May 2011

Caleidoscopio 17 maggio

Ferdinando Rollando"Caleidoscopio", settimanale radiofonico del martedì di "Rai Vd'A" (condotto in studio da Christian Diémoz) prosegue il suo cammino sino al limitare della programmazione radiofonica estiva.
La trentaseiesima puntata sarà aperta dall'intervista al presidente del Comitato regionale della "Federazione ciclistica italiana", Natale Dodaro, sul fenomeno del "Cicloturismo", in crescita in Valle.
Ascolteremo quindi la guida alpina di Ollomont, Ferdinando Rollando, al quale abbiamo chiesto un giudizio conclusivo sul progetto, promosso dalla "Aga Kahn Foundation", che l'ha visto impegnato in un progetto di diffusione dello sci in Afghanistan.
Michela Ceccarelli approfondisce la "Settimana della cultura" e la recensione di Diémoz nella rubrica "Un libro, un disco" è dedicata a "Riflessi Antichi" di Loredana Faletti, per le "Edizioni Vida".
L'orario di trasmissione è qualche minuto dopo le ore 12.30 su "Radio1".

Un mondo che non c'è più

Una volta le feste dei partiti erano un grande momento d'aggregazione. Ma la madre di tutte le feste - inutile contarsi storie - era la "Festa dell'Unità".
Quando c'era il partito comunista, in tutte le Regioni italiane c'era un pullulare di queste feste. Ricordo quand'ero ragazzo di aver assistito a concerti bellissimi in grandi città, mentre in centri minori nugoli di volontari assicuravano costine cotte al punto giusto.
In compagnia ho passato delle serate divertenti e quando i "comunisti" vengono dipinti come pericolosi eversori, sarebbe bene capire quale fosse il reale volto del PCI italiano, specie dopo la rottura con Mosca.
In Valle la lunga stagione dell'UV con i comunisti fu, in un clima ancora più difficile e complesso perché quella sì era l'epoca della "guerra fredda", una scelta coraggiosa e controcorrente da valutare per la sua portata storica. Spesso, per affermare la differenza reale di un movimento autonomista, bisogna avere il coraggio di "essere contro" e non carezzare il pelo del potente di turno.

Partigiano e ebreo

I partigiani valdostani dopo la LiberazioneOggi ho incontrato Enrico Loewenthal, 85 anni, venuto in "Rai" per rivedere il filmato sui partigiani girato nel 1945 da Ottavio Bérard. Voleva verificare se si riconosceva nelle immagini girate al centro di Aosta il giorno della liberazione della città il 28 aprile di quell'anno.
In effetti si è visto sul camion sequestrato ai nazisti (a sinistra con a fianco Ugo Sogno, altri partigiani e in fondo a destra il mio amico Efisio Noussan): un momento festoso per l'allora giovanissimo comandante partigiano che visse nelle montagne sopra Allein, coordinando due piccole bande, negli ultimi mesi della Resistenza.
Una storia interessante la sua di ebreo tedesco, vissuto a Torino e vittima delle leggi razziali prima naziste e poi fasciste, «salito in montagna» con la particolarità di essere, come Primo Levi, partigiano ed ebreo, parente fra l'altro di quella famiglia ebrea, gli Jona, deportati da Issime, dove si erano rifugiati.
Con l'editore "Zona", proprio in queste ore a Torino al "Salone internazionale del libro", Loewental presenta un libro "Mani in alto, bitte" con ricordi e documenti anche sul suo periodo valdostano.
Nel dopoguerra collaborò a lungo, con storie avvincenti, con il "cacciatore di nazisti" Simon Wiesenthal. Oggi vive fra Torino e Pantelleria con una memoria straordinaria di fatti e personaggi che "cattureremo" con le telecamere: per non dimenticare.

