January 2011

Incredibili balordi

La bara di Mike Bongiorno portata da Pippo BaudoHo l'onore di avere insignito Mike Bongiorno quale "Ami de la Vallée d'Aoste" nel corso di una cerimonia in piazza Chanoux che era diventata spassosa e commovente grazie all'attestato d'amore che Mike aveva voluto testimoniare alla "sua" Valle d'Aosta o più precisamente alla "sua" Breuil-Cervinia.
Era l'epoca in cui, contento di essere stato da noi insignito, confessava a tavola che se gli avessero proposto di diventare Senatore a vita avrebbe accettato volentieri. Ricordo anche con interesse i suoi racconti di vita partigiana, ma anche qualche commento su Silvio Berlusconi con cui all'epoca era un pochino in rotta, dopo aver fatto tanta strada assieme con la nascita delle televisioni private in Italia.
Sono stupefatto dalla notizia di oggi del furto della sua salma in un cimitero sul Lago Maggiore, dimostrazione di una crudeltà mista a stupidità senza eguali di chi ha pensato a questo macabro rapimento.
Forse Mike ne sorriderebbe e penso, per altro, che - in barba a questi "balordi" - lui stia soavemente volteggiando sul Cervino al grido solito di «Sempre più in alto!»

Memoria

Uno scorcio di AuschwitzSi moltiplicano ormai le giornate dedicate alle celebrazioni più disparate, ma la "Giornata della memoria" di domani, per ricordare la tragedia dell'Olocausto, è una di quelle date davvero utili per non dimenticare.
Per quel che mi riguarda, queste vicende sono intrise di ricordi familiari, come la scoperta sconvolgente di mio padre - internato ad Auschwitz con altri militari valdostani - di che cosa fosse un campo di sterminio e il riconoscimento come "giusto" dalla comunità ebraica di Torino per l'aiuto prestato agli ebrei che fuggivano dall'Italia dopo le leggi razziali.
Per questo ad Auschwitz ci sono andato più di una volta e ho ho portato i miei figli a vedere questi luoghi, opportunamente preparati a reggere l'impatto emotivo, perché non c'è nulla di più istruttivo che visitare luoghi dell'orrore di questo genere e consiglio a tutti la lettura delle vicende storiche di questo campo di sterminio.
Esemplare resta la testimonianza di Primo Levi, che - partigiano sulle nostre montagne - venne arrestato ad Amay nel dicembre del 1943 e finì proprio in quel campo, oggi territorio polacco allora territorio tedesco annesso al Reich.
Stasera negli spazi di "RaiVd'A" consiglio di vedere il filmato "Razza Fede Crimine" di Patrizio Vichi che racconta la triste storia della famiglia Jona, ebrei torinesi, che - catturati ad Issime - finirono nel tritacarne dell'Olocausto e nel campo di sterminio furono uccisi la mamma Ilka e i due bambini Raimondo e Ruggero, mentre il padre Remo sopravvisse, con un dolore indicibile, alla strage della sua famiglia.

Se Sparta piange, Atene non ride

La legge elettorale regionale vigente è stata marcata da una logica di premio di maggioranza.
Vale a dire che le tre forze autonomiste, premiate dall'elettorato e dunque ottenuto questo premio con incremento del numero dei consiglieri, hanno stipulato un "patto" con gli elettori in cui hanno promesso un accordo di legislatura legato anche un programma depositato in Tribunale all'atto della presentazione delle liste.
Questo naturalmente ha un valore giuridico e, se volete, morale, ma non si può immaginare che la politica sia un fatto immobile e intoccabile e dunque eventuali ripensamenti sono sempre possibili, se necessari.

Generazioni allo specchio

Microfoni in radioDall'inizio dell'anno, come divertissement, faccio da spalla a mio figlio Laurent in una trasmissione radio, ogni sabato dalle ore 16 alle 17 su radio "Tir" (Top Italia Radio, che ha ora anche l'applicazione scaricabile su "App Store").
Ne scrivo dopo un qualche rodaggio fra di noi e trovo la formula simpatica, chiamandosi il programma "Generazioni allo specchio" e dimostra appunto come, purtroppo o per fortuna, la distanza di una sola generazione pesi come un macigno in fatto di evoluzione dei gusti, delle mode, delle tendenze in un mondo che accelera sempre più e bandisce certa longue durée del passato.
Ogni argomento alla fine è buono per misurare simpaticamente le distanze, partendo dagli ascolti musicali che accompagnano il programma.
M'intenerisce pensare all'emozione che alla sua età di ginnasiale provai - direi che era nel 1974 - quando venni intervistato, assieme ad altri studenti pendolari del treno (protestavamo per ritardi e  treni scadenti...) da una delle voci "storiche" della "Rai" di Aosta, Daniele Amedeo, nello studio radiofonico della "Voix de la Vallée" di via Chambéry senza immaginare che sarei finito lì a lavorarci pochi anni dopo.
Amo la radio e trovarmi a duettare con mio figlio, cui sta venendo una vocione che mi intenerisce, è un esercizio istruttivo e trovo in lui, potere della genetica, la vena ironica e talvolta sardonica di mio papà.

