January 2011

La stagione delle Fiere

L'ingresso della Foire de Saint-Ours di DonnasSant'Orso incombe. Come una sorta di prologo della "Foire" di Aosta, ma con una propria storia originale, Donnas dominerà il fine settimana. Da "fiera del legno", dunque legata principalmente agli attrezzi per l'agricoltura, a fiera dell'artigianato tradizionale a tutto tondo, seguendo proprio i destini dell'artigianato sempre meno fatto di utensili e sempre più fatto di "pezzi" artistici.
Donnas si svolge nel "Borgo": caso interessante di un centro storico, analogo ad altri paesi del fondovalle, ma con tratti molto particolari, legati anche al clima, come dimostrato dalle palme che occhieggiano in alcuni giardini. Ma a dominare sono anche le vigne vicine, che incombono sulle case, e le cantine che si ramificano nel sottosuolo.
Borgo che ha sofferto di uno spopolamento fatto anche di una sorta di svuotamento delle attività artigianali e commerciali che assicuravano anch'esse vitalità ed è bene che l'Amministrazione locale rifletta sul futuro di questo straordinario patrimonio storico e architettonico.
La "Rai" valdostana effettuerà collegamenti in diretta negli spazi del telegiornale, sotto la direzione di Anna Nigra, ma anche negli spazi televisivi che mi concernono, quelli dei programmi, con una lunga diretta che inizierà domenica su "Rai3", negli spazi di "RaiVd'A", attorno alle ore 10.
Racconteremo in diretta la "Foire".

Per evitare disastri

Trovo che sia totalmente paradossale quel che, in concomitanza con i "festeggiamenti" (le virgolette sono d'obbligo) per i 150 dell'unità d'Italia, sta capitando nei confronti delle Autonomie speciali.
Partiamo da un editoriale recentissimo su "La Stampa" di Ferdinando Camon, dedicato alla richiesta di tutta la Provincia di Belluno di essere "annessa" al Trentino-Adige.
L'incipit detta la linea: "Dunque tutta Belluno vuol passare col Trentino-Alto Adige? E il Consiglio provinciale ha detto sì? Se la secessione dal Veneto va in porto, il Veneto ne avrebbe un danno immenso. Cambierebbe tutto".

I mobili del castello d'Issogne

L'hotel Gaillard di ParigiL'altro giorno curiosavo sul web su Parigi, città che amo moltissimo e la cui ricchezza storica e culturale è così vasta da trovare sempre cose nuove.
Questa volta è una vicenda con un'implicazione - non so quanto fosse già nota - con la Valle d'Aosta. Siamo nel XVIIesimo arrondissiment dove si trova l'hôtel "Gaillard", situato  nella place du général Catroux. Si tratta - capiamoci subito - di un hôtel particulier, cioè di una casa signorile, in questo caso di un enorme palazzo a imitazione di un castello di gusto neorinascimentale.
"Le commendataire - spiega uno dei vari siti - est un banquier célèbre et fortuné, M. Emile Gaillard, qui en confia la construction à l'architecte Jules Février, de 1879 à 1884. Inspiré des châteaux de Blois et de Gien, l'hôtel semble s'être envolé du Val de Loire pour atterrir en plein Paris : briques rouges sur lesquelles se détachent des croisillons de briques noires, fenêtres à meneaux dotées de vitraux, imposantes lucarnes surmontées de pinacles, balustrade gothique au-dessus de la corniche du toit, cheminées de brique abondamment décorées...".
E fin qui niente di particolare, ma poi si legge ancora: "A l'intérieur, la demeure fut agrémentée de sculptures du XVIe siècle et de boiseries tandis que le mobilier fut rapporté du château d’Issogne, dans la vallée d’Aoste".
Quando il pittore Vittorio Avondo nel 1872 comprò all'asta il castello di Issogne si disse che cercò da antiquari i mobili originali o ne fece fare copie, ma ora e qualche anno dopo c'è questa storia dei mobili venduti a Parigi. Chi li segnalò a Gaillard o meglio al suo architetto Février?
Queste le notizie successive: "A la mort du banquier en 1904, l'hôtel fut aussitôt mis en vente, mais son style étant passé de mode ou l'entretien d'un tel palais pouvant sembler trop coûteux, on ne trouva aucun acquéreur. C'est la Banque de France qui en fit l'acquisition en 1919 et en est toujours propriétaire".
Se ho ben capito per un qualche periodo l'immobile, dotato apposta di una sala blindata nel sottosuolo (essendo protetta da un fossato pieno d'acqua nacque la leggenda metropolitana di coccodrilli che la proteggevano!) ma spogliato della straordinaria collezione di dipinti, venne adoperato come sede bancaria, mentre ormai è chiuso e non visitabile da lunghissimo tempo. E i mobili del nostro castello?