La febbre del gioco

Biglietti del 'gratta e vinci' usatiUn giorno verrà - e si osservano tutti i segni premonitori - che sul mostruoso sistema italiano dei giochi, nato in pochi anni a cavallo fra Stato e privati, si farà luce e le rivelazioni saranno impressionanti.
Troppi furbi e furbetti (e odor di zolfo della criminalità organizzata) si agitano in questo mondo che sembra piacere ad una parte della politica, visto che un "gratta e vinci" o una maggior liberalizzazione dei giochi istantanei porta soldi, facilmente e subito, allo Stato al posto di mettere nuove tasse. Ma resta un modo, comunque, per spennare i cittadini, che certo lo fanno per il loro piacere e non per obbligo, come dimostrato dalla sentenza della Cassazione per il denaro che i "prestasoldi" danno ai giocatori senza quello "stato di necessità" su cui si fonda l'usura.
Tuttavia - e senza eccessi moralistici che non mi appartengono - questa moltiplicazione dei giochi ha implicazioni sociali: troppi cedono alla tentazione compulsiva, una volta limitata ufficialmente a qualche lotteria annuale e  alle sale dei Casinò. Oggi i giochi occhieggiano in tabaccherie e bar, dove le slot-machine sono ormai la normalità, mentre on-line si è aperto uno spazio enorme che alimenta gli appassionati e conosco persone che sono ormai sinceramente ossessionate da un vera e propria dipendenza.
Chissà se non sia un giorno il caso di studiare approfonditamente il caso in Valle, magari valutando anche l'impatto sulla popolazione (specie i pensionati) della parziale apertura della Casa da gioco di Saint-Vincent ai residenti valdostani, ai quali per oltre mezzo secolo era stato impedito di farsi prendere dalla febbre del gioco nel "loro" Casinò.

Un singolare fatto di cronaca

Dominique Strauss-Khan dopo l'arrestoLe accuse gravissime di tentato stupro al direttore generale del "Fondo Monetario internazionale", il celebre politico francese Dominique Strauss-Khan, probabile candidato socialista alle elezioni presidenziali 2012 in Francia, sono esplose come una bomba in una quieta domenica di maggio. 
Chi segua, come spesso accade a me, su "Fox tv" le azioni della "Special victims unit" (la sezione della polizia di New York che combatte i crimini sessuali) nella serie "Law & Order"si è subito fatto un'idea degli avvenimenti in corso.
Sul Web francese colpevolisti e innocentisti (molti fautori della tesi del complotto) si affrontavano in una battaglia mediatica e la pressoché generale cautela del mondo politico francese è piena d'attesa per gli sviluppi di queste ore.
Un aneddoto personale: in un indeterminato anno nella seconda metà degli anni Novanta in un ristorantino all'aperto di Place des Vosges a Parigi dove ero a cena con un'amica. Nel tavolo vicino arriva Strauss-Khan, allora potente Ministro dell'Economia, con la bella moglie Anne Sinclair, celebre giornalista televisiva. Apparentemente non c'è nessuna scorta e nessuna curiosità della folla attorno alla coppia di VIP. Quando la cena finisce per entrambi, mi presento al Ministro che si dimostra gentilissimo e offre persino una coppa di champagne. E' una conoscenza fugace e negli anni successivi ho seguito con curiosità gli alti e bassi della sua carriera politica, che - se le accuse saranno provate - è giunta al capolinea proprio mentre erano elevate le sue possibilità di salire all'Eliseo.

