sgradevole. Speriamo che il "Coni" - lo scrivo a beneficio del membro di Giunta, Eddy Ottoz, che ben conosce fatti e misfatti - contribuisca alla rinascita, dovendo intanto sancire il commissariamento.

Repetita iuvant

Ripetere, certe volte, aiutaIl mare agitato della politica italiana, con il susseguirsi di inchieste giudiziarie di vario genere e di scandali avvilenti e talvolta grotteschi, obbliga a scegliere qualche punto di riferimento per non vivere perennemente costernati.
Vorrei indicare alcuni capisaldi, che consentano appunto di orientarsi, anche perché "repetita iuvant".
Il primo resta l'onestà personale, come precondizione. Credo che le persone ragionevoli ne abbiano le tasche piene del malaffare e di immaginare che dietro la scelta della "soluzione A" o "B" non ci sia il bene comune ma l'arricchimento personale. Questo crea comitati d'affari.
Secondo: la politica è fatta anche di progetti e speranze. Chi pensa che tutto sia in vendita, comprese le proprie idee, per interessi vari, vuol dire che scambia il business con il mandato elettivo. Faccia un altro lavoro.
Terza considerazione: la rappresentanza politica va affidata a persone preparate e competenti. L'idea che i fessi obbedienti o gli yes-men (persone servili e accondiscendenti) siano la migliore soluzione è spaventoso. Meglio più teste che si confrontino.
Capisco che quando si scrivono certe cose, il rischio è quello adombrato da Norberto Bobbio"se volete far tacere il cittadino che protesta, che ha ancora la capacità di indignarsi, dite che fa del moralismo".
Oppure come non evocare la celebre frase di Charles de Gaulle: "la politique, quand elle est un art et un service, non point une exploitation, c'est une action pour un idéal à travers des réalités".

Un'estate cupa

Nuvole nere sull'estate italiana"Uno dei sintomi dell'arrivo di un esaurimento nervoso è la convinzione che il proprio lavoro sia tremendamente importante. Se fossi un medico, prescriverei una vacanza a tutti i pazienti che considerano importante il loro lavoro".
Condivido da sempre questa frase di Bertrand Russel, che chiude - in chiave contemporanea - la disputa millenaria fra "ozio" e "negozio", spazzata appunto via dalle vacanze di massa. Chi dice che non va mai in vacanza - neppure piccola piccola - ormai vive in una dimensione illogica, a meno che si tratti solo di snobismo.
Forse rispetto al passato esiste una sola grande differenza: il telefono una volta era problematico in certe zone e usato con parsimonia. Più di recente potevi vederti recapitare un fax in camera. Ora, purtroppo, il telefono ce lo hai con te, assieme a e-mail, sms e lettura delle agenzie. 
Un comodo disastro per cui oggi il relax era incrinato dalle notizie sulla Borsa italiana a picco (non ho investimenti particolari, giusto qualche migliaia di euro o forse li avevo) e sul ciclone che si sta abbattendo su economia e finanza italiane. Non si nasconde lo sporco sotto il tappeto e se la speculazione ci attacca, essendo avvoltoi, è perché ci vedono malridotti.
Sarebbe bene che, a questo punto, al di là della Finanziaria, si riflettesse sulla politica e mi rifaccio a cosa già scritto da poco e tante volte in passato.
Vedere i miei figli spensierati in queste ore di vacanza mi apre il cuore, ma poi il cuore mi si stringe per il contesto cupo a dispetto dell'estate.

Un arcipelago di...vallate

Un tipico sentiero valdostanoHo sempre guardato con interesse - e in una certa parte della vita per lavoro (quando ero Presidente di una piccola società d'impianti a fune e quando ho avuto la responsabilità del turismo in Valle) - alla varietà e qualità della dépliantistica. Oggi di certo sono i siti Internet a farla da padrone, compresa quella parte stampabile che ha appunto sostituito gli stampati di un tempo.
Eppure resto convinto che resti, potentissimo, il "passaparola", forma immateriale e persuasiva per far conoscere una località e le sue attrattive.
Mi è capitato spessissimo e dappertutto, ben al di là dei ruoli istituzionali, di proporre e suggerire la nostra Valle alle persone le più varie.
Mi sono convinto che la descrizione giusta, senza rimpiangere la grottesca pubblicità televisiva che tanti anni fa indicava la nostra Regione come un'"isola", è davvero quella di un arcipelago: nel senso che solo una visione esterna offre della Valle una visione unitaria, mentre chi la conosce e la vive credo non finisca mai di stupirsi della varietà - un sistema di vallate - offerta da un territorio ristretto, pensando poi a quanto di questo territorio è occupato da alta montagna disabitata del tutto o in parte.
E dunque un invito a suggestionare - nel senso buono del verbo - i "nostri" turisti affinché scoprano la Valle anche nei suoi luoghi meno prevedibili.
Penso a tutta quella "moyenne montagne", come l'ha chiamata il geografo Bernard Janin, e che offre paesaggi inconsueti e segni originali della nostra civiltà.