"Legittimo impedimento" sgonfiato

La riunione della ConsultaOrmai nella già storica rozzezza della politica all'italiana si è innescata una vocazione calcistica: quel che dovrebbe contare è chi ha vinto e chi ha perso, anche se poi sotto sotto vige la ricerca del compromesso. Siamo così in un logica da "sangue e arena" fra il grottesco e il tragico anche nei commenti su qualunque avvenimento, che talvolta somigliano a fuochi d'artificio. Per cui chi si arrischi a dire la propria finisce per giocare a questo collettivo gioco al massacro e, comunque sia, arrischia un giudizio.
Mi riferisco ovviamente alla tanto attesa e drammatizzata sentenza di oggi della Corte costituzionale sulla legge sul "legittimo impedimento", nata - diciamolo in premessa senza essere ipocriti - come "scudo" contro i processi in cui è coinvolto Silvio Berlusconi.
La decisione odierna della Consulta ha - a mio modestissimo avviso - "smontato" proprio la parte fondamentale della legge sul "legittimo impedimento", ridando di fatto un ruolo significativo al giudice e ciò non è per nulla banale.
Poi, come tutto, si può vedere la stessa cosa in modo diametralmente opposto perché l'agreement non esiste in una politica italiana che tende ormai alla complicazione perenne.
D'altra parte questa è la realtà: anche chiudendo gli occhi resta uguale...

Un avviso doveroso

E' cambiato il redirectQuesto è un avviso che può suonare strano ma è doveroso.
Molti si collegavano con il sito attraverso il vecchio caveri.it, che ora, per una serie di ragioni che ora non sto a raccontare, ma che sono illuminanti di alcune problematiche del Web, chiede per entrare un riconoscimento.
Allora che sia chiaro che non è cambiata la modalità di "accesso libero" al sito: è solo venuto meno quel rimbalzo fra caveri.it e www.lucianocaveri.com sul quale siete adesso. Niente di particolare ma un senso di disservizio per chi aveva registrato il vecchio dominio per entrare nel blog.
Alcuni mi hanno telefonato, altri scritto e la questione è stata spiegata e risolta.
Perché strano come avviso? Perché chi legge questo post ha già risolto la questione e dunque spiegarsi è superfluo!
Ma qualche dubbio poteva comunque restare nell'aria e dunque andava dissipato.
Avete intanto visto qualche piccola novità sul sito e spero sia utile per i frequentatori. A giorni vi darò i numeri del sito, che confermano - e ne sono lietissimo - un grande successo.
Lo dico sommessamente.

Un Santo amico

Io, nel 1987, con Giovanni Paolo IIIl rapporto con la fede è una sfera intima e personale. Diversa è la questione della cultura cattolica che fa parte della formazione personale perché è nella nostra storia e, a diversa misura, nel nostro vissuto.
Il vissuto, appunto. Riflettevo su quanto sia stato fortunato a conoscere di persona e di incontrare più volte e a diverse età (nella foto ero davvero giovane!) quella figura complessa e in parte ancora enigmatica di Giovanni Paolo II, la cui annunciata beatificazione è la premessa ormai scontata alla santità.
Che Karol Wojtyła, Papa dal 1978, avesse elementi evidenti di profonda umanità e grande spiritualità è quasi banale. Vi era in più una fisicità che in alcuni decenni passò da un'esuberanza sportiva al dramma di una malattia invalidante, che alcuni segnalarono come possibile strascico del noto attentato. D'altra parte Giovanni Paolo II, uomo di grande carisma, è stato anche politico, un "conservatore sociale" che ha avuto un ruolo importante nel crollo dei regimi comunisti dell'Est e ho avuto il privilegio, grazie ad un'amica polacca, di visitare a Cracovia, in più occasioni, i luoghi cardine della sua vita.
Il Papa polacco amava la Valle d'Aosta che gli ricordava in grande i suoi monti polacchi. "Capiva" la montagna ed i montanari su cui ha detto e scritto cose bellissime.
Sarà nel tempo un Santo amato anche qui da noi.