Tanto tuonò che piovve

I manifesti di ringraziamento di Pisapia affissi a MilanoSolo tra qualche tempo capiremo bene perché Silvio Berlusconi abbia chiesto, attraverso una tornata di elezioni amministrative, di essere sottoposto ad una sorta di plebiscito. Un errore, perché il "no" è arrivato inaspettato nel suo esito proprio da Milano, capitale del berlusconismo, e non credo che la situazione cambierà al secondo turno. Questo conta come tendenza generale e spaccare il capello in quattro conta poco.
La scelta di buttarsi a babbo morto nella campagna elettorale è derivata dallo scricchiolio nei sondaggi? Oppure l'insieme dei processi aveva bisogno, come antidoto, di un momento "carismatico" del capo con il suo popolo?
I prossimi giorni, almeno sino ai ballottaggi, non credo riserveranno sorprese particolari: tutto quel che c'è resterà attaccato con il "Bostik" e poi penso che i segnali si faranno forti. Quando parlavo di declino del berlusconismo, con le sue implicazioni nelle alleanze locali, sono stato sbertucciato e additato come il solito "sinistrorso".
Non è mai stato questo il punto: bastava annusare l'aria per capire che il temporale era nei paraggi e ora si sentono i tuoni che si avvicinano e poi diluvierà.
I risultati elettorali andranno letti con attenzione ma sin da ora è bene essere guardinghi e ricordare che l'eccessiva personalizzazione della politica - con il leader assolutista - è pericolosa e fragilizza i partiti.

Segnali dalla società

Alcune bomboniere per la cresimaA maggio si incrociano matrimoni, comunioni, cresime e anche battesimi, che si concentrano in particolare in questo scorcio di primavera.
Sacramenti, tranne che ovviamente per gli sposalizi solo civili, che come un reticolo stretto saldano le famiglie e la società che esse compongono, dando vita alla comunità nel nome in questo caso della religione (i parroci segnalano il paradosso di come spesso la cresima sia il capolinea per i giovani di una loro partecipazione alla vita religiosa), ma anche della festa che ne consegue come collante civile e momento d'incontro e di aggregazione in cui si ritrovano molte persone in un clima più disteso rispetto alla quotidianità.
Trovo che la partecipazione, a "tour de rôle" come protagonisti o come comprimari nel corso della propria vita, sia sempre un'esperienza interessante, essendo occasioni per vedere le evoluzioni del costume e anche osservatorio per misurare - nelle full immersion di questi riti collettivi - umori, tendenze e "idem sentire" del nostro Paese.
E' sempre molto difficile, vivendolo ogni giorno, capire - pur accompagnati, in modo ben più sistematico,  da dati, studi, ricerche - come la nostra Valle muti attraverso quei cambiamenti così veloci che sono già palpabili nel corso di una vita rispetto alla generale fissità dei secoli passati.
Questo esercizio è utile per riflettere su noi stessi e sul futuro che ci attende.
Con lo straordinario e ironico ammonimento di Winston Churchill: «l'abilità politica è l'abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l'anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto».

Initiative citoyenne

I giovani protagonisti durante la Festa dell'EuropaIl Consiglio Valle si occuperà in queste ore di Unione europea in quella che da una legge regionale "europeistica" del 2006, che ho fortemente voluto e ritengo essere ancora all'avanguardia, è definita "sessione comunitaria".
Visto che ormai sono più di dieci anni che mi occupo di politica europea, prima al Parlamento europeo e poi al "Comitato delle Regioni", interverrò con qualche ragionamento complessivo e di dettaglio per capire una serie di implicazioni che riguardano da vicino la nostra Autonomia speciale e il suo futuro.
Due filoni storici che ci interessano sono: un pieno riconoscimento giuridico, ad esempio con due apposite direttive, delle zone di montagna e delle minoranze linguistiche ormai citate nei Trattati, ma la cui definizione certa avanza con timidezza per la prudenza della Commissione e il muro di gomma del Consiglio (gli Stati).
Ma si profila finalmente uno spazio politico forte e nuovo di "spinta" su argomenti come questi e la nostra Valle potrebbe giocare un ruolo significativo, se lo volesse. Infatti il "Trattato di Lisbona" ha previsto una nuova forma di partecipazione popolare alle decisioni politiche dell'Unione europea, definita "l'iniziativa dei cittadini" (in francese "initiative citoyenne" suona meglio).  
Per essere precisi il recente regolamento (UE) n. 211/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, riguardante appunto l'iniziativa dei cittadini consentirà dal 1° aprile 2012 ad un milione di cittadini di almeno un quarto degli Stati membri dell'Unione Europea di invitare la Commissione europea a proporre atti giuridici in settori di sua competenza. Gli organizzatori di un'iniziativa, dopo aver costituito un comitato composto da almeno sette cittadini dell'Unione Europea residenti in almeno sette diversi Stati membri, hanno un anno per raccogliere le firme. La Commissione ha quindi a disposizione tre mesi per esaminare l'iniziativa e decidere cosa fare. Se le proposte saranno sensate e ben scritte nessuno di fronte alla "force de frappe" di un milione di firme potrà fare finta di nulla!