Uccellaccio del malaugurio

Corvi sulla neveLa politica valdostana vista da distante risulta, in certi passaggi,di difficile comprensione. L'allargamento «a costo zero» (sic!) della maggioranza al Popolo della Libertà ha già sortito la bizzarra "cabina di regia", di cui sfugge la ratio e il fondamento.
Anzi, personalmente mi aveva fatto piacere che il Presidente Augusto Rollandin - di fronte al Conseil fédéral - ne avesse ridimensionata la portata, quasi prendendosela con le dichiarazioni di chi ne vantava ruolo e portata. Peccato che questo ridimensionamento non abbia affatto corrisposto alle dichiarazioni pubbliche di questa "maggioranza ristretta" e priva di quel proporzionalismo di chi fa la voce grossa a dispetto dei numeri. Forse sarebbe bene avere un pallottoliere come memento.
A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato poi il ripetersi di batti e ribatti sulla "Finanziaria estiva", considerata disastrosa da tutte le Regioni di ogni colore e da noi occasione, specie per i nuovi entrati, per mostrare i muscoli. La parola d'ordine è "visibilità", difficile da avere senza il palcoscenico della maggioranza di Governo.
Per cui, a conti fatti, chi veniva considerato, come me, un frustrato "uccellaccio del malaugurio" constata che la maggioranza allargata valorizza antichi e pervicaci oppositori unionisti e crea, su ogni punto, con tattica da guerriglia, fibrillazione e polemiche.
Roba da lasciare di sasso e siamo ancora ai primi assaggi.

La Chiesa di fronte ai cambiamenti

Qualche sito specializzato, nella parte "discussioni", indica il possibile nuovo Vescovo di Aosta. Credo che sarebbe indelicato riprendere queste indiscrezioni, che circolano da qualche mese, nel rispetto di regole e procedure antiche che regolano la nomina a capo della nostra Diocesi. Ma, si sa, Internet tende a trasformare in notizie anche le "voci" più flebili e chissà se davvero sarà di nuovo un piemontese. L'ultimo valdostano fu Maturino Blanchet, che fu Vescovo di Aosta dal 1946 al 1968 e che incontrai una volta da bambino.

Una norma contro la paralisi

Il giudice di pace, ad Aosta, è in regione BorgnalleHanno perfettamente ragione i vertici della Magistratura aostana a preoccuparsi dell'esaurirsi dei giudici di pace, ma la colpa è dei tagli e delle indecisioni che dal centro gravano anche sulla peculiare situazione valdostana, illustrata in passato ai Ministri della Giustizia che si sono succeduti, al Consiglio superiore della Magistratura e ai vertici della Corte d'Appello di Torino.
Tutti d'accordo sui rischi di paralisi, ma, purtroppo, ogni volta le implicazioni nazionali hanno pesato, per quanto - sin dalla nascita del giudice di pace - mi fossi sforzato, come deputato, di proporre una modellistica che consentisse un coinvolgimento della Regione (come avveniva nello Statuto per la vecchia figura del giudice conciliatore) ed un rispetto del bilinguismo. Preciso che l'esame di francese non è mai stato un problema per il reperimento delle persone con i requisiti, che - già pronte da anni - non possono essere inserite nei posti vacanti.
Ora la strada intrapresa - lo dico come membro regionale della "Paritetica Stato - Valle d'Aosta" - è quella di un articolo inserito nella norma di attuazione sull'"Ordinamento linguistico", che riprende quanto già discusso ovunque in passato e che dovrebbe evitare la paralisi in Valle di questa giustizia "minore" per raggiunti limiti d'età dell'ultimo giudice di pace in servizio, Nicolò Tambosco.
Lo schema di decreto è stato approvato pochi giorni fa dalla Paritetica e potrà andare in tempi brevi al Consiglio dei ministri, dopo il parere del Consiglio Valle e nell'iter del provvedimento c'è spazio per eventuali integrazioni utili a raddrizzare la situazione.
Auguriamoci che sia la volta buona.

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