Caleidoscopio 18 gennaio

Beppe Cuc, presidente dei maestri di sci della Valle d'AostaIl prossimo martedì coincide con la diciannovesima puntata di "Caleidoscopio", il consueto contenitore radiofonico di "Rai Vd'A" in onda verso le 12.30 con, alla conduzione in studio, Christian Diémoz.
La prima intervista è con Beppe Cuc, presidente dell'Associazione maestri di sci della Valle d'Aosta, dirà del cammino - di cui conosco bene la storia e vanto qualche merito - verso la normativa europea che tutelerà ulteriormente questa professione di montagna. L’altra intervista sarà ad Ettore La Carruba della nota famiglia di imprenditori del settore automobilistico, che ci parlerà fra l'altro di alcune caratteristiche degli automobilisti valdostani e delle vetture del futuro.
Michela Ceccarelli, nella sua rubrica, si occuperà della storia de cioccolato, mentre Diémoz, con "Un libro, un disco", approfondirà il recente "Everest" di Marco Camandona, in libreria per la "Tipografia valdostana".
La prossima settimana, come fare diversamente, ci dedicheremo alla "Fiera di Sant'Orso" di Aosta, che sarà, come oggi Donnas, oggetto di una bella diretta televisiva dei programmi di "RaiVd'A" domenica 30 gennaio con inizio attorno alle 10 del mattino.

Un libro che aiuta a riflettere

La copertina del libroCredo che quello dell'unità d'Italia sia un argomento su cui riflettere seriamente e non solo in occasione degli anniversari, ammesso che lo si faccia e in Valle mi pare che non lo si farà perché emergerebbero visioni assai poco conformi.
Capisco che parlarne non è per nulla semplice in un Italia dove il federalismo è stato minoritario o ridicolizzato con le conseguenze  nefaste sempre più visibili.
Un autonomista-federalista valdostano deve, tuttavia, avere delle proprie convinzioni forti, sapendo qual è il quadro storico di partenza e dicendo anche verità sgradevoli. D'altra parte l'azione politica e le soluzioni istituzionali devono sempre essere corrispondenti alle necessità. Se l'autonomia speciale cessasse di essere alimentata da soluzioni nuove e corrispondenti alle necessità farebbe una brutta fine.
Interessante è in questo senso la lettura di un libro di Romano Bracalini intitolato "Brandelli d'Italia - 150 anni di conflitti Nord - Sud" (editore Rubbettino). Bracalini descrive in modo vivido e senza peli sulla lingua vizi di nascita ed errori di crescita dell'Italia dagli albori ad oggi senza una sua conclusione ma con tante conclusione sparse nelle trecento pagine dei tanti che nel tempo avrebbero voluto un'Italia diversa.
L'unità non è una colla multiuso e se non funziona lo si vede e lo si vedrà e i valdostani, in un quadro ricco di interdipendenze che non ti consentono certo di operare da soli ma di compartecipare ad un disegno, dovranno esprimersi e posizionarsi.

L'orientamento

Orientamento difficileCome aiutare i nostri figli a fare la scelta giusta in alcuni passaggi della loro vita? Come evitare che i nostri desideri e le nostre preferenze si sostituiscano ai loro, influenzandoli malamente?
Ci pensavo l'altro giorno quando, come genitore, ho partecipato a "Scuole aperte" al Liceo Ginnasio di Aosta, perché mia figlia Eugénie sembra intenzionata a fare il "Classico" come suo fratello, ma nella sezione "bilingue".
Il passaggio non è indifferente: qualcuno ha detto, proprio in quell'occasione, che si tratta della prima grande scelta nella vita di un ragazzo, uscendo dal percorso uguale per tutti.
Vorrei dirvi che cosa mia ha colpito. La prima cosa è una forte apprensività dei genitori, che seguono di certo molto più i figli rispetto a quanto facesse la generazione dei miei genitori e lo fanno anche con un rischio - questa è la mia impressione - di essere molto intrusivi, naturalmente «per il loro bene». La seconda cosa che mi ha colpito è come alcuni studenti dell'ultimo anno, ormai tutti presi dalla Maturità come è giusto che sia, manifestino ancora grandi incertezze sull'Università e sulla Facoltà da scegliere: legittimo, certo, ma anche molto insidioso rispetto ai rischi di una scelta - quanti casi ho visto in questi anni - più sentimentale ed emotiva che razionale.
In entrambi i casi la parolina importante è "orientamento", che dovrebbe consentire di far coincidere le aspirazioni di ciascuno con le reali prospettive future, legate anche alle esigenze del mercato del lavoro.

Fra una "Sant'Orso" e l'altra

Che cosa sia l'identità d'un popolo è un argomento sempre difficile da affrontare.
Bisogna farlo in punta di piedi perché in passato, come anche oggi, i pacifici elementi identitari, cioè che cosa contraddistingua la cultura di un popolo da quella di un altro, sono sfociati spesso nell'aggressività nazionalistica.
Consola che i valdostani aggressivi non lo siano mai stati, mentre l'inverso, cioè l'aggressività verso di loro si è spesso manifestata e ancora oggi c'è chi, sembra incredibile ma è vero, viene ospitato sui giornali locali per dire che la valdostanità è un'invenzione.

Registrazione Tribunale di Aosta n.2/2018 | Direttore responsabile Mara Ghidinelli | © 2008-2021 Luciano Caveri