Inquietudini europee

L'ambasciatore Ferdinando Nelli FerociScrivo da Bruxelles, dove sono, con un freddo umido che entra nelle ossa, per la prima plenaria del 2011 del "Comitato delle Regioni".
Si tratta di un'occasione utile non solo per la routine del lavoro parlamentare che scandisce i tempi delle giornate ma anche perché le diverse riunioni sono utili per capire che cosa si muova sullo scenario comunitario.
Vi risparmio i commenti dei colleghi di diversi Paesi e di tutti i Gruppi sulle vicende italiane: inutile tornarci sopra perché - lo dico con mestizia per l'immagine internazionale dell'Italia - è come sparare sulla "Croce rossa".
Il momento per me più interessante è stata la riunione che ho presieduto della delegazione italiana con l'Ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci che è a capo della Rappresentanza italiana - l'equivalente di un'Ambasciata - presso l'Unione europea.
E' un diplomatico di lungo corso che, con una sintesi efficace, ha raccontato delle sfide che l'Italia  si trova ad affrontare: dalla "governance economica" (con il nuovo "Patto di stabilità" che in Italia rischia di essere letale per il sistema autonomistico) al nuovo bilancio europeo (l'Italia è il terzo contributore netto per una ripartizione storicizzata ma penalizzante) dalla nuova stagione dei fondi strutturali (su cui la Valle deve vigilare per non avere brutte sorprese) ai rapporti fra i Paesi dell'Unione (i "nuovi" si alleano spesso contro i "vecchi", perché la riconoscenza fra istituzioni come fra persone - potrei farvi un elenco personale... - non è di questo mondo).
L'aspetto più preoccupante è il crescente deficit italiano, che ci pone come "sorvegliati speciali" e l'Italia è il solo fra i Paesi fondatori a chiedere "dolcezza" nell'approccio (ci sarebbero i belgi ma non hanno da un anno un Governo!) mentre i tedeschi, "locomotiva" economica d'Europa, chiedono "lacrime e sangue".
Siamo anche i soli a non aver messo a punto una strategia, di cui anche i membri italiani del CdR potrebbero essere interpreti, su criteri, parametri, controlli sui fondi strutturali con due problemi in più: una parte dell'Italia non riesce a spendere i soldi comunitari e il Sud, dopo anni di interventi finanziati da Bruxelles, resta in fondo alla classifica, mentre altre zone europee in difficoltà hanno risalito la china e l'Europa ci chiede il perché di questa differenza.

Le polveriere

Soldati all'ombra delle PiramidiDopo la Tunisia, tocca all'Egitto e le proteste investono Yemen ed Algeria.
Le difficili condizioni di vita e la mancanza di democrazia sono due elementi della "febbre" che unifica le manifestazioni e potrebbe estendersi ancora, ma già solo i quattro Paesi citati sono molto diversi fra di loro e ognuno ha la propria storia e il proprio livello di sviluppo.
Sembrano vicende lontane e scarsamente incidenti su di noi ed invece, come cittadini europei, siamo a due passi da queste "polveriere" (e abbiamo fra di noi immigrati provenienti da alcuni di questi Paesi e vi assicuro che anche qui certi regimi li tengono d'occhio).
Osservare quanto avviene è necessario e bisogna farlo con rispetto per chi chiede cambiamenti profondi e la fine di vere e proprie dittature: quelle condizioni di degrado inaccettabili e che rischiano, tra l'altro, di creare flussi incontrollabili di emigrazione verso l'Europa. 
E' bene comunque essere cauti. Ho già ricordato che nel 1979 plaudevo, come tanti allora, alla "rivoluzione iraniana" senza immaginare che il dopo Scià sarebbe stata una dittatura teocratica. L'islamismo radicale antidemocratico e anti-occidentale cova dietro alle proteste: per cui essere spettatori consapevoli è l'atteggiamento giusto senza diventare tifosi acritici di un'ondata rinnovatrice e "progressista" per evitare delusioni.

Caleidoscopio 1 febbraio

Luciano Ligabue in concerto a Saint-Vincent"Caleidoscopio" - condotto da Christian Diémoz - torna anche il prossimo martedì su "Radio1" negli spazi di "Rai Vd'A", poco dopo le ore 12.30. 
Si comincia con l'intervista al geniale giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che analizza ai nostri microfoni il "fenomeno Berlusconi" in questo periodo al centro dell'attenzione
Sarà poi la volta di Arnaldo Tranti, stimato designer valdostano, a commento anche delle polemiche per il suo logo - considerato da alcuni troppo "cittadino" - delle Dolomiti, patrimonio dell'umanità dell'Unesco.
Nel suo spazio, Michela Ceccarelli dirà del film di Piergiorgio Gay (regista anche del film sull'autonomia valdostana!) su Luciano Ligabue, cantante che ha attraversato gli ultimi decenni.
La rubrica di Diémoz "Un libro, un disco", è dedicata a "Le parole de mon voyadzo" di Patrizia Lino, in libreria per i tipi di "Le Château". Appuntamento, dunque, sugli spazi radio della programmazione regionale!