Ragionare sull'Europa

Il sottoscritto nell'ultima sessione plenaria del Comitato delle RegioniNella sessione europea di mercoledì 18 maggio sono intervenuto nell'aula del Consiglio Valle nella speranza di riuscire, in un tempo ragionevolmente breve, a mettere insieme un certo numero di argomenti.
Spero di esserci riuscito perché questa è una delle poche occasioni pubbliche in cui mettere assieme un anno di attività al "Comitato delle Regioni".
Un lavoro che mi consente di tenermi in esercizio, visto che sul piano regionale stare in panchina (o forse in tribuna) potrebbe rischiare di arrugginirmi e invece la prima regola in politica è quella di tenersi aggiornato sugli argomenti cardine per il nostro futuro in chiave europea.
L'Europa siamo noi e la Valle ha una storia lunga e coerente di pensieri e azioni a favore dell'integrazione europea e, di fronte a certe delusioni delle tribolazioni dell'Unione europea, bisogna mantenere i nervi saldi e lavorare con impegno e serietà.
Il federalismo è non solo un sistema di ingegneria costituzionale, ma è una forma mentis che deve uniformare un modo di pensare che, pur piccoli, ci obbliga a pensare in grande.


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In caso di necessità

Un defibrillatore pubblicoChi mi conosce sa che ho sempre ritenuto necessario moltiplicare sul territorio valdostano l'uso dei defribrillatori, come avviene in tutti i Paesi civili.
Leggo su "Le Nouvelliste" la notizia che «Cabinets médicaux bien sûr mais aussi remontées mécaniques, piscines, écoles, salles de spectacles, banques, usines électriques et bientôt cabanes d'altitude. Depuis peu, ils ont fait leur apparition dans une grande chaîne de commerce de détail. Migros Valais en a équipé tous ses points de vente, ce qui porte le nombre de défibrillateurs en Valais à environ trois cents».
Segue un'intervista a Jean-Pierre Deslarzes, direttore medico dell'Organisation Valaisanne des Secours (il nostro "118"), che dice: «ce type de démarche est à saluer. Car l'arrêt cardiaque est un grave problème de santé publique. Chaque jour en moyenne, un cas est signalé dans notre canton. Il survient chez des personnes encore souvent jeunes et apparemment en bonne santé. Nous soutenons donc la formation à la réanimation et à l'utilisation de défibrillateurs. Il faut savoir qu'actuellement, les mesures de réanimation se sont simplifiées - on ne pratique plus la ventilation - et chacun peut s'initier en trois ou quatre heures de cours à ces techniques et au maniement du dispositif».
Sui possibili rischi spiega il direttore Deslarzes: «Ces instruments semi-automatiques sont extrêmement sûrs et fiables. Ils donnent des instructions vocales pour guider les secouristes à chaque étape de la réanimation. Ils savent analyser le rythme cardiaque et après la transmission d'un choc électrique, un métronome incorporé règle la vitesse de compression thoracique correcte à poursuivre dans le cadre d'un massage cardiaque continu».
Insomma: una proposta interessante, che dovrebbe riguardare il pubblico e il privato e con una logica di mappatura del territorio che consenta al cittadino, in caso di necessità, di conoscere dove ci sia un defibrillatore e più la zona è marginale rispetto alle strutture di pronto soccorso e più risulta utile questa apparecchiatura. In passato si parlò anche in Valle di una campagna di distribuzione capillare dei defibrillatori, ma poi nel concreto purtroppo non ci siamo.

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