March 2011

L'opportunità estiva

Turisti nel centro di AostaIl numero dei valdostani legati, per lavoro sotto diverse forme, al mercato turistico è cresciuto in questi anni. Questo rende indispensabile applicarsi sempre di più per capire per tempo andamento e tendenze e decidere anche - penso alla città di Aosta con la larghissima maggioranza degli esercizi commerciali chiusi la domenica - su che cosa puntare veramente.
Faccio un esempio: la situazione internazionale, con il Nord Africa off limit per le rivolte di popolo e la guerra in Libia, con la nube radioattiva che si aggira nei pressi del Giappone (con la paura del terremoto e degli tsunami che spazzino le isole oceaniche) e con alcuni Paesi a rischio turbolenza, come la Grecia per la crisi economica, valorizzano il turismo domestico.
Questo vuol dire che la vacanza in montagna d'estate, già in difficoltà per conto suo, potrebbe avere spazi di rilancio nell'ambito di un periodo di ferie che è sempre più frammentato e diversificato. Basta poco per rendere allettante, per una parte degli indecisi, un soggiorno in Valle.
Il miglioramento complessivo delle strutture d'accoglienza c'è stato senza ombra di dubbio, ma il tasso di occupazione degli alberghi resta insufficiente in molti casi  ad alimentare il rimborso dei favorevoli mutui regionali. Ciò crea situazioni di strangolamento del settore ricettivo, che già deve fare i conti con risorse che rischiano di essere distolte da manovre di speculazione edilizia (con seconde case "camuffate" da altro) a detrimento delle "vere" strutture turistiche.
L'estate incombe e dunque la sfida, per occupare spazi liberi, è aperta.

Altro che Unione europea...

Il più classico tra gli scontri tra Italia e FranciaLe vicende libiche hanno evidenziato uno scontro fra Italia e Francia, che è dovuto all'evidente fragilità della posizione italiana in Libia per un attivismo di Nicolas Sarkozy (che ieri ha preso una batosta alle elezioni cantonali), cui ha corrisposto una crescente difficoltà di Silvio Berlusconi, assente non a caso nel dibattito parlamentare e sul tema, in questi giorni, sui media.
La storia ha preso una deprimente deriva (basta guardare il settimanale "Panorama" in edicola) in una logica nazionalistica antifrancese.
Ci mancava in più la "scalata" del gruppo francese "Lactalis"a "Parmalat", cui si è opposto il Governo italiano con un decreto legge che rallenta l'operazione e con l'annuncio di una legge simile a quella in vigore in Francia, il cui titolo dice tutto: ""Loi du 31 mars 2006 relative aux offres publiques d'acquisition", che traspone nel diritto francese una direttiva comunitaria del 2004.
Una scheda tecnica  spiega - ne cito un pezzettino - che la legge "prévoit notamment que l'éventuel initiateur d’une OPA devra déclarer ses intentions à l’Autorité des marchés financiers (AMF). Il introduit une disposition qui permettrait à une entreprise visée par une OPA d'émettre rapidement des bons de souscription d’actions (BSA), afin d'augmenter son capital et de renchérir ainsi le coût de l'acquisition". La logica è quella, in sostanza, di rendere più difficile l'ingresso in Francia di società francesi e l'Italia penso potrà (o poteva) tranquillamente riproporne i principi, anche se i tempi dell'"operazione Parmalat" sembrano essere più rapidi.
Per altro, l'italianissimo Callisto Tanzi, patron di "Parmalat", ha fatto tutto il disastro ben noto e dunque, in chiave europea, invocare l'italianità - come garanzia assoluta - è davvero imbarazzante. Pensando poi a quanto latte francese finisca nei prodotti a marchio italiano (o, in qualche caso, "valdostano").

La tentazione del video

Mara Carfagna nel video in questioneL'uso del "plurale maiestatis" è, quando ingiustificato, imbarazzante. Ho un grande rispetto per il Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, il cui percorso politico è stato certo "agevolato" dal rapporto personale (e evito ammiccamenti) con Silvio Berlusconi.
Ma non si può negare che la Carfagna abbia fatto un cammino enorme da soubrette televisiva (con calendario su "Max" nel 2005) a Ministro della Repubblica, interprete di una serie di iniziative apprezzabili, anche se ora l'attività è stata messa in ombra dal "gossip", da tempo diffuso, per il suo legame sentimentale nel passato con l'esponente dei "futuristi" Italo Bocchino (una liaison già oggetto di un salace scambio di battute alla Camera con quell'"arbiter elegantiarum" che è Alessandra Mussolini).
Fatti loro. Assolutamente fatti loro. Ha fatto bene Bocchino, intervistato da Fabio Fazio, a limitarsi a chiedere scusa alla moglie (che aveva, da parte sua, messo in piazza il rapporto fra il marito e la Carfagna in un'intervista su "Vanity Fair"), pur se questa "uscita" poteva essere parimenti considerata appartenente alla sfera privatissima.
La Carfagna replica in queste ore con uno sconcertante videomessaggio, usando il "noi" in una lunga premessa autocelebrativa che finisce con una romanticheria imbronciata e dunque ci si chiede perché lo abbia fatto, sapendo che forse dovrebbe chiarire molte altre cose sulla sua rapidissima carriera.
Meglio sarebbe stato, perciò, invocare la privacy per questo ed altro, ma la tentazione del video deve averla proprio presa, come un virus, dal Cavaliere (esemplare ieri al Tribunale di Milano).