Alla Foire!

L'inaugurazione della Foire 2011La "Fiera" arriva, rassicurante, anno dopo anno, come tutte le cose tradizionali e ripetitive.
L'inizio di Sant'Orso di domenica è garanzia, oltretutto, di "pienone", anche se poi i diversi metodi di calcolo delle presenze restano empirici. Personalmente credo che si debba essere cauti con le cifre e vale per i visitatori quel che vale per "Pil - Prodotto interno lordo" e cioè siamo certi che ogni incremento quantitativo sia solo un bene?
Comunque sia, la Foire assomiglia sempre più a un lunghissimo menu dal quale si possono trarre le pietanze preferite, secondo gusti ed inclinazioni.
Il turista "colto" può muoversi fra artigiani d'élite e mostre di vario genere, il turista "crapulone" può gozzovigliare fra stand, ristoranti e padiglione con i prodotti tipici, il turista "full immersion" va dall'apertura ufficiale alla Veillà, dai gruppi musicali in giro allo spettacolo conclusivo dei "Trouveurs".
Ce n'è davvero per tutti, come dev'essere per una festa popolare che non ha eguali, per la sua tipologia in nessun posto sulle Alpi con un elemento di fascinazione su tutto il resto: chi viene una volta, ci torna.
Segnalo domenica mattina, 30 gennaio, verso le ore 9.45, la diretta televisiva della "Foire" su "Rai3" negli spazi di "RaiVd'A", mentre lunedì 31 poco prima delle 20, sullo stesso canale tv, andrà in onda un riassunto di questa edizione della "Sant'Orso".

Il mondo dei libri

I libri mi accompagnano nella vita.
Ho avuto la fortuna di avere in casa, da bambino, una biblioteca eterogenea in parte formata da libri dell'Ottocento e del Novecento di bisnonno e nonno e poi costruita da mio padre seguendo una varietà d'interessi.
Quando dovevo fare delle ricerche, già lì trovavo qualche cosa di utile e poi se dovevo comprare dei libri la risposta era sempre positiva e così sin da ragazzo ho cominciato ad accumularne a dismisura.
Direi che le modalità di scelta dei volumi da comprare sono cambiate nel tempo. Una volta avevo degli insegnanti che mi consigliavano delle letture oppure leggevo delle recensioni sui giornali o ancora passavo del tempo - lo faccio ancora oggi - a scorrere i titoli curiosando sui tavoli o lungo gli scaffali, diventando infine amico di librai come Pino Crespi a Champoluc o Cesare Cossavella ad Ivrea, contando sui loro preziosi consigli.

Un trattore per... Porsche

Il trattore PorscheCominciamo la settimana, anche grazie al clima festoso della "Foire", con una notizia che sembra una barzelletta e che traggo dal quotidiano d'Oltralpe "Le Dauphiné Libéré", una volta impossibile da leggere per i giri della Posta prima di arrivare in Valle, ora leggibile sulla Rete.
Ma ecco la notizia: "L'histoire: une Porsche, stationnée dans le très chic VIII e arrondissement de Paris. Sans ticket. PV (procès-verbal). Faut payer.
Sauf que la Porsche, en l'occurrence, est un tracteur de collection, millésimé 1958, que les pervenches auraient aligné le 20 avril 2010 car en souffrance de ticket d'horodateur. Le véhicule, plus en état de rouler, n'a jamais quitté Coise-Saint-Jean-Pied-Gauthier, un village savoyard fait de hameaux et de 1200 âmes. L'amende, 11 euros, majorée à 33, a été envoyée à son propriétaire Raymond Lavy"

L'agricoltore sessantenne ora ha consapevolezza che per evitare la multa gli toccherà una corsa ad ostacoli, pure costosa, contro la burocrazia.
Ma l'aspetto interessante, spiegato dal giornale è il perché di questa vicenda: "Les malfaiteurs, d'abord, qui usent du système de "la doublette", en usurpant des numéros d'immatriculation pour les utiliser sur des voitures volées. L'informatique, ensuite: le nouveau système informatisé des immatriculations dialogue encore mal avec le langage automatisé de traitement des amendes".
Ricordo gli anni in cui ad attoniti valdostani arrivavano multone da Roma quando i vigili scambiavano la targa AQ (L'Aquila) con AO (Aosta).

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