La Regione siciliana

Raffaele Lombardo, presidente della SiciliaChi è autonomista - e a me è capitato tante volte di provare questa sensazione negli anni passati - soffre di come i siciliani non abbiano saputo o voluto applicare il loro poderoso Statuto d'autonomia.
Ecco perché ogni piagnisteo cui ho assistito da parte del Presidente della Regione siciliana di turno non mi ha mai commosso e anzi mi ha vagamente irritato.
Questa volta, però, il presidente Raffaele Lombardo ha ragione, ma chissà se lo farà davvero, a portare domani la sua Giunta davanti a Palazzo Chigi a Roma, dove si riunisce il Governo per discutere dell'"emergenza immigrazione".
La protesta riguarda il mancato invito al Consiglio dei Ministri dello stesso Lombardo in violazione del comando 3 dell'articolo 21 dello Statuto della Sicilia, che si riferisce alle funzioni del Presidente. Leggiamolo assieme: "Col rango di Ministro partecipa al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo nelle materie che interessano la Regione".
Non sto a tediarvi con interpretazioni di norme di rango costituzionale, ma è certo che la "vicenda Lampedusa" concerne in pieno una Regione autonoma e coinvolge del tutto il ruolo del Presidente e scavalcarlo significa un atteggiamento irrispettoso in epoca di strombazzato federalismo.
Lampedusa e l'incapacità di gestire gli sbarchi, anche in questioni pratiche senza riferirsi a questioni di fondo, è un segno grave e mi stupisce perché si tratta certo di un'emergenza indubitabile ma gestibile.
Ed invece per ora è il caos.

Così è (se vi pare)

Uno degli elicotteri prodotti da Agusta-WestlandLa mia capacità di nascondere le arrabbiature è pari a "zero" e credo che sia un grande difetto. Invidio i dissimulatori, che fanno molta più carriera.
Quando il Presidente della Regione Augusto Rollandin mi ha annunciato la decisione, già presa e dunque non modificabile, di cancellare l'accordo con "Finmeccanica" ed "Agusta Westland" per la nascita della scuola di elicotteri all'aeroporto "Corrado Gex" e in parte dell'"area Cogne", ne ho preso atto con dispiacere.
Per altro dal 2008 ad oggi, come i petali di una margherita, sono molti i progetti della mia Giunta che sono stati buttati via e, come ho sempre detto, ciò rientra legittimamente nella logica di "comando", forse un po' meno in quella cosa che si chiama "continuità amministrativa".
La scuola di volo non era un capriccio, ma era frutto di lunghi incontri e seri approfondimenti che avrebbero valorizzato i nostri "professionisti della montagna", diventando un fiore all'occhiello per il mondo intero. Dopo aver dato per un attimo seguito alle decisioni del passato, c'è stata la brusca frenata, che considero un grave errore e le giustificazioni tecniche e finanziarie non stanno in piedi.
Ma, considerando l'inconoscibilità del reale, non resta che scomodare Luigi Pirandello e il suo«Così è (se vi pare)».

Marzo ha 30 giorni!

Un calendario del marzo 2011Sai quei dubbi mattutini come sono: ti svegli e ti chiedi, sin dal dormiveglia, se marzo abbia, come durata del mese, trenta o trentun giorni.
Se fosse la prima ipotesi, allora sarei sereno, perché oggi saremmo, da calendario, niente altro che  il 1° aprile e quindi la convocazione del Consiglio Valle, che ho scorso stamattina, con all'ordine del giorno il punto riguardante l'allargamento della maggioranza regionale al Popolo della Libertà, sarebbe nient'altro che uno scherzo finale, ingegnosamente costruito in questi ultimi anni, per far credere che la bizzarria di un accordo del partito berlusconiano con l'Union Valdôtaine può essere una realtà e non una colossale montatura per ridere.
Vedo già il titolo del Peuple: "Un poisson d'Avril!" e l'editoriale del presidente Ego Perron con l'incipit del genere: "Contre le risque de s'ennuyer, il fallait réagir avec une blague de saison...".
Il mio "Fin de citation" sarebbe questo: "Ma façon de plaisanter, c'est de dire la vérité. C'est la plaisanterie la plus drôle du monde" di George Bernard Shaw. All'interno immagino poi articolesse dei diversi esponenti che raccontano la burla e il disegno di un pesce - magari una carpa - da ritagliare per la gioia dei nostri bambini.
Un "pesce d'aprile", insomma.
Mi era venuto qualche dubbio di una vasta messa in scena che non ha lesinato in spese con la recita di molti figuranti e la trama di un thriller avvincente che prevede una sceneggiatura robusta e una regia "di polso".
Certo a considerare le alleanze elettorali del 2008, con il "patto" fra alleanze autonomiste, la solidità del Governo regionale in carica e i suoi numeri, la forza della nostra autonomia nelle trattative a Roma, gli ideali federalisti dell'UV e l'attualissimo - in Regione - "ni droite, ni gauche", le vicende note e chiare del berlusconismo e dintorni non potevo non capire che si trattava di una trappola, al posto di cascarci dentro miseramente come un somaro.
Ma mi sta bene: è una punizione per la mia supponenza e credo che dovrò stare ancora in fondo alla classe con il cappello d'asino in testa finché lo dirà il maestro.
Oddio, ma cos'è quel 31 marzo che vedo sul calendario?!?

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